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Intervento:

Ristrutturazione e arredo appartamento

Luogo:

Bari

Commitente:

Privato

Progettisti:

Simmaco Sorbo

Anno di redazione del progetto:

2003 - 2004

Anno di esecuzione:

2004 - 2005

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie interna 100 mq., terrazzi 60 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il decoro e il suo doppio
Il restyling di un appartamento della zona murattiana di Bari

'fate quello che vi pare ma spiegatemi perchè lo fate'
Corrado Levi


Molta architettura contemporanea sembra allontanarsi speditamente dalla massima loosiana secondo cui ornamento=delitto. Pertanto, con l'occhio di chi guarda gli elementi che compongono l'abitare del presente considero il decoro, l'ornamento come una componente importante in tanta buona architettura del presente. Durante un recente incontro dal titolo 'Fenomenologia dell'ornamento', al quale hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Branzi e Stefano Bonaga, è emersa la considerazione che non vi è nulla di negativo nel decorare le pareti di una casa, se questi elementi vivono come tracce, mappatura esistenziale in cui si rispecchia l'identità di uno spazio e la personalità di chi lo abita. Ecco che il decoro diviene elemento di indagine progettuale, risultato di una ricerca che scandaglia nelle pieghe della personalità del committente/abitante, generando un elemento di sicuro appeal nell'analisi architettonica.

Cresciuto nella rutilante bottega di Corrado Levi al Politecnico di Milano, l'architetto Simmaco Sorbo sembra non preoccuparsi delle nostre considerazioni attorno all'ornamento, trasformando la ristrutturazione di un'abitazione nel centro di Bari in territorio di sperimentazione decorativa. Del resto, proprio Corrado Levi ha più volte affermato che la contaminazione tra arte decorativa, arte applicata e poesia genera progetti/prodotti di grande fascino. Basti pensare alla libertà creativa di Fabio Novembre, enfant terrible del design, che ha seguito con grande attenzione le lezioni di Levi. Anche il segno di Sorbo vive di questa libertà. Assecondato da una committenza illuminata che ha saputo guardare al 'segno' dell'architetto come garanzia di buon abitare, emerge un intervento che scompagina la preesistente costruzione andando a comporre un alternarsi di ambienti su un unico livello. Un lungo corridoio presenta alle pareti un nudo di Amedeo Modigliani stampato su un lightbox che diviene non solo elemento decorativo ma corpo illuminante e citazione della passione per l'arte del committente. Questa stretta promenade conduce, attraverso una discreta apertura, a un piano rialzato, dedicato alla zona notte, sul fondo un interessante ambiente benessere con bagno turco e sanitari dalla forme tondeggianti. Il pavimento in legno scuro contrasta con le campiture bianche delle pareti, il gioco cromatico è di chiara ascendenza pittorica e si completa con i drappi alle finestre di colore intenso e gli apparecchi illuminanti discreti e orientati ad esaltare gli elementi più scenografici. I colori e gli elementi d'arredo si sfumano per rendere l'ambiente abitabile e godibile.

L'intervento dell'architetto Sorbo vive due dimensioni parallele da una parte la teatralità, la messa in scena di un abitare denso di citazioni e rimandi al mondo dell'arte, dall'altra la capacità di ritrovare in uno spazio recitato, il play della quotidianità. Play inteso come uno dei verbi più declinabili della lingua inglese: giocare, rappresentare, recitare, cantare e così via. Azioni che animano lo spazio vissuto, aldilà di ogni ostensione estetica. Il montaggio sapiente degli spazi sembra suggerire un alternarsi di immagini che per impatto emozionale rimandano alla forte empatia tra gli ambienti e il progettista. Una tecnica quasi cinematografica inquadra dettagli visivi e funzionali che orientano lo sguardo e arricchiscono la fruizione dell'insieme. Penso alle foglie, in ottone, inserite sulle pareti armadio della camera da letto, simulano una caduta autunnale così da confondere le maniglie delle ante. Dalla piccola scala le foglie si ingrandiscono per accogliere i tendaggi di velluto cangiante, verde intenso che si aprono su una grande terrazza con vista sul quartiere murattiano del capoluogo pugliese.

Tutto testimonia l'interesse del progettista per la vita e la forma fisica degli ambienti. Una zona lounge è impreziosita da un tavolinetto basso dall'inequivocabile design anni Cinquanta, ripreso nell'elemento bianco a parete disegnato da Sorbo. La lezione del 'maestro' Corrado Levi continua a manifestarsi nell'equilibrato pastiche di questa porzione, dedicata a un piacevole drink con gli amici ascoltando una bossa nova mixata da Nicola Conte, altro talento barese. C'è un desiderio di movimento nella composizione degli ambienti, tutto si apre sulla grande terrazza, punto di fuga e di riflessione di un paesaggio carico di fascino ed eleganza. Dalla terrazza si coglie l'intenzione del progettista di rompere le rigidità dello spazio preesistente operando una trasformazione dinamica che appare come processo di estrazione di concretezza da operazioni astratte, come il riconoscere il valore simbolico di alcuni episodi della storia della pittura alle pareti legato a una felice successione di ambienti estremamente eleganti. La frammentazione non appare come un limite, ma come dimostrazione di come con creatività e determinazione, si possa ristrutturare anche ciò che appare difficile da ridisegnare. Con un'operazione di pulizia e sfrondamento, l'architetto Sorbo ha saputo dare al vecchio, un nuovo volto, essenziale nella distribuzione spaziale ma nello stesso tempo carico di energia che si sprigiona dal contrasto tra i volumi. La casa aveva una distribuzione interna banale e rapporti con l'esterno convenzionali fatti di piccole finestre. Aprendo la parete di fondo si è creato un'apertura ampia a tutta altezza che crea senza soluzione di continuità un elemento unico con la terrazza. Si è restituito significato in termini di spazio rispondendo alle richieste del committente e si è recuperato il rapporto con l'esterno, soprattutto con la terrazza, in un delicato gioco complessivo di bilanciamento tra estroversione e introversione, apertura al contesto e ritrovamento della organicità e unitarietà delle relazioni interne. Contaminazioni, citazioni, recupero di materiali e ambientazioni stile anni Cinquanta, di sapore molliniano, sempre pericolosamente in bilico tra il compimento dell'armonia e il caos.

Marco Petroni

Progettisti

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