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Intervento:

Ristrutturazione fabbricato industriale nuova sala mostra

Luogo:

Sassuolo (MO)

Progettisti:

Grazia Franzoni

Commitente:

Industrie Fincuoghi SpA

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2003 - 2004

Costo:

1.200.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Ditta Mamei Sandro - opere edili; BIPI EFFE Facciata

Fornitori:

Arredi: Martinelli 1 PIANO

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 1500

Foto:

Gianni Leonardi - Studio Leon

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

In equilibrio
Un'architettura dalla forte identita'come sede dell'azienda Fincuoghi

Fincuoghi nasce intorno agli anni'60 a Sassuolo, la capitale indiscussa degli stabilimenti di ceramiche, per diventarne simbolo emblematico attraverso la presenza di due capannoni affiancati che, con il passare del tempo, hanno subi'to numerosi adattamenti e ampliamenti. La struttura non presentava particolari segni di invecchiamento strutturale ma era necessario intervenire per valorizzarne le possibilita' e per soddisfare le nuove esigenze funzionali richieste da committente e clientela.

Negli anni'70 un primo intervento sulla struttura ha previsto un corpo avanzato sul lato sud est dove sono stati posizionati gli uffici direzionali e amministrativi. L'obiettivo di questa trasformazione ha mirato a delocalizzare gli uffici che avevano gia' acquisito una notevole importanza rispetto proprio alla struttura dello stabilimento.

Al piano terra e' stata realizzata la sala mostra dei prodotti ampliandola fino al raggiungimento di circa 500 metri quadrati per testimoniare ancora la volonta' di mostrare i prodotti stessi nel migliore modo possibile. Il progetto iniziale e' nato sotto il segno dell'ambizione, intervenendo sulla facciata principale destinata a ricoprire le testate dei due capannoni, e' stata realizzata una struttura strallata a sostenere un rivestimento in doghe di alluminio.

Emotivamente e' stato come unire non solo realmente ma anche metaforicamente i due capannoni a rappresentare ulteriormente l'unione e la forza interna ed esterna di Fincuoghi.

Dal 2002 al 2004 i proprietari hanno voluto trasformare ancora lo stabilimento con una nuova ristrutturazione, che ha mantenuto la struttura strallata della facciata reinventandola pero' in chiave tridimensionale, rivestendola in vetro e alucobond color alluminio e regalando una nuova vista sul fronte strada e al contempo dando rilevanza a una continuita' con il passato.

Sicuramente anche le strutture fisiche seguono un po' le mode, e il design diventa non solo elemento decorativo e superficiale ma anche elemento sostanziale di un progetto dove presenza e' anche sostanza. I lavori sono proseguiti intervenendo sulla parte direzionale, riorganizzando gli spazi di ingresso, reception, attesa, bar, e sale mostra, nonche' una nuova facciata sul fronte principale.

Questo nuovo intervento sul fabbricato ha portato alla luce la difficolta' di far convivere la vecchia e la nuova struttura. Da un lato si e' ricercata una sensazione di leggerezza nell'impatto di presentazione e dall'altro piu' spazio per accogliere all'interno.

La vecchia struttura e' stata rispettata nei suoi elementi fondamentali svuotandola internamente per creare una sorta di spazio aperto dominato dal lungo banco reception che costituisce anche un segno direzionale per indirizzarsi verso i vari ambienti: circa 1000 metri quadrati di sale mostra, il bar, gli uffici delle divisioni a piano terra e al primo piano, il tutto si affaccia in questa sorta di piazza interna donando all'occhio una vista piacevole e spaziosa.

Nonostante l'involucro sia stato completamente rinnovato, l'imponente edificio ha saputo mantenere la sua autorevolezza conquistata sin dalla nascita negli anni'60, ma ha acquistato tecnologia e funzionalita'. I materiali utilizzati sono estremamente contemporanei come i vetri trasparenti e retroverniciati, acciaio e alluminio, nonche' il wenge' naturale del pavimento che si sposa perfettamente con i prodotti ceramici dell'azienda.

Cosi' rinnovato, l'edificio Fincuoghi mostra la sua tradizionale imponenza mantenendosi sinonimo di sostanza e reinventandosi creativamente per adeguarsi alle nuove esigenze stilistiche e tecnologiche. Passato e futuro si sono sinergicamente uniti per creare un presente ad hoc, concedendo un'immagine viva per quanto fresca ma sicura per quanto tradizionale.

Rita-Elisabetta Nardiello

Progettisti

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