hai scelto:homeprogettiallestimenti

Intervento:

La mostra Interni e il Salone Internazionale del Mobile

Luogo:

Milano

Progettisti:

Eventi Varie

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Street Dining Design
La mostra che Interni e il Salone Internazionale del Mobile presentano al pubblico a partire dal 14 aprile fino al 2 maggio presso La Triennale di Milano

Interni presenta, presso la Triennale, Street Dining Design, una mostra di progetti legati al consumo del cibo attraverso le varie espressioni tipologiche contemporanee di architetture di interni grazie al coinvolgimento di nuove forze progettuali. Interni Street Dining Design, si propone come luogo di riferimento per il popolo del design e del Fuorisalone a cui Interni ha sempre fatto riferimento e in continuita'con gli eventi organizzati negli anni passati.

La Mostra propone 10 Chioschi, progettati da architetti/designers e caratterizzati da un forte spessore di sperimentazione progettuale in grado di creare un percorso architettonico legato alla progettazione di spazi per il popolo della strada, e un percorso gastronomico con diverse tipologie di cibo da consumare standing nelle diverse ore della giornata. Dieci designers di fama sono stati invitati ad interpretare questo tema: Karim Azzabi, Diego Grandi, Marco Piva, Future Si'stems, Aldo Cibic & Partners, Patricia Urquiola & Martino Berghinz, Riccardo Diotallevi, Simone Micheli, Claudio Monti & Francesco Muti, Studio Sigla.

Essi appartengono all'ultima generazione di progettisti e i loro Chioschi saranno realizzati con il contributo tecnico di aziende sponsor per la costruzione e la distribuzione del cibo. Questa rassegna di piccoliprogetti costruiti, di piccole architetture urbane, sollecita riflessioni sul tema della qualita' della vita possibile negli spazi della citta', e della risposta che architettura e design possono dare. La possibilita'di concepire inventare e promuovere un uso creativo degli spazi urbani progettando strutture che costruiscano opportunita' di incontro e relazione.

Da sempre infatti le vie, le piazze e le strade sono luoghi di relazione sociale ed economica e come tali vengono occupati da attivita'nomadi, temporanee ed effimere. La tradizione del chiosco, dell'edicola, della bancarella, viene ripresa e arricchita di nuove possibilita' formali, commerciali e di comunicazione. Progetti di spazi funzionali, di sosta, di informazione di riposo o anche semplicemente di passaggio. Infine, Cosmit in sinergia, organizza all'interno del Salone Internazionale del Mobile, la mostra Dining Design, che coinvolge i mondi della ristorazione, della moda e del design.

Esibire e degustare. Rendere l'acciaio lucido fluido, continuo, incolore e riflettente. Acqua, incolore e riflettente. Una goccia capace di scorrere intorno alle persone, mostrandosi ed offrendo il suo contenuto. Niente loghi, solo le bottiglie, esaminate e disposte come oggetti rari e preziosi. Bottiglie immerse in un paesaggio tridimensionale, fluido e armonioso. Un oggetto capace di incorporare altri oggetti.

Installazione trasportabile e riutilizzabile, come struttura espositiva o come entita'autonoma. Nell'affrontare il progetto per un'architettura nomade qualee' il chiosco, che deve contenere una attivita'dinamica e comunicarla all'esterno in modo "organico" e naturale, l'architetto Kazim Azzabi, autore del progetto, sie' basato sull'osservazione di forme presenti in natura e sulla totale simbiosi tra il contenuto e il contenente. Da qui nasce una forma arrotondata, un guscio sezionato che svela il suo contenuto gradualmente.

Un'epidermide che segnala e invita ad entrare in un mondo vivo e pulsante, il cui fulcro e linfae' il caffe'. La fruizione della struttura e' duplice. Esternamente, i monitor posti nel guscio di alluminio illustrano il continuo mutare delle forme e, attraverso una "finestra del gusto" (dalla qualee' offerto Coffeesphere, un inedito "uovo di caffe'"),e' possibile interagire con l'interno.

Qui ci si immerge nel mondo di Lavazza e di Ferran Adria' assaporandone tutte le sfumature e cogliendo, fino in fondo, le grandi affinita'e similitudini tra il nuovo pensiero nell'architettura contemporanea e le nuove frontiere della cucina d'avanguardia.

Il ristoro si materializza in food corporeo, il blog prende forma realizzando un'architettura riproducibile, da collocare nella citta'e nei suoi interstizi. Bloge' pensato come oggetto unico e molteplice, organico e molecolare, un incidente di percorso nella rete della contemporaneita' metropolitana, momento di confronto con le esigenze del nomadismo che ormai ci contraddistingue.

Spazio aperto e permeabile blog accoglie i flussi ma non li trattiene, dotato di una certa mimesi sembra quasi scomparire tra le onde del quotidiano, divenendo un luogo da consumare, punto di tangenza tra arrivo e partenza, abbandono e ritorno. Sinonimo di made in Itali 'e' da sempre soggetta alle infinite declinazioni del gusto. Feticcio gastronomico di un paese di buongustai e dei suoi inossidabili rituali, la pizza cambia look. In maniera del tutto originale, certo, ma rispettando i dettami di una lunga tradizione. Rivoluziona la forma ma non il sapore… E diventa un cono!

L'intrinseca esigenza di gustarla in un contesto urbano marcato dall'inarrestabile volonta' di capovolgere usi e costumi di un popolo amante della tavola; sta all'origine del progetto Konopizza e dello spazio che la celebra. Bizzarra dissacrazione di un piatto che, per antonomasia, e' diventato simbolo dell'Italia e della sua cucina, ma anche dichiarato omaggio alla cultura che l'ha prodotto. Da quie' nata l'idea di un luogo-Chiosco dove il rito della degustazione abbraccia quello, contemporaneo, del movimento e della velocita'.

"L'ambito volumetrico che ho disegnatoe' immaginato come un libero, forte, energico raccoglitore di umane presenze, come un variabile punto di incontro per i cultori del croissant e del gelato, dell'emozioni e della bellezza". Questo spaccato volumetrico, dedicato all'incontro e alla sosta dinamica,e' concepito con l'intento di essere un vero e proprio stimolatore sensoriale. Simone Micheli propone un modo "altro" di comporre la materia, nuovi contenuti linguistici e comunicativi, creando un nuovo manifesto visivo e funzionale.

Le variabili sonorita', gli effetti illuminotecnici dinamici, i decisi tratti compositivi permettono al visitatore metropolitano di riconoscersi in una bolla spaziale "vuota/piena" come attori principali in un set cinematografico legato al terzo millennio Un nuovo chiosco urbano per la preparazione di cibo di qualita', una sorta di crossover tra le varie forme di ristorazione veloce, ormai irrinunciabili, e quelle tradizionali, sempre desiderate. Sie' cercata la visibilita' del chiosco assimilandolo concettualmente ad un cristallo che viva di luce propria.

Il risultatoe' uno spazio dinamico e unico, un gioiello nella citta', luminoso e capace di mostrare ogni sua sfaccettatura, dove lo chef Rico Guarnieri mettera'la sua arte culinaria a disposizione del pubblico. Il vinoe' tradizione e patrimonio culturale italiano. Enoteca d'Italia, istituzionalmente, rappresenta, promuove e valorizza l'unicita'e la molteplicita' dell'altissima qualita'del prodotto vino.

L'allestimento pensato da StudioMonti per Enoteca d'Italia nell'ambito del progetto Street Dining Design, prima sperimentazione di un possibile prototipo espositivo che Enoteca d'Italia utilizzera'in futuro promuove e sottolinea i principi fondamentali di istituzionalita' tradizione ed innovazione, rileggendo con ironia elementi tipici delle tradizione vinicola italiana e rendendoli elementi di forte impatto comunicativo anche attraverso l'uso di tecnologie innovative.

Il ruolo istituzionale e' stigmatizzato dall'involucro architettonico: la bandiera italiana ed di suoi colori brillanti costituiscono la scatola architettonica; le sue superfici sono il rosso ed il verde per le pareti laterali ed il luminoso bianco centrale. Il rosso ed il verde cambiano intensita' luminosa, virando continuativamente da un tono intenso ad uno piu' pallido, creando un'atmosfera per cosi' dire "pulsante". Vedendo il disegno mi verrebbe voglia di mangiarlo… Ci sono tanti mattoncini gonfiabili, morbidi che sembrano di crema e che creano una cupola che contiene i frigoriferi con i gelati.

Un lingottone pieno di gelato, che sembra di cioccolata fondente, rappresenta il bancone. Il tutto appoggiato su una superficie morbida color caffe'. La semantica: un cesto delle vivande. Il cesto e' stato per anni il modo migliore per trasportare i cibi durante i viaggi. Nel cesto da sempre si mettono frutti, funghi, uova il pane che rimane fragrante. Il cesto poie' il simbolo del picnic, della gita fuori porta: la convivialita' che godiamo con i nostri amici viaggia da sempre nel cesto.

Vogliamo trasportare in un cesto le specialita' gastronomiche, in modo che rimangano fresche e fragranti e che siano servite in un clima che rievoca anche simbolicamente la festa. Il nome del chioscoe' composto dalla sigla "Om", nuova cappa in vetro di brevetto Flica, e dall'espressione foodloose che s'ispira al famoso film anni Ottanta e che suggerisce la tipologia del cibo che viene offerto: cibo sciolto, di facile consumo. Spazio destinato al consumo di cioccolato, Fine Chocolate Glass Garden dialoga cromaticamente e visivamente attraverso la complementarieta' degli opposti.

La leggerezza e la trasparenza della materia vetro, declinata nei suoi colori azzurrati e bianco argentati, si contrappongono metaforicamente alla solidita'e alla densita'del cioccolato con i suoi scuri colori; cosi' come la freschezza dell'acqua delle fontane che scorre sulle lastre di vetro si contrappone al calore del cibo caro agli Dei.

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Disegni e rendering