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Intervento:

Nuova sede degli Uffici Comunali

Luogo:

Formigine (MO)

Progettisti:

Studio Amati

Commitente:

Comune di Formigine

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2006

Costo:

11.985.588,98 Euro

Imprese esecutrici:

Bonatti SpA

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 13.000

Foto:

Alessandra Chemollo

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Identita' in comune
La nuova sede degli uffici del comune di Formigine unisce tre strutture dedicate al cittadino

La nuova sede degli uffici comunali di Formigine si trova poco distante dal Castello costruito dal Comune di Modena a difesa della frontiera con il Comune di Reggio Emilia attorno al 1200; essa si era resa necessaria a seguito della saturazione degli spazi gia' destinati all'amministrazione cittadina, la quale nel pensare a una soluzione progettuale capace di risolvere logisticamente il problema, aveva inteso come prioritaria la sostenibilita' economica e finanziaria dell'opera.

Questo ha consentito la realizzabilita' del progetto senza pero' incidere in modo eccessivo sul bilancio comunale. All'iniziale ipotesi proposta dall'architetto Tullio Zini fanno seguito i progetti definitivo ed esecutivo redatti dallo Studio Amati di Roma, che ne ha inoltre seguito la direzione artistica.

La definizione della forma scaturisce dall'elaborazione della tettonica: una misurata stratificazione verticale e orizzontale di materiali lapidei e metallici che alludono alla ideale struttura costruttiva che sta "dietro" la superficie, ottenuta attraverso la profondita' dei piani, i giochi di chiaro-scuro e la variazione degli spessori dei materiali.

L'edificio rappresenta inoltre uno dei primi esempi in Italia di architettura realizzata con la formula del project financing, che vede cioe' l'ingresso di capitale privato in operazioni edilizie o urbanistiche di carattere prettamente pubblico.

Il complesso consta di tre distinti elementi: la piazza coperta, fulcro compositivo e spazio agglutinatore che vuole avvicinare i cittadini invitandoli a partecipare alla costruzione dell'acclamata identita', il corpo prismatico con pianta a "L" in cui sono raggruppati tutti i nuovi uffici del Comune e infine il volume a pianta ellittica dove trovano collocazione negozi, uffici, studi privati e attivita' ricettive.

Proprio dalla piazza, luogo elementare della trama urbana deputato anche a ospitare incontri ed eventi culturali di vario genere, si accede ai nuovi uffici comunali, progettati pensando all'ottimizzazione degli spazi di lavoro e relazione sia nella configurazione attuale, così come pensata dallo Studio Amati, sia in futuribili assetti dettati da mutate esigenze.

Sotto l'aspetto del comfort le singole postazioni di lavoro sono in grado di offrire un'adeguata riservatezza; la tipologia distributiva segue l'organizzazione del "corpo quintuplo", le stanze si affacciano sull'esterno, i corridoi e gli spazi comuni sono allocati al centro e serviti da tre corpi scala; nelle testate e al centro sono ospitate le sale riunioni comuni. L'edificio "ellittico" si articola su tre piani fuori terra e, come gia' detto, prevede l'inserimento di attivita' commerciali e servizi.

L'edificio ha un carattere informale in aperto contrasto con gli ambienti piu' seri e rigorosi destinati agli uffici comunali.

Il vuoto tra i due edifici rappresentato dalla piazza e' sovrastato dalla imponente copertura tecnologica, un sistema di travi reticolari piane a intradosso curvilineo che accolgono sulle falde orientate a sud pannelli fotovoltaici e sistemi di cogenerazione che consentono di produrre una parte dell'energia elettrica necessaria al funzionamento dell'intera struttura; ecco quindi che scelte tecnologiche adottate nel campo del risparmio energetico porteranno benefici tangibili nei consumi e nella sostenibilita' economica dell'opera.

La ricerca della "regola" che lo Studio Amati applica alle diverse scale progettuali, trova qui ampi riscontri nell'importanza e nella complessita' di talune tipologie architettoniche che si sforzano di riconciliare l'elemento urbano e quello architettonico proponendo veri e propri ibridi tipologici che certamente risentono di tutto quel dibattito culturale innescato da Rem Koolhaas alla fine del secolo scorso.

Alessandro Beato

Progettisti

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