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Intervento:

Realizzazione di una struttura ricettivo alberghiera, Hotel Relais Bellaria

Luogo:

Via Libro del Paradiso - San Lazzaro di Savena (BO)

Progettisti:

Sebastiano Sarti

Progetto:

Collaborazione alla progettazione esecutiva e DL delle opere di arredo: Elena Zerbinati
Coordinamento alla progettazione: Andrea Bernardini
Progettista e DL interventi strutturali: Mario Gallinaro - Padova
Progettista e DL impianti meccanici e prevenzione incendi: Studio Molon e Roetta - Padova
Progettista e DL impianti elettrici: Fabio Cappellato - Padova Committente: Ponterosa srl - costruzione; Alberto srl - arredo

Anno di redazione del progetto:

Piano particolareggiato 1998 - 2003, progetto architettonico ed esecutivo 2004, progetto interventi di arredo 2005 - 2006

Anno di esecuzione:

Opere di urbanizzazione 2005, involucro edilizio 2005 - 2007, interventi di arredo 2007

Costo:

Opere di urbanizzazione 250.000,00 Euro; involucro edilizio 3.700.000,00 Euro; interventi di arredo 1.000.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Elettrobeton Costruzioni Generali

Fornitori:

Cartarredo srl, Zanini Porte, Gruppo Fantoni/Fer Trading, Inda/Tematic, Targetti (con Esedra e Victoria), Poomlighting

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie fondiaria complessiva mq 19.000, superficie utile capestabile mq 4.000, superficie calpestabile complessiva mq 4378, superficie coperta circa mq 3.200

Caratteristiche tecniche particolari:

Recupero di rete metallica esistente

Foto:

Foto struttura: Giovanni De Sandre
Foto interni: Servizio Targetti

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Linee di confine
L'Hotel Relais a San Lazzaro di Savena colloquia con la morfologia del paesaggio

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La realizzazione di quest'opera, il recupero di una preesistente struttura metallica per serre nel comune di San Lazzaro di Savena, vicino Bologna, da utilizzare come base per un edificio a uso alberghiero, e' frutto di una complessa mediazione tra le tensioni artistiche e intellettuali del progettista e i vincoli e le voci con cui ha dovuto interloquire, e di una meditata interpretazione del principio di tutela dell'ambiente e del territorio.

Quello su cui sorge l'edificio "e' spazio di confine tra natura e societa' urbana", filtro tra campagna e area urbana; il progetto si e' sviluppato tenendo presente la sua funzione ambientale: si e' cercato di aggregare organicamente le due aree dando ampio spazio alle aree verdi all'interno del nuovo impianto edilizio. Inoltre, si e' dovuto modellare un organismo complesso attorno a una struttura rigida ed esistente, un volume anonimo e fuori scala in rapporto alle tipologie tipo della funzione specifica di un albergo.

L'albergo si sviluppa su un'area di 4000 mq e consta di un centinaio di camere doppie, una zona di sale convegni di piccola e media dimensione, oltre a servizio bar e ristorazione.

La prerogativa di salvaguardare la struttura preesistente della vecchia serra ha imposto uno sviluppo orizzontale del nuovo edificio, cosa che ha creato non pochi problemi al progettista: da un lato quelle limitazioni artistico-progettuali di interpretazione che chiaramente un volume monolitico rettangolare e simmetrico comporta, dall'altro le "scomodita' intrinseche" che puo' implicare una struttura estesa longitudinalmente (come le lunghe percorrenze pedonali che gli ospiti sono tenuti a sostenere).

Diverse le soluzioni pensate per far fronte a tali limitazioni: posizionare i parcheggi su un percorso carrabile ad anello intorno all'unita' residenziale, spezzare la continuita' delle percorrenze pedonali con una serie di accessi trasversali; ridurre la monotona serialita' dei fronti con interventi formali di rottura e interruzione che individuano i percorsi trasversali, chiudere i fronti di testa cosi' da limitare fisicamente e percettivamente i percorsi longitudinali.

Il tutto cercando di conservare, per quanto possibile, l'immagine di essenzialita' e permeabilita' che caratterizza la struttura preesistente. Si e' voluto inoltre lasciare piu' spazio possibile al verde, facendo ricorso a specie arboree e arbustive autoctone che siano in grado di costituire un arredo verde sobrio ma animato da spunti volumetrici e cromatici che risultino vivaci senza essere dispersivi.

La corte centrale dell'unita' residenziale e' stata affidata alla libera evoluzione del verde rampicante per dare continuita' tra esterno e interno. Le barriere verdi poi, con appropriato sviluppo in altezza, sono gli elementi di separazione, interni o perimetrali, piu' idonei alle esigenze di privacy del fruitore della struttura, evitandogli, allo stesso tempo, la sensazione di isolamento.

Al centro della struttura vi e' il corpo dei servizi di accoglienza e ristorazione, che si pone quasi in antagonismo con la lineare modularita' delle due campate ad arco ribassato che ospitano le residenze temporanee degli ospiti, rendendosi cosi' facilmente riconoscibile. La sua posizione baricentrica serve anche a ridurre al minimo le distanze sui percorsi pedonali. Questa zona e' interrata ma rimane comunque ampiamente permeabile alla luce e all'aria. Sopra di essa, al livello delle camere, ci sono i servizi igienici, gli spogliatoi e gli spazi di servizio alle cucine.

L'insieme dei blocchi destinati alle camere, determinato dalla riutilizzazione quasi totale della struttura metallica, assume una configurazione planimetrica a "C", organizzata secondo uno sviluppo simmetrico al percorso, pensile e interrato, di collegamento al corpo servizi; che diviene a sua volta asse di collegamento principale dell'intero complesso.

L'altezza degli arcarecci della struttura metallica ha permesso di realizzare due livelli sovrapposti, il primo a quota 94,08, di impianto simile a quello originario, il secondo, a quota 97,30, destinato a unita' di dimensioni e di standard qualitativi superiori, dotate di terrazzo e con accesso da ballatoio aperto.

Elisa Caivano

Progettisti

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