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Intervento:

Concorso nazionale di idee per la realizzazione di un polo scolastico in località Valdaso. Ente banditore: Comune di Pedaso (AP)

Luogo:

Pedaso (AP)

Progettisti:

Andrea Lupacchini

Collaboratori:

Arch. Ugo Lezziroli

Consulenti:

Prof. arch. Cecilia Cecchini

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Polo scolastico e agora' attrezzata
Ecosostenibilita' e flessibilita' in un forte segno urbano

Questo progetto, vincitore al Concorso nazionale di idee per la realizzazione di un polo scolastico a Valdaso promosso dall'Amministrazione Comunale di Pedaso, vuole rappresentare un modello moderno ed originale di polo scolastico e polo culturale a servizio della cittadinanza, una sorta di agorà attrezzata atta ad ospitare tutte quelle numerose attività sociali e pubbliche che per vari motivi, hanno difficoltà a trovare spazi idonei. Uno strumento con altissimi standard qualitativi di comfort energetico ed ecosostenibilità ambientale, trasformabile rapidamente e semplicemente con pochi strumenti e da poche persone non specializzate, con linee architettoniche originali ed innovative, capaci di coniugare forma e funzione. Un organismo edilizio pensato per permettere lo svolgimento ottimale e contemporaneo di più attività, senza nessuna sovrapposizione di percorsi e di spazi comuni, che possano compromettere il buon funzionamento distributivo. Partendo dall'osservazione che gli edifici dedicati alla didattica sono grandi spazi che vivono per una sola parte della giornata, e per alcuni mesi dell'anno, si è pensato di realizzare un organismo architettonico estremamente flessibile, che potesse lavorare ininterrottamente anche al servizio delle attività culturali cittadine.

L'occasione data da un contesto architettonicamente anonimo e poco stimolante, ha suggerito di utilizzare un linguaggio compositivo che caratterizzasse un forte segno nel consolidato tessuto urbano. Una grande scultura, un segno di frattura in un contesto di non-architetture, un segnale urbano visibile soprattutto da una delle più importanti porte di accesso alla città (svincolo autostradale della A14), un corpo estraneo chiuso verso l'esterno ed aperto verso delle fratture interne, insomma un polo capace di generare forti tensioni spaziali e percettive. Il tutto vissuto non solo come un gesto puramente formale, ma come risposta ad un complesso studio degli aspetti energetico-percettivi. Un edificio pensato secondo le più moderne tecniche di architettura ecosostenibile, ecocompatibile e bioclimatica. La forma dei volumi, estremamente articolata e riconoscibile dal punto di vista formale, è stata generata da un attento studio delle declinazioni solari nei solstizi invernale ed estivo. Altezza, proporzioni, distanze, distacchi interni, esposizioni di diverse superfici e diversi materiali, sono stati calcolati in base all'orientamento e all'inclinazione dei raggi solari nei diversi periodi dell'anno, in modo tale da ottimizzare le condizioni di comfort, garantendo elevatissimi standard di qualità ambientale degli spazi e contemporaneamente limitare al massimo l'uso di energie non rinnovabili.

La presenza di superfici statiche d'acqua svolgerà una triplice funzione: psico-percettiva di relax nei momenti ludici e di ricreazione per gli alunni; di carattere energetico come masse inerziali termiche; di carattere coreografico per tutti gli altri utilizzi notturni e diurni degli spazi. Particolare attenzione è stata dedicata al riscaldamento e raffrescamento naturale ottenuti attraverso l'utilizzo di serre; sfruttamento delle diverse altezze interne dei volumi per effetto camino; realizzazione di tubi interrati per l'areazione; inserimento di pavimenti termici con accumulatori di calore in corrispondenza delle serre, ed altri accorgimenti ancora.

Lo schema planimetrico del polo è stato concepito collocando in un punto centrale strategico un nodo distributivo comune, posto nel baricentro dell'area e delle diverse attività; in corrispondenza di questo spazio si troveranno i servizi comuni all'intero polo e alle attività extra-scolastiche. Questo nodo cerniera assolverà al compito di distribuire al meglio flussi e funzioni senza sovrapposizioni, e di ricucire un tessuto di percorsi ottimali con gli edifici esistenti. ll polo potrà trasformarsi naturalmente in un luogo culturale e di servizio, semplicemente attraverso la movimentazione di arredi mobili appositamente concepiti, che potranno assumere configurazioni tipologiche differenti in base alle esigenze del tipo di manifestazione o attività programmate. Si potranno realizzare: allestimenti per congressi o dibattiti per circa 80-100 posti; allestimenti per mostre ed esposizioni per circa 650 mq; allestimenti per cineforum e concerti per circa 130-150 persone in estate ed 80-100 in inverno; allestimenti per attività sociali ed aggregative per circa 40 anziani e 40 giovani; allestimenti per rappresentazioni teatrali per circa 80-100 posti a sedere, ecc. Saranno disponibili inoltre, una palestra con servizi, una biblioteca e uno spazio ristoro. Dal punto di vista dell'autonomia energetica si è molto puntato sul: raffrescamento naturale con ventilazione attraverso condotti interrati; riscaldamento naturale con sistemi solari passivi ed impiego di energie rinnovabili; ventilazione naturale con ventilazione generata dal vento e per effetto camino; protezione dall'inquinamento acustico esterno ed interno all'area; contenimento dei consumi di acqua potabile con recupero e riutilizzo dell'acqua piovana e delle acque grigie; produzione di energia elettrica con impiego di sistemi fotovoltaici, ecc.

Progettisti

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