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Intervento:

Allestimenti Fondazione Volume!

Luogo:

Roma

Progettisti:

Architetti Anomia Studio

Commitente:

Fondazione Volume!

Anno di redazione del progetto:

1996 - 2008

Anno di esecuzione:

1996 - 2008

Imprese esecutrici:

Sauro Radicchi Allestimenti

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 110

Foto:

Claudio Abbate, Marco Ciuffrida, Rodolfo Fiorenza, Claudio Martinez

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Volume!
L'arte incontra l'architettura in un luogo-laboratorio sperimentale nato da un'ex vetreria


Il piu' affascinante dei quesiti di fronte allo stupore per la realta' e' se sia frutto dell'immaginazione, o sia una realta' autentica: l'esperienza onirica proietta in una situazione verosimile a quella che si vive quando si e' desti, e niente puo' persuadere del contrario finche' si sogna.

Volume! e' la risposta sperimentale all'annosa questione conoscitiva cui la Filosofia ha tentato una risposta, senza giungere alla conferma di una tesi definitiva, priva di aporie, e non confutabile. Tutto inizio' quando Francesco Nucci, neurochirurgo e collezionista d'arte, acquisto' nel 1997 un'ex vetreria in via San Francesco di Sales a Roma, con l'intento meramente culturale di offrire una risposta che suonerebbe come uno slogan, ovvero l'arte per l'arte.

Un luogo culturalmente democratico, una nicchia di sperimentazione dove l'arte incontra l'architettura, grazie all'illuminante idea dell'architetto Nicola Di Battista che si affianca a Nucci, e suggerisce l'interazione permanente e univoca tra i due approcci.

Dunque l'organizzazione dello spazio, la sua ristrutturazione avviene in stretta relazione all'opera che l'artista desidera concretizzare, fino al punto che la mostra sia al tempo stesso un'esperienza spaziale ed artistica. Volume! non e' uno spazio espositivo, ma non e' neppure l'esposizione di uno spazio, in quanto spazio e opera diventano l'uno intrinseco all'essenza dell'altro.

Viene rotto il dualismo dicotomico spazio/opera, per giungere alla sintesi perfetta di entrambi, una sintesi che reinventa una forma d'arte superiore con la quale il visitatore e' chiamato a interagire camminando, attivando la vista, l'udito, il tatto, rendendosi attore-spettatore che aggrega gli indizi sensoriali e costruisce una realta' altra, diversa.

L'annoso dilemma sogno o realta' trova una soluzione efficace in Volume! dove l'occhio del soggetto pensante compone i tasselli dell'esperienza conoscitiva, li vive, li immagina, senza chiedersi Onde Estou? (Rui Chafes, 2007), magari percorre un corridoio sinusoidale (Langlands and Bell, 2000), incontrando cortine di mattoni rossi a tracciare un percorso ostile come in D'Apres Piranesi (Pedro Cabrata Reis, 2001), entrando in una doppia spirale che compia un percorso razionale, prima, e ascetico, dopo, come in LongaMarcia Post-Temporale (Bruno Ceccobelli).

Altri esempi di esperienza compositiva, cosi' definita dal filosofo Pietro Montani, realizzatore del catologo delle mostre, sono Alfredo Pirri e Jannis Kounellis. Il primo ingrandisce la pianta del luogo e vi distribuisce luci, ombre e colori, ma anche sculture fatte di tubi di rame, come fossero strumenti a fiato, e conduce attraverso una scala di legno in un altro ambiente dove vecchi altoparlanti trasmettono un comizio e il frastuono di una festa di paese, fino ad arrivare al chiarore azzurro di una stanza dove, in un punto, si scorgono degli scavi che portano alla luce reperti archeologici, e sgorga a sorpresa l'acqua del Tevere.

Un'alternanza di astrazione e presa di coscienza che Kounellis modifica: sostituisce le sculture cilindriche con cento volti piantati su paletti di ferro a diverse altezze, e seppellisce tutto sotto una passerella, non a rimuovere, bensi' a ricoprire, lasciando intravedere le prime forme, ma presagendo al paesaggio invernale ricoperto di calce, una nuova rinascita, dunque una nuova esperienza razionale e ascetica, il cui simbolo archetipo potrebbe essere una donna incinta, nuda, femminile, collocata in una nicchia a centro stanza.

Dopo la donna incinta, piu' nulla, solo due armadi a chiudere il passaggio. Simboli, riferimenti, miti, luci, ombre, itinerari improbabili, che invitano a esplorare i meandri delle incertezze senza cercare certezze, per lasciarsi confondere, affascinare, stupire in Volume! la prima nicchia sperimentale dove l'arte si sposa con l'architettura e tenta risposte nuove a dubbi atavici, quanto il pensiero umano. Per gentile concessione della Fondazione Volume!

Marina Racanelli

Progettisti

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