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Intervento:

Chiesa e complesso parrocchiale di Santa Maria delle Grazie

Luogo:

Roma

Progettisti:

Garofalo Miura Architetti

Collaboratori:

Paul Blackmore, Claudia Pennese, Floriana Taddei, Roberta Scocco Modello: Massimiliano Pontani

Commitente:

Vicariato di Roma, Monsignor Gino Amicarelli

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2008 - 2009

Costo:

Euro 3.300.000,00

Imprese esecutrici:

Branchini e Mancinelli SpA

Dati dimensionali dell'intervento:

mq 2500

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Acropoli
La chiesa di S. Maria delle Grazie trasforma i condizionamenti del territorio in progetto

I luoghi di culto sono spesso manufatti antichi, alte testimonianze di un patrimonio architettonico millenario, tasselli di una citta', o diremmo oggi di un paesaggio, attraverso i cui segni piu' o meno vistosi decifriamo e dipaniamo il codice genetico delle nostre citta' e quindi della nostra cultura.

L'ardua impresa di progettare edifici per la cura dello spirito ha da sempre implicato un lavoro lungo e paziente che ha spesso visto fondersi in un unicum l'arte e l'architettura, proprio come accade per le emozionanti geometrie barocche concepite dal Bernini, architetto ancorche' pittore, poeta, scenografo e scultore, che nel Baldacchino di S. Pietro tenta - con evidente successo - una sintesi tra scultura e architettura.

Il professore e architetto Francesco Garofalo e l'architetto Sharon Yoshie Miura hanno da sempre nel rigore e nella sobrieta' dello stile, associati alla sensibilita' e al rispetto per il contesto in cui operano (in particolare il contesto artistico), un loro personalissimo "dogma" culturale. Il progetto per il complesso Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie nasce da una attenta e raffinata conoscenza del paesaggio rurale romano.

La rielaborazione emozionale di tracce e frammenti di una campagna romana "superstite" unitamente alle dolci asperita' del territorio hanno suggerito ai progettisti un impianto che risente fortemente delle condizioni orografiche, trasformandole di fatto da vincoli progettuali in veri e propri concept. La fabbrica sorge su di un basamento, una sorta di piccola Acropoli, frammento urbano dotato di un proprio spazio aperto sul paesaggio.

Volumetricamente
i progettisti hanno scelto di lavorare con una massa unitaria, un solo edificio nel quale trovano collocazione la chiesa e la canonica, entrambe ancorate al basamento lineare che ospita al proprio interno le aule e che permette il superamento del dislivello altimetrico. Certamente questo presupposto muove dall'osservazione e dalla rielaborazione di tutta quell'architettura monumentale di cui il nostro paese e' assolutamente ricco.

La forza espressiva del volume costituisce certamente un momento fondamentale di questo progetto, una sorta di "superarchitettura" capace di marcare il paesaggio aggiungendo allo sky-line un ulteriore elemento artificiale.

Dalla grande piastra che conclude il basamento nella sua parte superiore si accede direttamente alla chiesa; al suo interno, in uno spazio ampio e diafano, la luce proviene soprattutto dall'alto, da quattro grandi lucernari che sottolineano i punti salienti dello spazio e della liturgia: la cappella dedicata a un dipinto rinascimentale della Madonna, la cappella feriale, la navata principale e soprattutto la parete di fondo del presbiterio.

Il soffitto e' trattato come una grande massa sospesa e inclinata per valorizzare l'incidenza della luce naturale all'interno dell'aula. Il presbiterio, cui si accede salendo alcuni gradini, e' leggermente sopraelevato rispetto all'aula. Anche per gli arredi si e' scelto un design assolutamente leggero, capace al tempo stesso di essere funzionale ed elegante. La sintesi spaziale e l'alterazione volumetrica data dalla copertura intensificano l'esperienza della celebrazione e del rito.

Questa architettura, lontana dalle smanie dell'originalita' a ogni costo ha certamente in se' una interessante tensione tra quella che e' l'espressione del passato e del presente. A essa si arriva anche attraverso quelle parti del programma che fanno della chiesa di periferia una risorsa della convivenza sociale e civile, oltre che religiosa.

Progettisti

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Disegni e rendering