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Intervento:

Villa unifamiliare

Luogo:

Pescara

Progettisti:

Studio SAUD

Collaboratori:

Ianemilio Casati, Lorenzo Di Felice, Giuseppe Sipala, Fabrizio Leone, Stefania Carlucci, Enzo Basile, Marcello Borrone, Barbara Tenaglia, Borrone Architetto

Costo:

Euro: 450.000,00

Dati dimensionali dell'intervento:

Residenziale (piano interrato, piano terra, piano primo) mq 260, altezza edificio ml 750

Caratteristiche tecniche particolari:

Facciata ventilata in lamiera ondulata, infissi con sistema montanti e traversi, marmo e porfido come pavimentazione esterna, arredo interno su misura

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Sogno domestico
Forme primarie e tangibili danno vita al progetto di Villa Laetitiae a Pescara

Il tema dell'abitazione unifamiliare ha, dal dopoguerra a oggi, visto gli architetti impegnati nella costruzione di una parte sempre piu' ingombrante e importante della citta'. I "sogni domestici" della nostra epoca hanno prodotto sia periferie degradate che eccellenti architetture. Osservando questo patrimonio decifriamo i mutamenti della societa' e della famiglia, del lavoro e del costume.

Gli architetti hanno nel corso degli anni mediato tra la loro posizione ideologica e culturale e le richieste di una committenza piu' o meno colta, sempre guardando alla continua ricerca di un senso dell'abitare, secondo un processo etico - esistenziale. Ma quando il committente e' un urbanista?

Lo studio SAUD.it si e' cimentato nell'ardito compito di trasformare il pensiero di un urbanista - suggerimenti funzionali, spaziali, formali e soprattutto culturali - in vere e proprie premesse progettuali. La volonta' del committente era quella di avere una casa che avesse i caratteri della propria espressione culturale e nel contempo fosse un riflesso della propria personalita' e della propria etica.

Progettisti e committente hanno definito il progetto partendo dalla bibliografia dell'urbanista/committente, cio' ha consentito allo studio SAUD.it di definire il linguaggio architettonico del progetto che ha, di fatto, sconfinato nell'uso di un lessico fatto essenzialmente di forme rigorose.

E' del tutto evidente come Le Corbusier abbia influenzato il linguaggio architettonico del committente, e quindi del progettista; del resto le parole che Le Corbusier ci lascia nel suo Vers une architecture esprimono con assoluta chiarezza la sua posizione: "I cubi, i coni, le sfere, i cilindri o le piramidi sono le grandi forme primarie che la luce esalta; l'immagine ci appare netta e tangibile, senza nessuna ambiguita'. E' per questo che sono forme belle, le piu' belle forme". Particolare attenzione e' stata posta, come di norma qualsiasi operazione progettuale vorrebbe, al rapporto con il contesto, all'inserimento dell'edificio nel paesaggio.

La collocazione sul lungomare di Pescara, all'interno di un comparto edificatorio anonimo e lontano dall'essere un "generatore urbano" di qualita', ha suggerito un carattere introverso della costruzione, a favore di una piu' forte relazione con il giardino interno all'area. La liberta' da vincoli ha consentito un impianto assolutamente libero in pianta come in alzato, assolutamente spinto verso l'ottimizzazione degli spazi. Alle richieste di comfort mosse dal committente i progettisti forniscono, attraverso l'uso di tutto cio' che la tecnologia attuale consente, una "macchina per vivere".

La distribuzione interna, calibrata dalle esigenze e dalle abitudini quotidiane, si caratterizza soprattutto nello spazio a doppia altezza del soggiorno che si trova alla stessa quota del giardino, al quale si accede dalle ampie vetrate. Sempre nel soggiorno e' stato previsto un soppalco dove e' stata realizzata la biblioteca, mentre negli altri due volumi che costituiscono l'abitazione trovano collocazione la camera padronale, lo studio, i servizi igienici e la cucina; le camere dei figli ed altri servizi sono ubicati al piano superiore.

I tre volumi, pensati come tre grandi contenitori, fanno leggere dall'esterno la definizione degli spazi interni, in un gioco di introspezione su quella che possiamo definire un'architettura focale. La scelta dei materiali si e' indirizzata verso quelli di nuova generazione, caratterizzati da un elevato contenuto tecnologico, in forza del concetto, condiviso da progettisti e committente, per cui l'architettura oggi ha l'opportunita' di esprimersi non solo manipolando spazialmente i volumi (quindi operando sulla forma) ma anche utilizzando nuovi materiali che spesso non sono legati alla tradizione bensi' alla contemporaneita'.

Alessandro Beato

Progettisti

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