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Intervento:

Recupero

Luogo:

Roma

Progettisti:

Livio Sacchi

Collaboratori:

Francesco de Marco, Riccardo Di Carlo; Strutture Paolo Capussela

Commitente:

Chiesa Evangelica Coreana di Roma

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006-2008

Imprese esecutrici:

Reap srl, P.S. Impianti snc

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq. 1600

Caratteristiche tecniche particolari:

Struttura in acciaio

Foto:

Daniele Calisi

Costo:

Euro 650.000,00

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Allestire il culto
Gli interni della chiesa Evangelica Coreana a Roma

Roma nasce come luogo d'incontro e di scontro tra genti diverse, una citta' che da sempre accoglie immigrati di diverse confessioni religiose. Ed e' proprio negli ultimi anni che qui si sono formate numerose Chiese Evangeliche di immigrati, che svolgono un importante lavoro di accoglienza e di integrazione, offrendo loro un luogo spirituale dove rivivere il clima intenso del culto delle loro comunita' d'origine.

La nuova Chiesa Evangelica Coreana di Roma nasce dal recupero del cinema Folgore, una vecchia sala cinematografica del Quadraro che dopo la sua dismissione venne utilizzata per alcuni anni come sala prove per spettacoli teatrali. La Chiesa Evangelica Coreana e' una chiesa cristiana che costituisce uno dei principali luoghi di aggregazione della numerosa comunita' coreana presente nella capitale.

Ospitata dalla St. Andrew's Church of Scotland in via XX Settembre, era da tempo alla ricerca di una sede propria che le consentisse di svolgere in autonomia una serie di funzioni molto importanti per la comunita' coreana di Roma. L'edificio, estremamente degradato nelle strutture edilizie principali, e' stato recuperato dall'architetto Livio Sacchi con un budget molto esiguo.

L'involucro murario esterno e' stato mantenuto, mentre al suo interno e' stata realizzata una struttura in acciaio ancorata a nuovi plinti di fondazione realizzati in calcestruzzo armato. Anche la forma della copertura originale e' stata mantenuta, limitando l'intervento alla sola sostituzione delle parti ammalorate.

L'intervento dunque somiglia più ad un allestimento, alla creazione di una scenografia interna che Livio Sacchi orchestra magistralmente al fine di ottenere ambienti aggregati, frammenti neo-realisti di una cultura architettonica che risente fortemente dell'audacia stilistica di Gianbattista Piranesi. Entrando in questi ambienti si viene come pervasi da una carica visionaria che rimanda alle opere settecentesche dell'incisore romano.

La sala principale e' a doppia altezza ed e' conclusa da un'ampia galleria sostenuta da una coppia di pilastri circolari. Il parapetto, dalle forme semplici ed essenziali, e' stato realizzato in ferro e vetro al fine di garantire la massima visibilita' verso l'altare. L'ingresso si trova sotto la galleria, secondo il consolidato schema distributivo delle sale cinematografiche realizzate nel secolo scorso.

La parte absidale dell'aula, sulla quale e' stata ritagliata una grande ed essenziale croce retroilluminata, e' dominata da una grande quinta in cartongesso. In prossimita' dell'altare, rialzato rispetto al piano di calpestio, e' previsto un piedistallo integralmente rivestito in legno che si sviluppa lungo l'intera quinta.

La comunita' aveva inoltre chiesto al progettista per la sala principale ottime prestazioni acustiche; questo perché gran parte della liturgia evangelica e' occupata, oltre che dalla lettura delle scritture, proprio dal canto corale. A causa del ridotto budget non e' stato possibile realizzare la pavimentazione in legno, ma le ottime performances acustiche sono comunque garantite dalle pannellature fonoassorbenti utilizzate nel controsoffitto.

Quest'ultimo e' stato attrezzato con i sistemi d'illuminazione, per la maggior parte di tipo puntuale, ed impianti tecnologici vari. L'intradosso articolato dinamizza e complessizza questo ambiente producendo scorci prospettici mutevoli ed impedendo fastidiosi riverberi.

Oltre all'ambiente principale, nei tre livelli dell'edificio sono stati ricavati la hall d'ingresso, una mensa, una cucina, alcune sale per le riunioni, uffici, depositi e naturalmente i servizi igienici. Gli interni della chiesa Evangelica Coreana a Roma.

Testo: Alessandro Beato

Progettisti

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