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Intervento:

Progetto di una villa

Luogo:

Finale Emilia (MO)

Progettisti:

Tisselli Studio Architetti

Collaboratori:

Filippo Tombaccini, Matteo Domeniconi

Commitente:

Matteo Superbi, Lara De Col

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2005 - 2006

Costo:

800.000 euro

Imprese esecutrici:

Cooperativa Muratori Finale Emilia

Dati dimensionali dell'intervento:

300 mq

 

Ritorno a casa
Una villa tra classico e moderno

Il compito era quello di progettare un edificio che accogliesse una giovane coppia al ritorno nel paese d'origine dopo anni di spostamenti in giro per l'Italia per motivi di lavoro.

L'area si trova all'interno di una delle tante lottizzazioni ai margini di un piccolo paese della pianura padana. L'architettura degli edifici gia' realizzati nell'intervento di espansione lasciava forti dubbi sull'opportunita' di colloquiare con le preesistenze. A questi vicini dalle volumetrie intimidatrici, la casa contrappone dunque una certa indifferenza.

La committenza aveva ben individuato le proprie necessita'. L'abitazione doveva essere sufficientemente rappresentativa, non doveva cadere in un eccesso di luminosita' all'interno e doveva contenere ambienti spaziosi in cui fosse possibile trascorrere molto tempo con i tre figli. Inoltre il progetto doveva trovare spazio a una discreta collezione di quadri di De Chirico e per una zona benessere nella quale dedicarsi all'attivita' fisica quotidiana.

Nasce cosi' un prisma puro nel quale vengono ricavati due piani che convenzionalmente offrono la zona giorno al piano terreno e le stanze da notte al primo piano. Il solido viene successivamente scavato per creare alcune zone all'aperto al piano notte accessibili dalle tre camere da letto e da uno dei due bagni. Le aperture verso i terrazzi del primo piano diventano quindi un'operazione concettuale di sottrazione della superficie di facciata e i prospetti che ne derivano provano a non qualificarsi solamente come quinte bidimensionali; ma seguono una logica sottrattiva opposta al sistema additivo tipico delle costruzioni. Gli scuri scorrevoli, infine, tentano di esaltare questa sottrazione di volumi marcando la mancanza con la loro tessitura uniforme in legno di cedro non trattato a contrasto con la candida superficie rasata a cappotto in bianco assoluto.

L'organismo risulta cosi' semplice e lineare, architettonicamente immediato, ma con un carattere formalmente deciso e risoluto. Offre riservatezza e chiede separazione da cio' che lo circonda. Non ha fronzoli, non ha inutili indulgenze, e' asciutta, sobria e anche un po' spiazzante.

La luce e' uno dei materiali del progetto. Se dall'esterno l'edificio puo' sembrare scarsamente illuminato una volta entrati ci si rende conto dell'attenzione riposta affinche' gli ambienti fossero ben irrorati di luce naturale. Al piano terreno, nell'ambiente unico del soggiorno e la preparazione dei cibi, le tre aperture di cui una sovradimensionata sono addirittura integrate dalla luce zenitale proveniente dall'esteso pavimento del terrazzo della camera da letto del primo piano. Al piano notte la teoria dei quattro lucernari aiuta la captazione della luce zenitale due nei corrispondenti bagni sopra alle pareti a specchio, uno nella camera singola e uno nella zana palestra/relax.

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