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Luogo:

Ascoli Piceno

Progettisti:

Cristiano Toraldo di Francia

Università:

Universita' degli Studi di Camerino, Facolta' di Architettura di Ascoli Piceno

Tesi:

Centro di ricerche telematiche nel borgo di Faraone

Autore:

Claudio Martini, Ernesto Verdoni

Relatore:

Prof. Cristiano Toraldo di Francia

Correlatore:

Prof. Maria Luisa Neri

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Due Tesi di Progettazione Urbana
Centro di ricerche Telematiche nel borgo di Faraone

Il borgo di Faraone situato tra le citta' di Ascoli Piceno e Teramo sorge su una piccola altura a 318 metri sul mare. L'impianto urbano definito nelle forme attuali verso la meta' del settecento reca i segni architettonici di strutture in pietra molto piu' antiche.

Il borgo nel 1950 a causa delle continue erosioni del fiume Salino e a danni mal riparati dovuti al terremoto e' stato abbandonato dai suoi abitanti, che hanno ricostruito poco distante un nuovo insediamento.

La tesi indaga le possibilita' di restauro e recupero del Borgo, come azione tipica di intervento mirato per una situazione di degrado architettonico e ambientale di piccole entita' urbane, frequenti lungo tutta la penisola.

Partendo dal progetto di restauro che dovra' muoversi sui due fronti del recupero delle strutture architettoniche e dell'intervento sul paesaggio attraverso il consolidamento della collina, abbiamo ipotizzato la realizzazione di un Centro di Ricerca telematico, che trova nelle architetture del borgo recuperato le funzioni della residenza temporanea e nel nuovo paesaggio delle rampe di consolidamento, gli spazi per i laboratori di ricerca.

Se da una parte il recupero deve necessariamente passare attraverso l'opera di "ricostruzione" materiale hard delle strutture architettoniche, dall'altra il nuovo borgo potra' avere un futuro soltanto se partecipera' di quella rete soft di condizioni e connessioni informatiche che lo rendera' partecipe della nuova metropoli diffusa, riduttivamente oggi riconoscibile nella Citta' lineare Adriatica.

In questa ottica si e' sviluppato il progetto che collega sotto un unico titolo un complesso diacronico di architetture che partendo dalla condizione tettonica della scatola muraria ancora composta da muri verticali e piani orizzontali, attraversa il sistema di ossature della carpenteria che pur sempre individuano piani, per indagare la condizione di spazi senza divisioni verticali, in un continuo fluido fatto da rampe e involucro che non distinguono tra facciata e copertura.

Il progetto di ricostruzione opera infatti su tre temi: - il restauro "quasi conservativo" delle strutture edilizie con poche situazioni di degrado; - l'integrazione della scatola muraria con una struttura interna in carpenteria metallica che fuoriesce a completarne il volume a suo tempo esistente, con rivestimenti in vetro e pannelli in lamiera corrugata; - la costruzione di un nuovo sistema di involucro anche questo in carpenteria metallica con rivestimento di elementi gonfiati di ETFE, a coprire gli spazi collettivi delle rampe di consolidamento del colle.

Questi ultimi spazi, che contengono al loro interno elementi di vegetazione, si tuffano in basso nel verde della macchia, che ricopre le pendici della collina, a costituire un sistema di passaggio debole tra natura e architettura. Il nuovo perimetro insediativo si liquefa' cosi' nel paesaggio naturale, pur facendo parte di quella condizione urbana, che caratterizza le dislocazioni puntuali della metropoli diffusa.

Progettisti

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