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Intervento:

Restauro e rifunzionalizzazione stazione di Bari Centrale

Luogo:

Bari

Progettisti:

Marco Tamino

Collaboratori:

Fabio Lattanzi

Commitente:

Grandi Stazioni S.p.A.

Anno di redazione del progetto:

2001-2002

Anno di esecuzione:

Lavori in corso di affidamento

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Nel viaggio
Il progetto di riqualificazione della stazione di Bari Centrale e il suo nuovo ruolo per la citta'

Piu' seria parve la proposta di via ferrata economica fatta nel dicembre '70 dall'architetto barese Michele Lofoco, con cui prima gareggio', poi si associo' il nostro ingegnere Giorgio de Vincentiis. Studii importantissimi e precisi aveva gia' fatti costui, massime intorno alla direzione ed intensità di traffico di esportazione verso Bari, che come centro attrae a se' dai dintorni tutto il movimento commerciale; ed all'utile chilometrico, che potrebbero le vie economiche fruttare, indicando le principali linee da percorrere: e questi studii poi mise a stampa nel gennaio seguente, esortando la Provincia ad affrettarsi alla concessione, affinchée' il commercio non prendesse altra via, disertando Bari e Barletta, e ad esser prima a dar l'esempio di tali vie ferrate, che avrebbero piu' rapidamente spinto il commercio, forse anche incitato a nuove industrie, e contribuito a civilta'. Giulio Petroni, Della storia di Bari (1860-1895), Bari, Tip. E. Accolti – Gil. e C., 1912

Il tono risoluto, pomposo e retorico tradisce il forte desiderio dell'autore di poter avere quel miraggio di civilta' e sviluppo che rappresentava, all'epoca, la strada ferrata. Gia' perche' questa e' la via seguita dal famoso Orient express e dal meno celebre treno delle Indie. Due realta' cariche di merci e cultura. Nell' Italia di meta' Ottocento che inaugura il primo tratto di strada ferrata’ da Napoli a Granatello di Portici – goccia in mezzo al mare desiderata e sponsorizzata dall' ingegnere francese Armando Bayard de le Vingtrie -, Bari affrontera' la questione a partire dalla seconda meta' del secolo, per vederne il definitivo inserimento al di fuori della citta' murattiana, nel 1865. Il progetto originario a cui partecipo' l'ingegnere Giorgio De Vincentiis, e' caratterizzato da una serie di elementi tipici del luogo di transito come dimostra la tettoia a falde piane che copriva due binari di corsa e uno di attraversamento con le relative banchine, subisce, fin dai primi anni di esercizio, una serie di ampliamenti che investono l'area binari e il fabbricato viaggiatori, insufficienti a gestire il crescente traffico ferroviario.

Il linguaggio architettonico semplice e razionale della prima struttura, in linea con la tendenza storicistica dell'epoca che privilegiava l'uso di caratteri essenziali e di forme geometriche, inizia cosi' a confrontarsi con gli interventi di ampliamento che modificano l'impianto. Nei primi anni del Novecento vengono aggiunti cinque binari, costruiti edifici accessori, ampliato il corpo centrale verso la piazza, e installata una pensilina in ferro battuto in stile liberty. In seguito, la stazione e' oggetto di ulteriori interventi che mutano forme e dimensioni originarie. In particolare, nel 1930 viene realizzata una sopraelevazione di un piano delle campate centrali e la chiusura delle rientranze esistenti tra il corpo di fabbrica principale e gli edifici laterali. L'atrio perde le volte a crociera originarie sostituite da soffitti a cassettoni, e grandi colonne marmoree si elevano al posto dei pilastri. Per giungere, in anni recenti, al desiderio di Grandi Stazioni S.p.A. di operare significativi interventi di riqualificazione, attraverso la modifica delle aree esistenti e la realizzazione di nuove strutture, che mirano a far diventare i luoghi della sosta lungo la 'strada ferrata' un nuovo spazio dotato di servizi per il viaggio, il ristoro e il tempo libero.

Il progetto riguardante la stazione di Bari Centrale comprende un'area di 48.890 mq (20.850 mq occupati da fabbricati). Con la realizzazione del progetto redatto dall’architetto Marco Tamino, progettista che si e' occupato del programma di riorganizzazione e gestione dei flussi per tutte le dodici grandi stazioni italiane, si prevede un incremento notevole di tutte le attivita' economiche, determinato sia dalla modifica funzionale delle aree esistenti sia dalla realizzazione di nuove strutture (mezzanini, piani rialzati, nuovi volumi) e di nuove percorrenze (scale mobili, ascensori, tapis roulant). Secondo il progetto la stazione sara' caratterizzata da una spina centrale di percorrenza longitudinale rispetto al complesso edilizio che colleghera' la biglietteria – riposizionata – e il bar ristorante, attraversando vari altri locali destinati a servizi primari e secondari. Il nuovo percorso di distribuzione sara' realizzato grazie anche al tamponamento vetrato di due rientranze simmetriche del corpo di fabbrica esistente che permettera' di creare una galleria, visibile e attraente sia di giorno che di notte, da piazza Aldo Moro. Gli interventi riguarderanno essenzialmente il fabbricato destinato ai viaggiatori ed un fabbricato contiguo, edificato in un periodo successivo. Da qui, sara' piu' facile perdersi nei propri pensieri di viaggio.

La redazione ringrazia il personale della Biblioteca Nazionale
Sagarriga Visconti Volpi e in particolare il direttore Mauro
Giancaspro, Antonio Borrelli e Ilia Binetti per la cortesia accordata.

Francesca Pieroni

Progettisti

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