hai scelto:homeprogettipaesaggio

Intervento:

Restauro del giardino del Verginese il Brolo

Luogo:

Gambalunga di Portomaggiore (FE)

Progettisti:

Ada Vittoria Segre, G.Guerzoni, Progetto Verde

Progetto:

Giampaolo Guerzoni, Giovanni Morelli, Stefania Gasperini

Commitente:

Comune di Portomaggiore, Provincia di Ferrara

Anno di redazione del progetto:

2002-2003

Anno di esecuzione:

2003-2006

Imprese esecutrici:

La Giada Franchi

Fornitori:

La Giada Franchi, Valfredda, Susigarden, Vivai Belfiore

Dati dimensionali dell'intervento:

2 ha

Caratteristiche tecniche particolari:

Intervento in ambiente storicizzato, nuovo progetto su basi storiche

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il Brolo del castello
Il restauro del giardino del Verginese fra conservazione storica e nuova identita' paesaggistica.

Il restauro e' una disciplina a dir poco affascinante. Vecchio e nuovo a confronto. L'antico con il suo carico significante da non nascondere o dimenticare; il moderno con le istanze di utilizzo e contingenza, e, soprattutto, con una nuova identita'. Da questa breve divagazione in materia, mi piace prendere le mosse per raccontare del restauro eseguito fra il 2003 e il 2006 da Ada Segre, agronoma che recentemente ha potuto inaugurare il compimento di un restauro, o meglio come lei stessa lo ha definito, di 'un progetto nuovo su area antica', perche' questa non e' stata un'operazione di conservazione di un giardino esistente - visto che restava esclusivamente un'area prativa indifferenziata - ne' un riportare l'area ad una situazione storica esistente.

Il giardino, dunque, e' stato indagato sia per gli aspetti storici e documentari che analizzato in base al contesto agricolo in cui attualmente si inserisce, e, in base alle valutazioni piu' opportune, ridisegnato. Dalle ricerche archivistiche compiute, il brolo – giardino o orto costituito da alberi da frutto su un manto inerbito, chiamato cosi' secondo la terminologia dell'Italia settentrionale (Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli) e fra le province emiliane presente solo nel ferrarese - e' presente nella tenuta del Verginese fin dalla fine del XV secolo. Le diverse mappe di pertinenza rintracciate fra le carte degli archivi consultati, fra le quali quella del Belriguardo del 1590, quelle dell'Aleotti della meta' del XVII secolo e quella del Bertoni del 1821, dimostrano come questo fosse diviso in compartimenti, e che gli alberi erano collocati nelle fasce perimetrali sugli angoli e a distanza fisse. L' analisi paesaggistica unitamente alle ricerche d'archivio ha permesso di realizzare un progetto che inserisce il giardino in un ricco sistema di valori e caratteri. Per ricucire l'area con il paesaggio, il progetto prevede la creazione, fin dove possibile, di due viali alberati che dal versante ovest congiungono il castello alla strada di accesso principale e ricreano il collegamento assiale conosciuto nelle carte come il 'prato della vedetta'; le stesse direttrici proseguono inoltre anche sul versante orientale del castello e dividono il brolo in una parte centrale e due laterali.

A sua volta il giardino e' stato ideato per creare uno spazio di raccordo fra la facciata orientale del castello e la contrapposta torre colombaia, in modo da costituire elemento di valorizzazione per entrambe. La parte centrale (A) risulta essere il cuore centrale dell'opera, piu' elaborato e prezioso, mentre i due comparti/viali laterali (B e C), rivolti alle campagne presentano un carattere piu' rustico. E quale elemento di connessione fra due architetture, castello e colombaia, il disegno del brolo elabora per i due viali esterni - piu' larghi - il collegamento visivo fra le estremita' del castello e il paesaggio, mentre per il viale mediano, collegando la facciata orientale della costruzione e la torre colombaia e' ampio quanto il vano porta della torre. Il disegno del giardino si e' ispirato principalmente a quello dell'Orto Padronale della mappa del Bertoni, con una ripartizione dello spazio in riquadri quadrati e rettangolari. Il progetto e' stato disegnato sulla base di una griglia modulare di una pertica ferrarese (m 4,03854), utilizzata per la suddivisione base degli spazi, e di una sottopartitura bimodulare, per la progettazione dettagliata degli spazi vicini alla facciata orientale e in particolare per la creazione del labirinto.

Per quanto riguarda gli impianti vegetali, anche questi suggeriti dal contesto agricolo in larga parte perduto, il viale centrale e' delimitato da coppie di melograno (Punica granatum), i due laterali da noccioli a cespuglio (Corylus avellana), mentre esemplari di sorbo (Sorbus domestica) separano nettamente le diverse fasce del giardino; una strena costituita da vite e gelso corre a ridosso del lato sud del castello, un'altra, di olmi, noci e acero, segue il perimetro del brolo sul lato meridionale e orientale per interrompersi in corrispondenza di via del Verginese dove si trova una siepe di rosa botanica (Rosa gallica complicata). Aperto al pubblico, la villa e il suo giardino offriranno a chi vorra' addentrarvisi, un panorama diverso, che sa di rurale e nuovo insieme.

Francesca Pieroni

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

010203040506070809

Disegni e rendering