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Intervento:

Allestimento mostra 'La magia delle immagini nel lavoro di Luchino Visconti'

Luogo:

Ancona

Progettisti:

Arch. Fabio Pandolfi

Collaboratori:

Arch. Francesca Paolinelli

Commitente:

Comune di Ancona, Assessorato alla Cultura

Costo:

Euro: 25.000,00

Imprese esecutrici:

Delta, Publicar, IEB, SoundCity

Fornitori:

IGuzzini, Tirelli Costumi

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 800 di superficie espositiva

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Allestimenti non a perdere
Cinque progetti per le sale espositive della Mole Vanvitelliana di Ancona

Gli ambienti della Mole Vanvitelliana hanno maturato la loro vocazione espositiva nel 1993, quando il Comune di Ancona riapre al pubblico un vasto magazzino del piano terra con l'allestimento della mostra "L'Esercizio del Disegno. I Vanvitelli'".

La prima pietra del grande edificio fu posata nel 1733 su progetto di Luigi Vanvitelli, che l'aveva pensato come un lazzaretto capace di ospitare nel periodo di quarantena le persone e le merci che sbarcavano nel porto della citta' di Ancona, ma gia' nell'Ottocento venne destinato ad altri usi come ospedale militare e caserma, ed in seguito divenne una raffineria per gli zuccheri; infine i monopoli di Stato lo utilizzarono come magazzino per i tabacchi, trasformando i suoi interni con l'inserimento di soppalchi in ferro e legno, o in cemento armato, progettati con un piglio pragmatico ma a volte non privo di raffinatezza, soprattutto nell'uso del cemento.

Nel 1995 il Comune inaugura gli spazi espositivi del livello superiore con la mostra 'Francesco Podesti', su progetto di Umberto Riva: il recupero degli ambienti ha previsto la rimozione di una meta' del soppalco in ferro e legno realizzato dalla Manifattura Tabacchi, in modo da poter di nuovo percepire almeno in parte la sorprendente altezza di quei locali e la struttura lignea della copertura.

In queste sale sono state allestite le mostre descritte in seguito, e le vicissitudini di questi storici ambienti possono spiegare perche' essi appaiano cosi' pesantemente alterati, non finiti, ma sempre di grande suggestione: il loro riuso in senso espositivo e' stato fin dall'inizio pensato come una operazione di riciclaggio di spazi e materiali, compresi gli stessi arredi dei vari allestimenti, in un orizzonte di provvisorieta' che perdura ormai da dieci anni in attesa della conclusione dei lavori di restauro, oggi in fase avanzata per gran parte dello storico edificio "La magia delle immagini nel lavoro di Luchino Visconti", Mole Vanvitelliana, 2002.

La mostra ha voluto rendere omaggio a un grande regista teatrale e cinematografico che nel 1942 ha firmato il suo debutto nel cinema con la regia di Ossessione, film girato in una Ancona prebellica con un centro storico non ancora devastato dai bombardamenti alleati. La presenza durante l'allestimento dello scenografo e costumista Piero Tosi, prezioso collaboratore di Visconti sia nelle opere teatrali che durante la lavorazione di importanti film quali Bellissima, Il Gattopardo, La caduta degli dei, Morte a Venezia e Ludwig, ha portato a curare nel dettaglio la regia luminosa dell'allestimento, in maniera da concentrare l'attenzione sui costumi esposti in un ambiente praticamente oscurato.

Quando presenti, i bozzetti delle scenografie o le foto di scena sono stati evidenziati con fasci luminosi perfettamente ritagliati sulle dimensioni delle immagini. Il riuso di una serie di pedane e di alcune pannellature opportunamente tinte di nero hanno offerto ai costumi in mostra il supporto di un allestimento "muto" organizzato nelle prime due sale espositive della Mole.

Progettisti

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