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Intervento:

Progetto decommissioning e riuso delle piattaforme offshore per l'estrazione di gas e petrolio nel mare Adriatico

Progettisti:

Studio Ippozone Architetti

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Le vie del mare
Isole artificiali nel mare Adriatico

L'esistenzialismo cinematografico di Antonioni ha affrontato in Deserto rosso il complesso rapporto tra l'uomo, la societa' e l'ambiente durante la fase dello sviluppo post - industriale: il tema della borghesia contemporanea alienata, e sullo sfondo complesse macchine (tra cui piattaforme per l'estrazione di gas e petrolio) all'interno di paesaggi estremi.

Sono le citazioni degli architetti Daniela Brascugli e Danilo Romani a rimandarci a questa splendida pellicola per parlarci appunto di piattaforme offshore o isole artificiali. Grandi macchine che nell'immaginario collettivo apparterrebbero piu' a un'architettura della mitologia, che a uno scenario reale, vicino a noi, seppure ci siano piu' di 6500 piattaforme nel Mondo.

Fu a partire dagli anni Sessanta, quando la tecnologia porto' all'aumento dell'attivita' estrattiva in mare, che al largo della costa adriatica furono impiantate le piattaforme, strutture in acciaio costituite da elementi tubolari saldati tra loro a formare un traliccio portante all'interno del quale sono inseriti dei pali che le ancorano ai fondali.

Questo traliccio e' la parte sommersa, detta jacket, al di sopra del quale e' collocato il deck, sollevato dall'acqua di almeno 12 metri per evitare l'impatto con le onde. Il deck si compone su tre livelli: il livello della perforazione, quello della produzione, e il livello costituito dagli alloggi, in cui sono inseriti anche spazi per gli uffici, il ristoro, e il tempo libero.

L'attivita' estrattiva di una piattaforma offshore ha una durata media di 30 - 40 anni, una volta esaurita la risorsa mineraria del giacimento, subentra la fase conclusiva del suo ciclo vitale, ovvero il decommissioning, la fase della dismissione. La rimozione totale non e' l'unica ipotesi presa in considerazione, ed e' qui che entrano in gioco nuovi interessanti alternative che prevedono la riconversione delle piattaforme.

I tempi dedicati alla sofferenza del nichilismo esistenziale sono stati superati dalla necessita' di un pragmatismo liberale che individua le soluzioni piu' efficaci a problemi come la crescita economica, l'ecologia, le energie alternative, ed e' in questa chiave che gli architetti ci illustrano i loro progetti. Durante la rottamazione della struttura, avviene lo smaltimento delle sostanze inquinanti, solo successivamente il deck puo' essere riutilizzato in nuove installazioni, il jacket invece non presenta i fattori inquinanti delle parti emerse, e puo' essere impiegato per usi non piu' propriamente legati all'attivita' mineraria.

Il rig-to-reef, cioe' l'affondamento sul posto della struttura, o il trasporto di piu' relitti in acque profonde per realizzare scogliere artificiali, rappresenta un metodo per incrementare la fauna ittica, e favorire le economie legate alla pesca e al turismo subacqueo.

Altro importante progetto e' quello collegato allo sfruttamento delle risorse eoliche marine che consentirebbe la realizzazione di grossi impianti con un modesto impatto ambientale, i cui costi di connessione alla rete potrebbero essere piu' alti, rispetto a quelli a terra, ma verrebbero ammortizzati dal riutilizzo di piattaforme offshore in wind - farm : il deck come impianto di trasformazione di tensione, il jacket e la rete di gasdotti sottomarini usati per il trasporto di energia elettrica.

Le piattaforme sono strettamente collegate ai porti, a tale proposito si deve considerare l'importanza del rapporto tra le aree portuali stesse e l'ambito urbano, tematica affrontata dal progetto Filtering Line adottato dall'Autorita' Portuale di Marina di Carrara.

L'obiettivo principale consiste nel mettere in comunicazione il porto e la citta' articolando su due livelli i percorsi stradali, il che consentirebbe lo snellimento del traffico: la linea di separazione diventa filtro e, nel contempo, percorso pedonale che si affaccia sul porto. Ambiziosi progetti in attesa di realizzazione, per recuperare un nuovo rapporto con il mare.

Marina Racanelli

Progettisti

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