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Intervento:

Riqualificazione funzionale del teatro centrale in Ristoteatro Centrale "Centrale Ristotheatre"

Luogo:

Roma

Progettisti:

Laura Gallucci

Collaboratori:

Riccardo Buccolini, Cristiano Cristofari, Daniele Giorgi

Commitente:

Claudio Cardini

Fornitori:

Creartlegno; Aluserramenti Giachetto; Armstrong; Vittoriano Speziali; Emporio On stage; Steam condotte; Fontana Arte; Mosaico Bisazza

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 70

Foto:

Matteo Piazza

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Ristotheatre
Riqualificazione del teatro centrale di Roma


La riqualificazione del teatro centrale di Roma ha dato vita a spazi fluidi tra ristorazione e spettacolo. Il Teatro Centrale di Roma, sito nel cuore della capitale, vicino a via delle Botteghe Oscure, nacque negli anni '30 in un edificio precedentemente occupato dal Cinema Campidoglio.

Per cinquant'anni ha goduto di un certa notorieta' ospitando attori del calibro di Aldo Fabrizi, Fiorenzo Fiorentini, Ettore Petrolini e Carmelo Bene, fino a quando, con le nuove norme di sicurezza stabilite negli anni '80, il locale e' stato abbandonato poiche' le modifiche necessarie per l'agibilita' risultarono inattuabili, pena la perdita delle caratteristiche proprie di teatro tradizionalmente inteso.

La soluzione e' stata trovata all'inizio del nuovo millennio, grazie a una recente legge regionale (la delibera del 2001, detta "Nuovo Cinema Paradiso", che ha permesso a societa' private di ristrutturare vecchi teatri e cinema con la possibilita' di adibire una parte della superficie ad attivita' di somministrazione), quando si e' deciso di ripensare il teatro come un luogo di ristorazione e spettacolo.

In tal modo ci si e' potuti sganciare dagli schemi rigidi della struttura tradizionale ed elaborare un nuovo ambiente piu' moderno e dinamico. Il principio conduttore del progetto e' stato quello di rendere gli spazi fluidi e i percorsi circolari in modo da avere sempre due possibilita' per raggiungere ogni luogo.

Ogni filtro tra platea, galleria e palco e' stato abolito: il sipario e' sparito, mentre due scalinate laterali mettono in comunicazione platea e galleria. Di fronte alla galleria, sospesa nel punto centrale da cui partono le due scalinate, e' stata posizionata una cabina di regia realizzata in vetro e acciaio. E' stato poi ripristinato il meccanismo di apertura del tetto attraverso lo scorrimento di due semicerchi posti sul tamburo del soffitto.

La platea ha assunto anche la funzione di sala ristorante così da poter assistere agli spettacoli e al tempo stesso cenare. La stessa sala che include platea e palco può poi esser utilizzata per meeting, stage e conferenze. La zona del foyer del vecchio teatro e' stata utilizzata per ospitare l'Anfiteatro della Cultura, una sala mostre con esposizioni di artisti italiani e internazionali curate dal critico d'arte Carlo Franza.

Collegata a questa, sempre nel foyer, e' stato realizzato un elegante wine bar, un'area pensata per far sostare il pubblico prima e dopo gli spettacoli. In tutti gli ambienti, il colore rosso e' l'unico elemento cromatico che contrasta con i colori neutri delle pareti e del pavimento in parquet industriale. La sua scelta e' un chiaro richiamo a un sipario che ora non c'e' piu'.

Anche i bagni godono di una forte ricercatezza ed eleganza per i materiali e per i componenti utilizzati, ma si contrappongono ai colori tipici delle altre sale: qui predominano le tonalita' scure ma brillanti del rivestimento a mosaico, che sembra voler ricordare le antiche terme romane, e la modernita' tecnologica dell' acciaio degli impianti e dei lavabi posti su una lastra unica in vetro.

Un accurato gioco di luci e specchi sospesi crea un' atmosfera soffusa e rilassante. Nel complesso, i progettisti hanno cercato di intervenire con leggerezza e trasparenza sulla struttura preesistente, evitando contrasti troppo netti tra vecchio e nuovo: ad esempio, si e' pensato di posizionare dei pannelli verticali e orizzontali in cartongesso curvato da utilizzare come fodera per nascondere tutti gli impianti di aereazione e climatizzazione.

Da questi emergono, illuminati con luce radente, gli elementi originari delle balconate e delle cornici, realizzate con semplicita' con un decoro tipico degli anni '30 '40. A rafforzare poi il carattere di fluidita' ci sono i lunghi corrimano in ferro che suggeriscono percorsi orizzontali e suddividono le varie aree, mentre ogni superficie e' delimitata da margini curvilinei.

Proprio grazie a questo ben riuscito risultato di modernizzazione, il Centrale Ristotheatre e' stato scelto spesso come set cinematografico e televisivo e per la registrazione di video musica.


Elisa Caivano

Progettisti

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Disegni e rendering