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Intervento:

Complesso residenziale "Le Mafalde"

Luogo:

Pescara

Progettisti:

Studio Zero 85 Architetti Associati

Progetto:

Strutturale: Gabriele Palumbo
Committente: Madis Costruzioni srl

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006-2008

Costo:

Euro: 1.000.000,00

Dati dimensionali dell'intervento:

M. 54x16

Foto:

Sergio Camplone

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Forme variabili
Un complesso di abitazioni a Pescara realizza una ricercata qualita' compositiva attraverso volumi articolati

Gli elementi che contraddistinguono oggi i caratteri dell'abitare la citta', reiterano un paesaggio simile a se stesso, da nord a sud, in ogni forma di insediamento, dalle piccole alle grandi concentrazioni urbane. Basta fare una rapida escursione intorno alle nuove espansioni, dentro e oltre la citta' consolidata, per prendere coscienza di un fenomeno diffuso alle diverse latitudini della penisola.

Grandi tetti a doppia falda sormontati da canne fumarie di varia fattura, lunghi balconi perimetrali, variamente conditi di ringhiere - fioriere di diverso genere, che indistintamente replicano lo stesso prospetto su tutti gli affacci (stradali e non), grandi aperture piu' o meno arcuate prive di alcuna relazione con i materiali della costruzione e del tutto sordi alle piu' semplici regole dettate dal buon rapporto tra vuoti e pieni.

Tutto nel pieno rispetto del soddisfacimento dei nuovi standard abitativi, all'interno dei quali il massimo sfruttamento delle cubature disponibili e la dilatazione ostentata delle superfici di affaccio sembra determinare l'unico valore delle nuove forme dell'abitare. Le poche categorie con le quali misurare la qualita' del costruire passano necessariamente attraverso la quantificazione dei metri cubi realizzabili o dei metri quadri disponibili, filtrati unicamente dalle norme di regolamenti edilizi il cui ossequioso rispetto quasi mai riesce a definire una qualita' oggettiva del costruire.

Alle categorie dello spazio, della figura, della misura dei singoli elementi della composizione architettonica si sono sostituite, poco a poco, quelle dei volumi (in termini di metri cubi), delle superfici (espresse unicamente in metri quadri), delle distanze (quelle di rispetto tra le costruzioni). Siamo progressivamente passati da una cultura del progetto come interpretazione sapiente delle esigenze dell'abitare domestico, alla cultura del soddisfacimento quantitativo degli standard di una committenza ormai sorda ad ogni forma di sensibilita' compositiva, capace di mettere a fattor comune le tante variabili del costruire contemporaneo.

Il modello insediativo che Mario Michetti propone con queste abitazioni duplex a nord del centro di Pescara, tra la vecchia strada statale 16 e la nuova "strada parco" a qualche centinaia di metri dal mare, ricerca e propone un compromesso possibile tra quella richiesta di soddisfacimento dello standard abitativo contemporaneo e una qualita' dell'esito architettonico finale.

Le richieste della committenza, non sono molto dissimili da quelle diffuse in tutte le altre parti della citta': l'intimita' di spazi all'aperto, la possibilita' di un comodo garage in adiacenza all'abitazione, il piacere di ampi spazi di affaccio panoramico, il tutto ad un costo contenuto. In altre parole la sensazione di poter vivere la dimensione di una villetta isolata anche all'interno di una tipologia insediativa collettiva. L'idea si traduce nel montaggio articolato di una stessa soluzione distributiva (di tipo duplex) ripetuta, sovrapposta ed accostata con modalita' diverse.

Gli alloggi si dispongono a coppie su due diversi livelli a formare singoli volumi distribuiti su quattro piani fuori terra: piano terra e piano primo per l'alloggio con giardino; piano secondo e piano terzo per l'alloggio con mansarda. I volumi, coperti ognuno da un'unica falda curva di tetto, si accostano l'uno all'altro alternando l'affaccio una volta sul giardino e una volta sull'accesso ai garage. Ne viene fuori un impianto articolato che si differenzia, di volta in volta, per variazioni di giacitura, di affaccio e di colore che disegnano su entrambi i lati un prospetto sempre diverso.

L'abitazione con giardino dispone di un piano terra, opportunamente recintato, dove trovano spazio locali tecnici garage vani a giorno aperti su un ampio giardino e di un primo piano invece con camere e servizi ed un soggiorno - cucina direttamente a contatto con il giardino di pertinenza.

L'abitazione con la mansarda, sovrapposta a quella con il giardino, si presenta con l'accesso al secondo piano (distribuito dal vano scala centrale provvisto di ascensore) nel quale trovano spazio un'ampia zona giorno con un'altrettanto ampia veranda opposta al giardino del piano terra per evitare introspezioni non desiderate, al piano mansarda invece sono distribuite camere e servizi. Un'articolazione ideale, favorita anche da un ottimo assolamento che illumina correttamente i due diversi fronti degli edifici.

La vista del piccolo insediamento, quantunque risolta nella semplicita' dell'articolazione di un'unica tipologia edilizia, crea interessanti variazioni di affaccio su ognuno dei fronti del lotto interessato, anche in ragione dell'alternarsi di giardini ed accessi carrabili divisi dai corpi scala - ascensore che ritmano la composizione di vuoti e pieni sulle due strade di accesso.

Di grande interesse, soprattutto il disegno delle aperture che articolano, sui singoli volumi, un prospetto sempre cangiante in ragione non tanto del soddisfacimento compositivo quanto della coerenza con le richieste della committenza, in risposta alle non trascurabili necessita' funzionali di un programma che ricercava una forte componente di riservatezza per ognuno degli alloggi. Il progetto, quindi, riesce a soddisfare tutte le richieste avanzate e, allo stesso tempo, declina una corretta soluzione dell'articolazione compositiva che si traduce in una diffusa qualita' complessiva.

Domenico Potenza

Progettisti

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