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Luogo:

Ancona

Progettisti:

Cristiano Toraldo di Francia

Università:

Universita' degli Studi di Camerino, Facolta' di Architettura di Ascoli Piceno

Tesi:

P.A.C. Parco Archeologico del Cardeto

Autore:

Paladini Federica, Stacchiotti Federica

Relatore:

Prof. Arch. Cristiano Toraldo di Francia

Correlatore:

Prof. Arch. Danilo Guerri

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Due Tesi di Progettazione Urbana
Parco Archeologico del Cardeto

L'area di tesi fa parte del piu' vasto sistema del Parco del Cardeto di Ancona che si sviluppa dal Monumento ai Caduti fino ai terrazzamenti verdi sottostanti il Duomo. L'area e' definita dal limite naturale della falesia, una rupe di 50 m a strapiombo sul mare e dalla Via Ferretti lungo la quale si trova il Museo Archeologico Nazionale; e' caratterizzata dalla presenza di importanti strutture romane tra cui il foro, le terme e l'anfiteatro.

Per la presenza dell'ostacolo visivo e spaziale costituito dalla fitta cortina edilizia di questa via (che risale dal centro), per l'utilizzo che l'area ha avuto nella storia (conventi, carceri, tribunali etc.) e non ultimo per la presenza di presidi militari solo recentemente smantellati questa parte di citta' e' rimasta come "sospesa ai margini".

L'accessibilita' e' dunque risultato il tema iniziale di progetto: da una parte abbiamo utilizzato il vuoto urbano (causato dall'ultima guerra) antistante il Museo Archeologico come asse penetrativo progettando una risalita nel 114 cinta del complesso conventuale e raccoglie spazi espositivi fruibili da una rampa che ne collega i tre livelli, una piccola sala conferenza, uffici e magazzini; l'illuminazione avviene da un lucernario che per tutta la sua lunghezza segue l'andamento della parete curva e dal sistema di vetrate del secondo ingresso alla q. 49.0 s.l.m.

Tra il museo e il muro dell'Anfiteatro, riutilizzando la giacitura di una parete di contenimento (da noi trasformata in una parete multimediale attraversata da un sistema di rampe), abbiamo ricavato un polo culturale che si sviluppa da q. 38.0 a q. 57.0. Il complesso, articolato in due volumi, ospita un sistema espositivo, aule polifunzionali, sale conferenze, sale proiezioni e un bar. A quota 57.0 la copertura si trasforma in una piazza (antistante l'accesso della Biblioteca progettata su Via Birarelli) che si raggiunge, oltre che dall'interno, dal sistema di rampe del "muro tecnologico".

L'idea e' quella di procurare piu' affacci possibili sull'area archeologica circostante creando verde, dall'altra si e' scelto di demolire una quinta recente della piazza mantenendo la facciata trecentesca di Palazzo del Senato per stabilire un collegamento visivo con l'area soprastante. Si e' creata cosi' una piazza ribassata alla quota 38.0 m s.l.m. che dai recenti scavi della presunta area del foro romano (di fronte al Museo Archeologico) si estende fino al fornice dell'Anfiteatro (arco Bonarelli) costituendo un percorso archeologico che risale fino alla quota 51.0 m s.l.m. attraversando i resti.

Dall'arco della facciata del palazzo del Senato (dietro la quale e' stata progettata una struttura che riutilizzando i muri di spina come sostegni a scarpa diviene all'occorrenza museo verticale all'aperto o struttura di ristoro) si accede attraverso una rampa all'ampliamento del Museo Archeologico reso necessario per la carenza di spazi da destinare alle nuove sezioni romana e medievale di prossimo allestimento.

Questo volume e' stato ricavato dall'ispessimento di un esistente muro curvo di Parco Archeologico del Cardeto momenti di sosta, di incontro, di scambio; a quota 51.50 il volume si collega al piano terra della biblioteca posta a ridosso del muro di ronda sul mare.

Quest'ultima oltre a inglobare uno spazio del ex convento (trasformato in sala di lettura illuminato da lucernari circolari e coperto a verde) prende forma dall'ispessimento del muro di ronda. Abbiamo cosi' ideato alla quota della strada una sorta di galleria coperta a shed che si estende fino a divenire un affaccio sul mare parzialmente chiuso per ospitare un ristorante panoramico.

All'interno sono sospesi tre volumi dalle forme plastiche destinati a contenere funzioni speciali della biblioteca e una doppia rampa permette internamente di raggiungere la quota dell'ingresso su via Birarelli dalla sala di lettura sottostante, esternamente di collegare la strada al cammino di ronda a strapiombo sul mare e da qui proseguire utilizzando il sistema di risalita progettato per riconnettersi al restante Parco del Cardeto.

Progettisti

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Disegni e rendering