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Intervento:

Nuovo insediamento urbano universitario Bertalia Lazzaretto

Luogo:

Bologna

Progettisti:

Architetti Associati Sartogo

Progetto:

Piero Sartogo, Nathalie Grenon - Architetti Associati Sartogo

Collaboratori:

Maurizio Pappalardo - responsabile di progetto, Paola Vaglio, Maria Antonietta Carboni, Livio Ficarra

Costo:

94.760.000,00 Euro

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Relazioni urbane
L'insediamento Bertalia Lazzaretto propone una soluzione al problema delle relazioni tra periferia e centro

Il professor Marco Romano, studioso dell'estetica della citta', ha sottolineato come Bologna da sempre promuova le tematiche collettive come i grandi assi viari, le piazze monumentali, i giardini e tutto quel patrimonio di strutture estetiche che da sempre contribuiscono a formare la citta' europea. Nel 2000 Bologna ha indetto un concorso internazionale per la progettazione dell'ultimo grande insediamento previsto dall'allora vigente P.R.G.: il nuovo insediamento urbano-universitario Bertalia Lazzaretto.

Il vincitore del concorso, il professor Piero Sartogo, a capo di un gruppo di progettazione, ha immaginato un nuovo brano di citta' con un insediamento integrato urbano-universitario dove 7.000 studenti afferenti a cinque facolta' intrecceranno la loro vita giorno e notte con quella degli abitanti; l'impalcatura del nuovo insediamento sara' costituita dal sistema continuo delle "cavita' urbane".

Tali vuoti, ricavati per sottrazione dalla massa solida del costruito, configurano la successione degli spazi pubblici: viali, piazze, strade, gallerie e portici, temi questi appartenenti proprio a quel linguaggio tipico della citta' europea. Con questo intervento lo Studio Sartogo Architetti Associati ricerca una possibile soluzione al problema delle relazioni tra le periferie e il centro; questo inserendo dei temi collettivi tipici della contemporaneita' ed evitando di duplicare quelli storici gia' presenti nella citta' consolidata.

La riconnessione avviene anche per mezzo di strade tematizzate che collegano il centro e le periferie, secondo i principi de le culte de l'axe, provocando così il riassetto dei diversi "potenziali" all'interno della citta' stessa. Nel fare nuove periferie dunque e' indispensabile pensare preventivamente a come queste si relazioneranno con la citta' esistente, a come queste risulteranno inserite nel quadro complessivo cittadino, affrancandole dall'essere "isole" galleggianti nella campagna.

L'impronta ideologica del progetto del professor Piero Sartogo e' la volonta' di costruire in continuita' con i modelli storici nei quali era la visione del pedone a dettare le regole prospettiche all'interno della citta'. Forse proprio questa visione radicale gli ha impedito di coinvolgere la grande viabilita' e il people mover nel suo disegno generale in cui le strette relazioni tra i vuoti dello scenario urbano costituiscono la matrice spaziale principale, secondo la consolidata tradizione del neotradizionalismo europeo.

L'area, precedentemente occupata dal Lazzaretto, rimasta vuota e pressoche' inedificata per lungo tempo, e' stata progressivamente solcata da infrastrutture e quindi emarginata dal resto della citta' secondo una dinamica ormai conosciuta. La concezione dell'insediamento universitario (servizi della facolta' di Ingegneria dell'Universita' di Bologna) progettato in collaborazione con l'architetto americano Richard Meir, viene intesa come sistema urbano - residenziale, non un campus tradizionale e monotematico dunque, ma un insieme piu' articolato anche nelle funzioni.

Il complesso di fatto accogliera' l'aula magna, la biblioteca, la presidenza, le aule didattiche e le sedi di vari dipartimenti. Di fatto il progetto rilegge in chiave assolutamente contemporanea l'impianto piacentiniano de La Sapienza di Roma, eliminando pero' la rigida separazione che di fatto esiste tra le strutture universitarie romane e il contesto urbano, sperimentando una forma ibrida fatta di apporti plurimi ben organizzati, precise regole di disposizione in grado di conservare unitarieta' e uniformita' negli interventi, senza pero' incorrere nella serialita'.

Per le residenze universitarie si e' scelta la tipologia della torre che di fatto traguarda e perimetra il nuovo insediamento, contribuendo a identificarlo e connotarlo, nonche' un richiamo esplicito alla tradizione architettonica di Bologna. Accanto agli edifici universitari e alle residenze per gli studenti sorgeranno case destinate alle famiglie, edilizia sociale, uffici e una cospicua superficie a verde e servizi.

Alessandro Beato

Progettisti

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