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Intervento:

Multisala Gulliver

Luogo:

Roma

Progettisti:

Architetti Associati Berretta & Caruso

Collaboratori:

Giusi Popolizio, Piercarlo Dondona

Commitente:

Cineplex Roma srl

Anno di redazione del progetto:

2000

Anno di esecuzione:

2007-2008

Costo:

Euro 15.000.000,00

Imprese esecutrici:

CTS srl - Roma

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie complessiva utile mq 18.000, cubatura complessiva mc 65.000

Caratteristiche tecniche particolari:

Copertura curva con struttura e rivestimento metallico, scale metalliche su prospetto

Foto:

Alberto Muciaccia

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Impatto visivo
Un nuovo luogo di incontro: la multisala Gulliver a Roma, inserita in un edificio commerciale

Gli architetti Berretta e Caruso si sono cimentati nella realizzazione di due progetti molto diversi tra loro, uno realizzato e uno in stato di progettazione, il primo funzionale e rispondente a ben precise esigenze pratiche, il secondo un po' avveniristico, innovativo e audace per il mercato italiano.

L'edificio progettato a Roma in via della Lucchina e' un cinema multiplex composto da dieci sale capaci di accogliere 1750 spettatori in comode sedute installate in un pavimento di gomma e in un ambiente rivestito in tessuto, tale complesso si inserisce all'interno di un edificio a uso commerciale comprendente anche un bowling e un ristorante.

Questo secondo edificio contiene ai piani interrati due livelli di parcheggi, ai piani superiori due livelli di commerciale e infine due piani di sale cinematografiche. All'esterno, tra i due edifici, e' stata progettata una piazza pubblica con giardini e fontane e una rampa circolare carrabile che permette l'accesso a un ulteriore parcheggio sottostante.

Una realizzazione di questo genere ha dovuto tener conto di tanti fattori diversi ma soprattutto e' stata guidata dall'intento di dar vita ad un luogo non solo dedicato alle proiezioni cinematografiche, ma pronto a diventare un vero e proprio ritrovo, punto d'incontro capace di allietare l'attesa dell'inizio dei vari spettacoli e invogliare i clienti a comprare ghiottonerie da stuzzicare mentre si sta comodamente seduti a guardare un film.

Le caratteristiche principali del nuovo multiplex restano senza dubbio la soluzione della copertura sulla quale sono stati sistemati gli impianti per la climatizzazione e la presenza sui prospetti delle scale per le uscite di sicurezza. La prima e' stata pensata come un unico grande piano il cui andamento curvo e' determinato dalla posizione interna degli schermi ed e' per questo motivo che i due prospetti longitudinali assumono una configurazione diversa.

La struttura e' interamente metallica e in aggetto sulle pareti in modo da coprire le scale delle uscite di sicurezza. Le pareti sono rivestite in cortina di mattone. Il secondo elemento figurativo sono le scale metalliche, scostate dalla parete, completamente aggettanti e posate su mensole in calcestruzzo. Le rampe saranno singolarmente illuminate e collegate agli spazi pubblici sottostanti.

Una passerella coperta e vetrata crea il collegamento dal centro gia' esistente al cinema, mentre una serie di ascensori e scale permettono l'accesso dalle sale ai parcheggi sotterranei. L'ingresso e' possibile sia dalla strada (ingresso principale) che dalla passerella che lo collega al centro commerciale, una scala mobile serve le sale al piano superiore. Il secondo progetto, l'Imax, pur essendo anch'esso un cinema, si svela come struttura dai tratti e dalla destinazione decisamente innovativa.

L'edificio viene pensato in una particolare ubicazione, l'Eur a Roma, zona ampia e di grande affluenza. L'idea e' quella di un cinema altamente tecnologico dove vedere e' un po' sentire, e l'esperienza cinematografica diventa parte di un'esperienza emotiva. Scopo principale e' il riprodurre le immagini della realta' con un altissimo livello di definizione e a dimensioni tali da creare nello spettatore un effetto paragonabile alla presenza diretta sul luogo dell'immagine.

Si tratta di uno sviluppo estremamente evoluto della tecnica cinematografica, sia nelle fasi di ripresa che in quelle di proiezione dell'immagine, che trova applicazione in spettacoli particolari di tipo documentaristico o di riproduzione virtuale della realta'. Una struttura di tal genere e' molto costosa e, gia' nota a capitali europee quali Londra, Parigi e Berlino.

Attraverso di essa Roma accrescerebbe ulteriormente la sua rilevanza culturale nella produzione cinematografica, per creare un'ulteriore occasione di intrattenimento e utilizzo del tempo libero con proiezioni di tipo informativo-documentaristico di alta qualita'.

Va precisato che il complesso, pur inserito organicamente all'interno del Luneur, e' concepito in modo tale da godere di una totale autonomia funzionale essendo utilizzabile sia integrato al "parco", che in via esclusiva durante le ore di inattivita' dello stesso.

Ubicato in posizione baricentrica tra importanti edifici direzionali e il Palazzo dei Congressi, monumenti moderni di rilevanza storica, l'impianto tende a instaurare rapporti di dichiarata subalternita' con tali referenze urbane: si e' cercato, sottolineando la caratteristica morfologica di "padiglione per attrazioni", di realizzare una sorta di giostra fuori scala, un manufatto che non si confondesse con gli edifici circostanti ma, pur con le sue peculiarita' di oggetto avulso, estraneo al contesto, non ne disturbasse l'armonia e la monumentalita': una sorta di "non edificio" piu' assimilabile a un allestimento provvisorio che a una entita' permanente.

Anche nella sua struttura l'Imax tende a rappresentare un'esperienza non fine a se stessa, creando dei percorsi interni per gli spettatori, che così si muovono attivamente nella cornice dell'intero impianto.

Questa realizzazione dal carattere innovativo e tecnologico presenta diversi aspetti funzionali. L'intera struttura e' concepita per gestire in maniera ottimale il costante flusso di spettatori: la brevita' degli spettacoli e la loro frequenza, richiede un perfetto sistema di controllo dei percorsi, degli accessi e degli spazi di intrattenimento.

Rita-Elisabetta Nardiello

Progettisti

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