hai scelto:homeprogettiristrutturazioni

Intervento:

Ristrutturazione di appartamento

Luogo:

Rue Volta, Parigi

Progettisti:

Greta Pasquini

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006

Imprese esecutrici:

Enterprise Harsa

Fornitori:

Tematic, Bindi, Falegnameria De Martino, Beza, Sopha Industries, Le trone, Colléction Barman, Teloni Bresciani, Electrorama

Dati dimensionali dell'intervento:

120 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Spazi permeabili
Il gioco dei sensi e delle percezioni emozionali sintetizzano il carattere di un appartamento parigino

Si', i tetti di Parigi sono un luogo comune fin troppo abusato. Ma provate a guardarli da quassu'. Questa mansarda riprogettata da Greta Pasquini, all'ultimo piano di un edificio di Rue Alessandro Volta nel terzo arrondissement, e' come un tappeto volante pronto a partire, che affaccia sul piu' classico degli scorci. E non stupisca la scelta della metafora da Mille e una notte - uno strumento incantato e imprevedibile, che accoglie ospita avvolge e si piega ai desideri e asseconda la scelta di liberta' di chi lo possiede - perche' proprio cosi' e' pensata questa scatola magica che allena la percezione e invita a una interpretazione personale e originale dell'abitare. L'ingresso e' sull'ampio soggiorno che si stende come un tappeto – appunto – nella parte centrale della casa.

Dalle ampie finestre di questo ambiente dilatato entra il cielo lattiginoso di Parigi e il tubare delle tortore. Vista. Udito. La scelta e' quella di disporre marginalmente, sui due lati ciechi del rettangolo banale della pianta, la cucina, i servizi, le camere: sono spazi cadetti, centrifugati all'estremita', ma richiamati al centro da una forza opposta, centripeta che passa attraverso la versatilita' delle pareti mobili e degli inserti rotanti. Ogni stanza e' libera di confluire nell'altra, come la camera da letto che, con pareti che scompaiono, diventa un ambiente privatissimo e dedicato alla cura di se', un tutt'uno con la sala da bagno e il dressing. Oppure essa stessa entra nella sala, con il mobile rotante nella parete che contiene tv e hifi e cancella il confine fra le due stanze. Poco piu' in la', la cucina occhieggia da un angolo, con un volume nero appena suggerito. È il blocco funzionale: un parallelepipedo monolitico, nero, una sintesi minimalista e astratta che dialoga con le ombre zen delle piante della veranda adiacente da cui filtra il sole.

Peso
. Luce. Il cuore della casa - il soggiorno - e' come una piazza, un cortile, uno slargo del cuore, uno scorcio fra due quinte di case: lo spazio vuoto dell'immaginazione un attimo prima di essere abitato dalle idee. È un luogo della socialita' o dell'intimita', del riposo o della festa. Non si caratterizza, si lascia plasmare. Qui tutto puo' essere, sembra dirci il progettista, tutto puo' ancora - e di nuovo - accadere diversamente, spostando un pezzo, prendendone ancora uno e un altro, e montandoli insieme come fanno i bambini con le costruzioni. Il letto, il divano, la libreria sono adesso un incastro di pezzi che poi, ricomposti, cambiano aspetto e funzione. Qui la forma delle cose segue il flusso della vita e rima con le sue contraddizioni. Lo spazio inganna i sensi, poi li consola. La liberta' di scelta e' completa: non ci sono setti portanti o pilastri a ingombrare. I possenti portali in ferro "tour Eiffel", recuperati a vista e ridipinti a contrasto con le pareti candide, contraddicono l'ambientazione intima e raccolta prodotta dal caldo legno del parquet. Garantiscono la continuita' degli ambienti, costruiscono un'ambientazione da factory. O forse e' piu' come una miniera, questo spazio fluido in cui gli ambienti entrano gli uni negli altri, si scontrano e si mescolano, si nascondono. Sicuramente e' miniera di sensazioni - tattili, visive, olfattive - assecondate dalla scelta di un'illuminazione, anche artificiale, che propone atmosfere da acquario e di materiali naturali di grande sensualita'. In una delle due sale da bagno campeggia una vasca in legno di cedro, “abbandonata” come barca in secca su un pavimento/spiaggia in travertino siriano: un'unica lastra di pietra marmorizzata nei colori caldi della terra e del fuoco. Il riscaldamento a pavimento sorprende e risveglia i sensi e predispone ad abbandonarsi al rumore dell'acqua, al piacere del bagno, alla fragranza che si sprigiona dal legno umido. Tatto, olfatto, udito. Eccoci, siamo a casa.

Testo di Lucia Maracci

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

010203040506070809

Disegni e rendering