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Intervento:

Nuova sede del Consiglio Regionale

Luogo:

Bari

Progettisti:

Tommaso Valle

Progetto:

Studio Valle Progettazioni S.r.l.; coordinatore prof. arch. Tommaso Valle
con PRO.Sal.s.r.l. Lecce, Mirizzi Architetti Associati Bari, Studio Sylos Labini Ingegneri Associati Bari, dott. ing. Giampiero Marati Lecce.
Progettazione architettonica: Studio Valle Progettazioni - Roma - Mandataria Capogruppo, Prof. arch. Tommaso Valle. Progettazione strutture: Studio Sylos Labini Ingegneri Associati - Bari - Roma, Prof. ing. Franceso Sylos Labini.
Progettazione impiantistica: ing. Giampiero Marati.
Progetto di prevenzione incendi e predisposizione pratica VV.FF.:
Ing. Giampiero Marati.
Progetto sistemazioni esterne: Studio A e P Architettura del Paesaggio, Arch. Flavio Trinca, arch. Emanuele Von Normann.

Direzione dei lavori:

Prof. arch. Tommaso Valle, ing. Domingo Sylos Labini, prof. arch. Luigi Mirizzi, PRO.SAL.s.r.l., ing. Giampiero Marati.

Prove geognostiche:

Prof. ing. Giuseppe Spilotro

Commitente:

Regione Puglia

Anno di redazione del progetto:

2003 - 2006-08-07

Anno di esecuzione:

In attesa di approvazione progetto esecutivo

Costo:

49.069.239,98 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

Area totale 150.000 mq., superficie coperta 30.000 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Per il territorio
Integrazione paesistica, simbolismo formale ed architettura bioclimatica nella nuova Sede de Consiglio Regionale della Puglia

Il concorso internazionale per la Nuova Sede del Consiglio della Regione Puglia e' stato vinto dallo Studio Valle e associati - in ATI con Mirizzi Architetti Associati, Pro.Sal srl, Sylos Labini Ingegneri Associati e la consulenza di A&P Architettura del Paesaggio - grazie ad un progetto di respiro moderno e cosmopolita capace di coniugare una efficiente organizzazione funzionale con una forte caratterizzazione architettonica profondamente legata al tema progettuale ed al suo contesto.

In primo luogo le scelte compositive e formali discendono dalla riflessione sul tema del governo del territorio, dei suoi doveri di rappresentativita' e trasparenza; quindi si concretizzano nell'attenta lettura del sito, delle sue valenze paesaggistiche e della sua esposizione agli agenti atmosferici; infine si definiscono nei loro aspetti costruttivi con una particolare attenzione rivolta all'uso di materiali e tecnologie rispettose del contesto o da esso stesso mutuate. E pertanto il modernismo, il simbolismo formale, l' integrazione paesaggistica, l'architettura bioclimatica ed eco-compatibile che caratterizzano il progetto rappresentano i differenti punti qualificanti di un pensiero progettuale unitario e coerente, ben distinto dalla comoda adesione alle mode culturali del momento.

L'intervento prevede la trasformazione urbanistica di un area di 83.736 mq localizzata nell'anonima periferia a sud di Bari in prossimita' della fascia costiera, allo scopo di promuovere la riqualificazione e valorizzazione della zona come nuovo polo direzionale della citta'. Pertanto il nuovo complesso e le sue pertinenze si sono informate ad un concetto di apertura ed integrazione spaziale e funzionale con il contesto. Un primo livello di contestualizzazione e' dato dall'orientamento nord-sud sull'asse mare-citta': lungo questa direttrice l'edificio si sviluppa con due ali curvilinee ed asimmetriche capaci di costituire una figura ibrida tra il recinto ed il teatro, atta a definire una corte, uno spazio interno privilegiato ma aperto verso i poli opposti e caratterizzanti del territorio. La funzione principale del complesso, la Sala del Consiglio Regionale, viene localizzata nel fulcro della composizione, laddove le ali murarie si ravvicinano verso la citta'. In questa zona lo spazio della corte viene vetrato, in modo da realizzare un ambiente climatizzato ma capace di lasciare intatta la continuita' visiva e spaziale con l'esterno. Lasciando alla libera percorrenza il piano terreno, la sala del consiglio viene localizzata nello spazio sovrastante, quasi a voler sottolineare la funzione sovraordinata e lungimirante dell'istituzione. Lo spazio al piano terra costituisce la hall di ingresso ed il cuore distributivo dell'intero complesso; qui sono localizzati tutti gli uffici in cui e' previsto il rapporto con il pubblico (pubbliche relazioni, polizia, convegni, biblioteca, mostre, caffetteria) e da qui si dipartono i percorsi che attraversano le ali murarie dell'edificio in cui sono concentrati gli uffici della funzione pubblica. In questo modo si consegue architettonicamente l'obiettivo della massima permeabilita' e trasparenza sia dell'edificio che dell'istituzione che ospita. La porzione scoperta della corte ospita una piazza pubblica attrezzata e connessa con le sistemazioni esterne, il parco urbano in progetto ed i percorsi nel paesaggio; questo spazio si pone come la continuazione formale e funzionale dello spazio interno, luogo di incontro e di aggregazione, deputato alla riflessione ed al confronto con i cittadini ed il territorio.

Un secondo livello di contestualizzazione e' affidata ai materiali: le strutture murarie presentano un rivestimento lapideo di pietra locale di Trani, Lecce ed Apricena; le sistemazioni a verde riproducono le coltivazioni prevalenti dei giardini della regione. La conformazione dei corpi edilizi e la loro realizzazione tecnica risponde ai principi della bioarchitettura e del risparmio energetico: la corte e' maggiormente aperta con vetrate a nord, in modo da aumentare il soleggiamento invernale; le ali degli edifici si avvicinano verso sud in modo da diminuire l'esposizione solare estiva, ulteriormente abbattuta dalla maggiore altezza del blocco di sud-ovest; la parete vetrata della hall e' realizzata in diagonale rispetto alla direzione dei venti dominanti da mare. La tecnologia consente ulteriori passi in avanti: la parete ventilata della sala consiliare e' realizzata con una doppia membrana di etiltetrafluoro etilene che garantisce l'adattamento della temperatura interna alle condizioni ambientali esterne; la copertura trasparente della hall e' realizzata in texalon, un materiale leggerissimo non inquinante ad elevata coibenza termica, avente la caratteristica in caso di incendio di evaporare riducendo gli effetti del collasso strutturale. Anche gli specchi e 'segni' d'acqua inseriti nel progetto svolgono una funzione tecnica di accumulo delle acque piovane e di condensa nell'ambito della gestione integrata delle acque di recupero a fini irrigui.

Francesca Pieroni

Progettisti

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