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Intervento:

Recupero funzionale del Baluardo della Cittadella

Luogo:

P.zza Thien an Men - Modena

Progettisti:

Fabio Massimo Pozzi, Francesca Stagi; Manuela Francesca Panini

Collaboratori:

Anna Paola Martini, Annalisa Appolloni, Maria Luisa Ambrosini (stralcio di completamento)

Commitente:

Comune di Modena

Anno di redazione del progetto:

Ed esecuzione: 1996- 2005

Fornitori:

Casa dolce Casa, Costa Group, Fiorenti Marine Group, Frau, Gruppo Fantoni, Intertecnica, Martini Lice, Studio Norma

Dati dimensionali dell'intervento:

1.200 mq. coperto; 3.000 mq. esterno

Progetto:

Top Akustik: Chiara Pasti con Daniele Bincoletto

Commitente:

Il Baluardo della Cittadella di Modena s..r.l.

Anno di redazione del progetto:

2001

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Ditta Lucca di Somma

Fornitori:

Patt S.p.A

Dati dimensionali dell'intervento:

120 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Archi/sound
Il nuovo centro culturale nel Baluardo della Cittadella di Modena fra architettura seicentesca e sistemi per una acustica impeccabile

Come spesso accade, il passare del tempo lascia segni molto pesanti sulla pelle di edifici storici, di natura civile come rocche, castelli, ville, torri, e religiosa, come conventi, monasteri, antiche pievi o basiliche; luoghi evocativi di cui l'Italia è ricca, è vero, ma anche fragili strutture che malgrado il notevole apporto per la città in termini di memoria antica da rispettare, carica di simboli e testimonianze per la storia del sito, subiscono una serie di atti - incuria, frazionamenti, demolizioni - che non lasciano scampo né alla bellezza immanente che li permea né al loro possibile nuovo inserimento nel contesto urbano e sociale della città. Anche il Baluardo della Cittadella di Modena, voluto da Francesco I nel 1600, a causa delle demolizioni e nuove edificazioni avvenute nell'area a partire dagli anni Sessanta e Settanta ha rischiato di divenire nient'altro che una traccia, invisibile, della sua storia.

Al momento del restauro, terminato nel 1996 e firmato dagli architetti Stagi e Pozzi, la facciata del Baluardo risultava infossata per una altezza di due metri. Attraverso il recupero strutturale, l'eliminazione delle superfetazioni aggiunte, delle tamponature e il ripristino delle coperture lignee, l'intervento ha avuto come oggetto il solo recupero della struttura architettonica nella sua concezione primitiva, anche perché l'amministrazione pubblica non aveva ancora vagliato le possibili destinazioni dell'immobile. Negli anni 2001 e 2002 si definisce con più chiarezza che l'imponente struttura sarà destinata a centro culturale e di aggregazione. Il Baluardo dispone infatti di una ampia superficie (piano terra, posto a quota - 2.70, 696 mq; superficie coperta totale 935 mq) distribuita con una sala di ingresso voltata a botte (27 mq); un grande salone centrale (317 mq) con copertura a crociera su pilastri e due grandi portoni in legno contrapposti all'asse longitudinale; sala laterale destra con volta a botte (116 mq); sala laterale sinistra con volta a botte (116 mq); locali di servizio; mezzanino; vano ascensore; piano primo (quota + 4.50) con spazio diviso da un corridoio centrale che divide a destra come a sinistra una successione di sette vani (413 mq); terrazzamento (455 mq).

Secondo il progetto esecutivo redatto dall'architetto Manuela Francesca Panini, gli ambienti al piano terra, che non hanno subito modifiche, si prestano originari alle diverse attività culturali (concerti, performances, video musicali, mostre d'arte, rappresentazioni teatrali, caffè letterario, conferenze, presentazioni, ecc.); quelli del primo livello, opportunamente adeguati alle norme in materia di igiene sono adibiti a ristorazione; e negli spazi esterni si prevede la disposizione di percorsi d'arte. Per rispondere appieno alla nuova destinazione attribuita alle sale del piano terra e, in particolare, per ospitare concerti e performances, il progetto ha previsto un piano specifico per l'acustica. A lavori conclusi, infatti, la sala centrale aveva un'eco di oltre un secondo causato dalle volte a crociera che non riflettono correttamente le onde sonore. L'intervento realizzato dall'architetto Chiara Pasti con Daniele Bincoletto, ha quindi mirato a riequilibrare il sistema della trasmissione fonica cercando di non violare nessuna superficie. Il sistema adottato, realizzato con materiale fonoassorbente Top Akustik, per evitare di ancorarsi a volte e pareti ha previsto una serie di zattere sospese con cavi e morsetti in acciaio, di dimensioni differenti, poste a tre quote diverse e in parte sovrapposte le une alle altre. La soluzione, che investe 120 metri quadrati di materiale fonoassorbente per abbattere il problema dell'eco, risulta essere particolarmente efficace perché non altera la suggestione dei locali, ma al contrario si integra ad essi con l'eleganza di un contemporaneo allestimento scenico.

Anna Magnani

Progettisti

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