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Intervento:

Nuova cantina di vinificazione "Campodelsole"

Luogo:

Bertinoro (FC)

Progettisti:

Fiorenzo Valbonesi

Collaboratori:

Raffaele Pagliacci, Simone Silvani, Gianluca Macchini, Samanta Silvani, Gian Paolo Amadori

Commitente:

Campodelsole srl

Anno di redazione del progetto:

2002 - 2004

Anno di esecuzione:

2004 - 2007

Costo:

7.000.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Edil Sal Ces (FC), SAIV (FC), Asquino (PZ), Spaziotetto (TV)

Fornitori:

Unicem, Smorlesi, Palladio, Ninz, Porte & Co - Cesena

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 4.500 mc 19.700

Caratteristiche tecniche particolari:

Solai in cls armato postcompresso

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Ali in alluminio
Una cantina di vinificazione a Bertinoro e' strumento per leggere un territorio e valorizzarne la produttivita'

Nelle campagne di Bertinoro sta per decollare un'idea.E' la nuova cantina di vinificazione "Campodelsole", progettata da Fiorenzo Valbonesi con la collaborazione di Raffaele Pagliacci, Simone Silvani, Gianluca Macchini, Samanta Silvani e Gian Paolo Amadori. A guardarla dal punto di osservazione privilegiato di queste colline, sembra proprio un deltaplano in partenza cioe' il segno, discreto ma riconoscibile, di una sfida lanciata a rinnovare una tradizione vitivinicola radicata.

La leggenda narra che all'origine del toponimo c'e' proprio la squisitezza del vino locale, a cui Galla Placidia si rivolse con le parole: "degno di berti in oro". Insomma, un vino tale doveva essere assaporato in una coppa di valore commisurabile. E come insegna la leggenda, nel caso della cantina della famiglia Isoldi il buon vino ha trovato un "contenitore" all'altezza. Siamo nella campagna romagnola, fra Forli' e Cesena.E' qui che la Pianura Padana lascia spazio alle prime colline dell'Appennino.

Il rapporto fra progetto e paesaggio non sempre viene investigato, e solo talvolta risolto intelligentemente. In questa realizzazione, completata nel 2007, non solo la scelta dei materiali e dei colori, armonizzati con le tonalita' prevalenti di queste colline, ma anche le linee, il profilo dei prospetti e l'articolazione in pianta cercano il dialogo con il contesto, con eleganza e senza prepotenze.

Da una parte il passato e la memoria che si perpetua in gesti antichi, dall'altra la tecnologia e l'innovazione, motore delle piccole aziende di qualita'. Committenza giovane e una struttura produttiva efficiente: questi i due elementi che hanno suggerito di proporre, in questo progetto, spunti di sperimentazione sia formale sia funzionale. Le fasi di lavorazione sono "messe in mostra": dall'esterno traspaiono le attrezzature del locale vinificazione, quindi, ma anche gli uffici e gli spazi comuni.

Il disegno della grande copertura che ha il profilo di una coppia di ali costolate richiama anche, nell'intenzione del progettista, l'orientamento dei vitigni che disegnano e caratterizzano fortemente la matrice di questo paesaggio. Il manto di finitura e' realizzato in alluminio verniciato verde rame, la cui texture a rilievo e' affidata proprio alla tecnologia della doppia aggraffatura.

Il prolungamento della falda, con uno sbalzo di oltre diciassette metri in aggetto sul piazzale che da' accesso alla cantina, realizza uno spazio aperto, ma protetto, destinato a ospitare i macchinari utili al conferimento delle uve e alle operazioni di pigiatura e di raspatura. Tutto il complesso e' costituito da tre blocchi funzionali, organizzati su diversi livelli che, insieme alle falde inclinate della copertura, ricostituiscono il profilo collinare, assecondando la pendenza naturale dell'area.

Ma l'organizzazione degli spazi fa seguito soprattutto all'esigenza di ospitare specifici trattamenti connessi con il processo di vinificazione a gravita'. Nel blocco centrale sono collocate le fasi di lavorazione delle uve quali il conferimento, la fermentazione, l'affinamento. I fermentatori e i serbatoi sono sospesi alle travi reticolari di copertura, lasciando libero da ostacoli lo spazio sottostante, dove sono poste le presse. Imbottigliamento e stoccaggio, invece, sono operazioni che avvengono sotto i due blocchi laterali.

Questi, rivestiti in mattone faccia a vista, ospitano l'abitazione del custode da un lato, dall'altro gli uffici e gli spazi destinati all'accoglienza dei visitatori. Le sistemazioni esterne e la suggestiva illuminazione notturna che valorizza i lucernai del blocco centrale completano un progetto che sa fare bene il suo mestiere, senza presunzioni, anzi con grande equilibrio. Del resto, non e' proprio quello che serve per staccare l'ombra da terra e spiccare il volo?

Lucia Maracci

Progettisti

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