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Intervento:

Fabbricati in linea per abitazioni civili

Luogo:

Via Verdi - Trani

Progettisti:

Emanuele Calvi, Giuseppe D Angelo

Commitente:

Graziano s.r.l.

Anno di redazione del progetto:

2001

Anno di esecuzione:

2004

Costo:

15.000.000 Euro

Imprese esecutrici:

Graziano s.r.l.

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie totale alloggi 15.000 mq.; superficie su due piani interrati 16.000 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Forme e simboli
Il dialogo fra geometrie diverse quali sintesi formale per il recupero di un contesto urbano

A volte capita che le città acquistino il volto antropomorfo del cives che le abita. A volte capita che questo prevalga sul contesto naturalistico e ambientale originario. È il caso delle tante realtà italiane che hanno ospitato attività produttive che hanno fatto la storia dello sviluppo industriale di quella città. In molti casi resta poi difficile perdere le tracce, più o meno evidenti e impattanti di quello sviluppo. Questo è successo anche a Trani. Una sua parte, esterna, marginale e da tempo non più vivacemente popolata da operosi artigiani, risulta tuttavia ancora profondamente connotata dalle strutture produttive di inizio secolo Ventesimo, in particolare da dismessi opifici industriali e da una grande e significativa testimonianza architettonica di fornace. Proprio quest'ultima con i molti volumi abbandonati e la ciminiera in mattoni rossi segna, con la sua altezza, lo sky-line idealistico diventando anche valore semantico della città.

Questo è il contesto in cui si trova l'intervento edilizio a carattere residenziale realizzato da Stefano D'Angelo e Emanuele Calvi, giovani architetti tranesi. Il progetto si confronta inoltre con una seconda non trascurabile presenza: l'asse ferroviario Lecce-Bologna. Da questo non semplice dualismo, nasce l'idea progettuale di inserirsi rispettando le dominanze cromatiche esistenti, in particolare il rosso bruno, caldo e tonale, del mattone. Il complesso è composto da quattro corpi di fabbrica con pianta a T allineati e disposti a pettine parallelamente all'asse ferroviario in modo da avere un lungo corpo longitudinale su cui se ne attestano quattro perpendicolarmente. In un disegno uniforme caratterizzato da una così forte impostazione ideale e concettuale, sono le forme a rompere gli schemi volumetrici.

Proprio il corpo perpendicolare, infatti, termina con un ampio loggiato aperto e semicircolare cui segue il volume chiuso e compatto, che inverte la curva con una punta di flesso innescando un dinamismo correlato fra volumi, geometrie e punti di vista. L'edificio si erge con sei piani fuori terra, un piano interrato adibito a parcheggio e culmina con un piano arretrato adibito a solarium. Da un punto di vista formale, la struttura è caratterizzata dal confronto fra due forme geometriche: il cerchio delle possenti logge estromesse che come torrioni disegnano e scandiscono la magnificenza dell'opera vista nel suo insieme, e il tessuto di maglie quadrangolari della più austera loggiata dei corpi longitudinali, organizzato con un reticolo ortogonale di soletta in cemento e pilastrini binati in acciaio. Anche dal punto vista cromatico, tutto il progetto risulta definito da un calibrato e ricercato raffronto fra tonalità e consistenze materiche. Da una parte la forza, la compattezza, la solidità del mattone e della pietra di Trani, utilizzati rispettivamente per il rivestimento delle grandi superfici e per alcune parti della tessitura muraria, e dall'altra la leggerezza e la neutralità dell'acciaio e dell'intonaco. Il dinamismo delle linee tracciate dai diversi volumi si confronta costantemente con le soluzioni tecniche adottate per rapportarsi, infine, al contesto urbano, così profondamente testimone dei cambiamenti sociali della sua gens.

Francesca Pieroni

Progettisti

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