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Intervento:

Scuola materna

Luogo:

Covolo di Pederobba, Treviso

Progettisti:

C+S Associati

Collaboratori:

Barbara Acciari, Daniele Della Valle, Eva Horno Rosa e Davide Testi

Commitente:

Comune di Covolo di Pederobba

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2005

Costo:

992.531,00 euro

Imprese esecutrici:

Impresa Cedes, Pederobba

Fornitori:

Longato Luciano e C. s.n.c; AISA s.r.l.; Arcadia soc.coop. a.r.l.; Metope e Sia Pavimenti, Edilcolor

Dati dimensionali dell'intervento:

900 mq

Caratteristiche tecniche particolari:

Muri in cemento additivato, trattati con inerte a spacco

Foto:

Alessandra Chemollo e Carlo Cappai

 

Muri e vuoto
La scuola dell'infanzia di Covolo di Pederobba

Immerso tra i filari di vite e i campi di cereali allungati che ricalcano la memoria delle antiche coltivazioni, il centro infanzia di Covolo sembra l'ultimo tassello necessario a completare il piccolo centro urbano, disponendosi accanto alle modeste costruzioni, tra loro accordate dalla continuita' di muri di ciottoli saldati da un sottile strato di intonaco grezzo.

L'edificio e' la sua struttura: un muro.
Un muro in cemento grezzo, additivato nel colore del paesaggio circostante e trattato con inerte a spacco che raccoglie la luce a seguire l'andamento della materia.
Un muro che si apre a sud come i grandi portali d'ombra dei 'barchi', dei fienili o delle barchesse. Un muro che si snoda anche all'interno del complesso e continua ad essere una guida al racconto dello spazio.

Nord, sud, ovest, est
Il fronte nord e' quello piu' compatto. Un solo punto, in corrispondenza del salone centrale, annuncia il grande vuoto interno con l'incisione di quattro bucature unificate dal colore.
All'interno, una 'strada' scandita da grandi finestre basse e disegnata da porte colorate in relazione ai diversi sistemi appartenenza: accoglienza, didattica, interdisciplinarieta', servizi.
La direzione della luce attraverso i lucernari apribili in copertura ne nasconde l'ingresso diretto e da' cadenza allo spazio accompagnando il percorso dei colori con il ritmo delle ombre e costruisce un'alternanza tra zone compresse e dilatate.

Il fronte sud viene scandito da tre grandi portali dove lo sporto generoso dei due laterali mette in evidenza in negativo il salone centrale, sviluppato in altezza, dove una serie non interrotta di vetrate scorrevoli in iroko permette un collegamento diretto tra le aule e l'esterno.
La luce allarga l'ambiente e spinge le aule verso l'esterno facendo entrare il giardino con i suoi rumori.

Ancora, a ovest, una corte piu' riparata assolutamente colorata di rosso, e' disegnata come una stanza a cielo aperto su cui abbiamo inciso un'unica quercia come simbolo di una fondazione.

Un vuoto d'ombra, a est, una piccola corte arrossata dal colore della superficie intonacata e, in autunno, dalla vite americana, si sporge per accogliere il percorso di ingresso in doghe di larice.

Progettisti

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