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Intervento:

Ristrutturazione di casa di civile abitazione

Luogo:

Valle d'Aosta

Progettisti:

Arch. Danilo Guerri

Collaboratori:

Nicola Guerri, Giulia Mosci, Federica Paladini, Matteo Sarti, Paolo Vissani, Cristiana Neri e Gabriele Pimpini

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2003-2007

Costo:

Euro 270.000,00

Imprese esecutrici:

Brunod snc di Brunod Mario & C., fratelli Mentrasti, Gorizza srl, Bordet Mauro

Fornitori:

Brocanelli srl, Serra de' Conti (AN); Eos srl, Jesi (AN)

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 207,5

Foto:

Alberto Guerri

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Due Ristrutturazioni sincere
Casa di tutti i Saronne in Valtournenche

Casa ottocentesca, denominata 'Casa Gialla' per via del colore dell'intonaco. A Chaloz di sopra: si lascia l'auto nel piazzale e a sud di questo si prende una stradina, segnata da un abbeveratoio all'imbocco. Dopo cento metri in lieve pendenza la stradina fa una svolta; la casa e' li', proprio sulla svolta. La strada continua tra le case con maggiore pendenza.

Si entra da sopra, al piano sottotetto, un tempo adibito a magazzino. Questo e' l'unico piano interamente fuori terra della casa. Guardando il fronte, sulla sinistra dell'ingresso, una capanna di legno aggettata rispetto al perimetro murario, in corrispondenza all'angolo sud-ovest. Per il resto del piano una balconata in legno, a filo dell' ingresso della capanna cingeva, e tuttora cinge, il sottotetto.

Fatta la piega, a meta' del lato est si entra dalla stradina nel piano intermedio, in origine l'unico piano adibito ad abitazione. A sinistra dell'ingresso era posta la cucina, in parte interrata dal risalire della strada; dalla cucina si passava, attraverso un muro trasversale, ad un ambiente pavimentato in terra battuta, tutto interrato, coperto da soletta in cls, con un'unica uscita sul lato ovest su di un lacerto di terrazzamento, coperto dalla balconata del piano superiore.

Alla destra dell'ingresso invece due belle camere interamente fuori terra si aprivano ancora ad ovest con una finestra ed una porta d'ingresso in prossimita' delle scale esterne, due: una, ampia, che veniva dalla corte a valle; iniziando con i primi gradini dal fronte a sud aggirava lo spigolo sud-ovest e sbarcava in prossimita' dell'ingresso, al primo piano. Sempre nelle adiacenze una stretta e ripida scala in legno bucava la balconata collegando dall'esterno primo piano e sottotetto.

A completare la casa, la corte esposta a sud e splendidamente affacciata sulla valle, aveva un ingresso posto in prossimita' dell'angolo sud est; una breve scaletta colmava il dislivello tra strada e corte e, subito nelle adiacenze, l'uscio di casa al piano della corte. I locali che affacciano sulla corte erano usati a stalla, avevano un pavimento in terra battuta e ulteriori finestre sul piombo di quelle del primo piano oltre a minori aperture secondarie verso ovest.

Tra il piano del cortile e quello sottotetto c'era un dislivello di 5 metri circa. I muri sono in pietra, finiti ad intonaco di calce. Il pavimento del piano terra era in terra pressata; il piano intermedio, nel tratto dalla parete sud al muro di spina a quella parallelo, era costituito da travi a doppio T in ferro, tipo NP, h 10 cm, alternati a voltine in mattoni, tessuti nord-sud.

Il piano sottotetto aveva, nella meta' sud, il calpestio formato da tavole di larice incassate a meta' in travi tronco coniche, pure in larice; l'altra meta' piu' bassa di circa 50 cm, era costituita (s'e' detto descrivendo il soffitto del vano adiacente la cucina) da soletta massiccia in cls armato. La copertura era costituita da due falde poggianti sui muri d'ambito e su di un colmo, a sbalzo dai due timpani, a nord e sud, interrotto in corrispondenza del muro di spina.

Nella campata tra il muro di spina e il timpano a sud la trave di colmo era aiutata da un cavalletto con due puntoni e una trave rompitratta, la quale si aggiungeva alla trave di colmo, mentre i puntoni si scaricavano alla radice del muro, giusto al piano dell'impalcato. Falsi puntoni andavano dalla trave di colmo alle pareti ad ovest ed est sbalzando da entrambe le parti, avendo caricato i muri corredati di dormienti pure in larice.

Un'ulteriore tessitura di travetti ortogonali ai falsi puntoni era destinata a sostenere filari di lose formanti il manto di copertura. Le lose sono state recuperate e, integrate, formano tuttora il manto. Abbiamo, i miei collaboratori, i committenti ed io, cercato di fare un ripristino il piu' possibile rispettoso dell'edificio e del luogo ma soprattutto sincero, confrontandoci con la cultura tecnica del luogo, con gli usi della valle, per lo meno quelli che siamo stati capaci di identificare.

Alcune trasformazioni dovevano essere radicali, soprattutto riguardo alle funzioni e alle necessita' particolari dei committenti (non ultima la necessita' di contenere la vivacita' del cane dalmata, che ci ha indotto a disegnare una recinzione bassa, com'e' d'uso nella valle, e una rete provvisoria che impedisse al cane di scappare…). Si trattava delle necessita' di un nucleo familiare complesso e variamente distribuito per l'Italia e l'Europa.

Necessita' di trasformabilita' nel tempo, necessita' di adeguamento dell'edificio a comfort moderni irrinunciabili, necessita' di dare a ciascuno dei futuri nuclei analoghe condizioni. Da qui il nuovo impianto distributivo basato su due soggiorni al piano sotto tetto e al piano terreno, con il piano intermedio interamente adibito a camere e servizi: collegato da una scala interna (prima inesistente), presa a salire dall'unita' inferiore e a scendere da quella superiore.

Dal punto di vista costruttivo le operazioni sono state abbastanza usuali, note ed universali: l'isolamento da terra con un vespaio ventilato (in questo caso i mammuth), il rinforzo da sopra dei travetti in ferro del solaio del piano primo, tramite una coppia di HEB accostate disposte in senso ortogonale ai travetti e in modo tale da smezzare pressappoco la luce di esercizio (lo spessore seppure ridotto delle HEB ci ha consentito di trovare lo spazio per le tubazioni degli impianti tenendo addirittura l'estradosso delle travi di rinforzo a filo pavimento).

Sottolineo qui una delle varianti strutturali in cui mi sono intestardito e che all'inizio ha incontrato lo scetticismo dell'impresa costruttrice e dei tecnici con cui mi sono confrontato e che mi hanno assistito peraltro egregiamente nella direzione da lontano del lavoro. Dovete sapere che il tetto precedente era sensibilmente svergolato nelle falde poiche' le giaciture dei muri divergevano tra loro e rispetto al colmo; il tipo di tralicci incrociati, falsi puntoni e travicelli a cui erano appoggiati i filari di lose, a vista all'intradosso, consentivano lo svergolamento delle superfici delle falde.

Noi pero' dovevamo costruire un tetto impermeabile e ben coibentato; ne' mi sentivo di coprire lo spazio principale della casa, non particolarmente alto, con una superficie eccessivamente descritta da fitte orditure di travi.

Da qui la decisione, oltre che per opportunita' costruttiva, di costruire il tetto con solette di legno lamellare a tavole concatenate di 50 cm di larghezza, spesse 12 cm e lunghe quanto serve: ne viene fuori un solaio rigidamente piano, con cui non si potevano ottenere svergolamenti di sorta: fisso il colmo, determinato dai timpani esistenti, bastava accettare l'inclinazione della falda in gronda preordinando la pendenza della gronda in un verso obbligato.

All'interno della campata principale il tetto e' rinforzato dall'inserimento di una capriata composita, somma di capriata con falsa catena e catena sollevata, piu' arco in forma di spezzata con catena nascosta nel solaio, subito al di sotto del pavimento.

La posizione della capriata organizza le zone del soggiorno. Il colmo e' incassato nello spessore dei puntoni: cio' consente di inclinare maggiormente i puntoni in modo da rinforzare la capriata. Le terzere di campata s'e' scelto di farle in ferro, come le catene, il monaco e le staffe d'ancoraggio.

D.G.

Progettisti

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