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Intervento:

Tesi di Laurea

Luogo:

Ancona

Università:

Universita' degli Studi di Camerino Facolta' di architettura di Ascoli Piceno

Tesi:

Fotoparco della Cesanella a Senigallia

Progettisti:

Silvia Brocchini

Relatore:

Cristiano Toraldo di Francia

Correlatore:

Franco Panzini

Dati tecnici:

Superficie: 21 ha (attualmente coltivati)
Attraversamento maggiore nord-sud Percorso vegetale:da spazi espositivi a terrazza): 700 m
Attraversamento maggiore est-ovest (dalla scuola di fotografia alla terrazza): 500 m

Proprieta':

Comune di Senigallia attraverso l'istituto dell'esproprio a prezzo agricolo

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Fotoparco della Cesanella a Senigallia
Associazione fra paesaggio e opera fotografica

L'idea del progetto di un fotoparco a Senigallia nasce dalla naturale associazione fra il paesaggio e l'opera fotografica di Mario Giacomelli (1925-2000); nato e vissuto sempre a Senigallia, ha prediletto immagini e ricordi legati alla sua terra ed e' diventato, cosi', uno dei maggiori esponenti della fotografia paesaggistica del neorealismo italiano.

Nelle sue fotografie e' presente tutta la gamma dei toni di grigio: a partire dal nero sino ad arrivare al bianco; la luce, l'ombra, il movimento, il contrasto, l'equilibrio, la ripetizione, il rapporto tra natura e artificio caratterizzano il suo lavoro grazie alla tecnica della doppia esposizione e della sovrimpressione.

Proprio queste parole/azioni, che fanno parte del vocabolario della fotografia in generale, sono state applicate al terreno, caratterizzandolo in ambiti. In piu' una maglia dei percorsi, generata dalla citta' che delimita questo grande vuoto urbano di 21 ha, serve per attraversare, guardare e osservare da vari punti di vista la produzione e il consumo di immagini (scuola di fotografia, installazioni, spazi espositivi).

Il parco della fotografia e' organizzato secondo ambiti differenti: negativo luce, ombra e buio movimento, ritmo e ripetizione bianco e nero, contrasto e colore Di conseguenza il sistema naturale (filari, colture, alberature, percorso vegetale), variabile nel tempo, e' condizionato direttamente da questi ambiti nel momento in cui vengono attraversati, divenendo variabile anche nello spazio.

Sono state studiate alberature e colture per la luce, l'ombra e il buio, per il movimento, ritmo e ripetizione, ecc. Questo sistema naturale si trova in contrapposizione e in simbiosi con un sistema artificiale. L'integrazione tra architettura e natura e' fondamentale per raggiungere un equilibrio dinamico che vari di giorno in giorno e che permetta di scattare fotografie sempre diverse.

Per questo motivo le architetture sono state pensate come generate dal terreno o create con involucri naturali-vegetali, proprio come in certe fotografie di Giacomelli, dove l'artificio si riconosce a stento immerso nella piu' naturale casualita'.

Come una fotografia, che trova una sua profondita' nella bidimensionalita', il parco gioca con ombre generate da piccole variazioni in altezza del terreno, in modo tale da divenire esso stesso fotografia.

Dal punto di vista funzionale, gli spazi architettonici sono destinati sia alla fotografia sia alla normale gestione di un parco; quindi sono presenti bar, ristoranti, edicola, servizi igienici, parcheggi, zone relax.

L'idea di inserire spazi espositivi e didattici per la fotografia e' legata alla necessita' comunale di indire concorsi fotografici ed allestire esposizioni temporanee, nonche' trovare una giusta allocazione al patrimonio lasciato da Mario Giacomelli al gruppo culturale Misa che vede la sua attivita' inserita nell'attuale museo dell'educazione.

Progettisti

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