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Intervento:

Recupero e ristrutturazione del palazzo sede Fondazione e filiale storica Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana

Luogo:

Fabriano

Progettisti:

Arch. Elisabetta Parisi Presicce e Ing. Bruno Vitaletti

Collaboratori:

Arch. Elena Pucci, Ing. Augusta Cantarelli

Progetto:

Ing. Andrea Carsetti e Ing. Andrea Ortolani

Commitente:

Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana spa

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2006 - 2007

Costo:

Euro: 1.200.000,00

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 2.000

Imprese esecutrici:

Carnevali Pietro srl, Edilserra srl, Restaura sas, Simeg srl, Tecnoimpianti srl, Nuova Ciem srl, Bettucci & Bettucci srl, LAS srl

Foto:

Paolo Semprucci

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Un caso di recupero a Fabriano
Rinasce il complesso della Fondazione e filiale dellaCassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana

Sede storica della Cassa di Risparmio in Fabriano, il palazzo risale al 1903, quando si delibero' "la costruzione d'un fabbricato nell'area dove sorgeva la chiesetta di S. Giovanni del Cantone, non priva di interesse storico e artistico ma che necessita' edilizie obbligarono a sacrificare" (dal discorso pronunciato in occasione dell'inaugurazione dei nuovi locali, il 30 ottobre 1927).

Con il passare dei decenni, sin dai primi anni Cinquanta la Banca riconosce la necessita' di una nuova sede. Per questa ragione e' acquistata la porzione di edificio adiacente la filiale lungo la via Gioberti, all'interno del quale si insediano nuovi uffici e nuove funzioni. Questi spazi si riveleranno poi ancora troppo piccoli e si decidera' la realizzazione della nuova sede in via Don Riganelli (1985).

In corso della Repubblica rimarranno la filiale e alcuni archivi. Mentre, come sopra brevemente raccontato, la storia dell'edificio della Cassa di Risparmio in corso della Repubblica e' nota, quella dell'edificio adiacente sicuramente piu' antico, non e' altrettanto ricostruibile. Durante la ristrutturazione, sono stati di facile lettura rimaneggiamenti soprattutto nei collegamenti verticali e nelle distribuzioni interne.

La Banca da tempo pensava a una ristrutturazione dell'intero complesso, e in epoca recente l'evento sismico ha reso improcrastinabile l'intervento di recupero e risanamento conservativo, permettendo anche un piu' ampio progetto architettonico di ristrutturazione. Il complesso presentava una struttura portante in muratura, con solai e volte in legno e laterizio, caratterizzata da carenza di resistenza della muratura dovuta alla modesta qualita' dei materiali costituenti, dalla presenza di murature portanti in falso e da coperture realizzate con orditura principale priva di collegamento trasversale.

L'intervento strutturale e' stato concentrato sul consolidamento della struttura, mediante l'incremento della resistenza nei maschi murari e la riduzione della carenza di collegamenti.

Esternamente la facciata principale su corso della Repubblica presentava i caratteri compositivi del disegno originario abbastanza inalterati: lo zoccolo incorniciato fra due paraste laterali e una cornice superiore; la porzione muraria sopra lo zoccolo a intonachino con una decorazione minuziosa a mattoncini faccia vista; le finestre arricchite da timpani rettilinei e cornici in pietra arenaria; la cornice marca soglia con peducci a disegni floreali e la cornice sommitale con peducci a disegno geometrico semplice.

L'intervento di restauro e' consistito nella revisione degli elementi decorativi e nella ricerca e riproposizione della cromia originale. A seguito di un accurato lavaggio, spazzolatura e risciacquo a bassa pressione sono riapparsi i toni cromatici originali che, dove possibile, sono stati consolidati. Nei casi in cui presentavano zone lacunose, e' stato ripreso l'intonachino con prodotto analogo all'originale per consistenza, granulometria e finitura cromatica che ha reso ancora piu' compatto e leggibile il disegno del mattoncino.

All'interno l'obiettivo di progetto e' stato il recupero strutturale e architettonico dell'intero organismo in una visione sempre funzionale degli spazi. Sono stati semplificati gli accessi al piano terra eliminando gli ingressi di sicurezza e rendendo piu' fruibile il percorso all'ascensore. Sono state ridisegnate le postazioni di lavoro, con il duplice scopo di mantenere inalterata l'architettura della hall principale e di creare spazi funzionali alla gestione di tutte le operazioni.

I nuovi arredi, piu' visibili alla clientela al di la' del bancone, sono stati disegnati e realizzati in totale sintonia con gli arredi esistenti, in modo tale che il linguaggio formale dell'intero spazio fosse omogeneo e senza contrasti.

Si evidenzia che, mentre per la porzione di edificio su corso della Repubblica l'obiettivo di progetto e' stato facilmente perseguibile trattandosi di un organismo di chiara lettura morfologica, nella porzione di edificio lungo via Gioberti le manomissioni succedutesi nel tempo non hanno lasciato la stessa chiarezza e quindi non hanno imposto un uguale rigore filologico.

Cio' ha portato a trasformare gli spazi appena piu' liberamente, in maniera tale da rispondere meglio alle esigenze della nuova destinazione dei luoghi. E' stato realizzato un auditorium con settantaquattro posti a sedere e un salone per piccoli ricevimenti. L'intervento si e' svolto in tre stralci funzionali: il recupero della filiale, piano terra e piano primo; la ristrutturazione degli uffici della Fondazione piano secondo; la ristrutturazione della porzione di edificio su via Gioberti, infine adibita all'esposizione permanente delle opere degli artisti Quirino Ruggeri ed Edgardo Mannucci, piano terra e primo.

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