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Intervento:

Piano Cimiteriale dell'Isola di San Domino (Isole Tremiti)

Luogo:

Isole Tremiti (FG)

Progettisti:

Architetto Daniele Russo

Commitente:

Comune di Isole Tremiti

Anno di redazione del progetto:

2007

Anno di esecuzione:

Da realizzare

Dati dimensionali dell'intervento:

3.000 mq circa

Caratteristiche tecniche particolari:

Struttura in acciaio - pensilina

 

Lo spazio del silenzio
Il progetto del Piano Cimiteriale di San Domino

L'intervento ripropone il tema ormai consolidato del 'recinto sacro', terminologia che a partire dal XVIII secolo ha sotteso contenuti antropologici e significati simbolici, motivazioni artistiche e ragioni geometriche, opportunita' tecniche e strategie insediative.

Protezione, custodia, rispetto sono le declinazioni differenti di una medesima intenzione, quella cioe' di rendere immediatamente riconoscibile lo spazio del sacro, che proprio attraverso la sua demarcazione (il recinto), palesa la sua identita' come luogo riservato ai defunti, evocativo del tempo.

Il Colle dell' Eremita e' situato a circa 11 metri sul livello del mare, e ad esso si accede attraverso strade comunali esistenti, che raggiungono, superando le naturali pendenze, il luogo deputato ad accogliere questo luogo della memoria e della custodia.
Lontano dai consueti flussi turistici, esso stesso rappresenta lo spazio del silenzio, della riflessione e dell'osservazione lontana.

Della struttura si distinguono due parti: una interna, protetta dal limite edificato del perimetro cimiteriale e l'altra pubblica, rivolta al paese, che contiene e rappresenta il senso del luogo.
La distinzione delle parti e' rafforzata oltre che dal limes geometrico del perimetro cimiteriale, dal trattamento murario esterno del corpo di fabbrica destinato ai loculi e colombari, che rappresentera' l'aspetto dell'univoco sentimento che lega fra loro tutti i cittadini di fronte alla morte.

Rimanendo all'esterno del complesso cimiteriale progettato, si prevede un'area a parcheggio lastricata in pietra locale, attraverso la quale si potra' accedere ai due ingressi previsti.

Il progetto riprende l'idea miliziana del recinto, che in questo caso e' rappresentata in larga misura dagli stessi corpi di fabbrica che caratterizzano il complesso cimiteriale.
Recinto che ad un tratto viene come negato, spezzato dalla parte terminale dei quattro bracci della pensilina/passeggiata in quota a forma di grande croce, che penetrandolo ne interrompe la continuita', relegando lo stesso in una posizione di subordine, ma conservandone le caratteristiche di protezione e custodia.

Il cuore del complesso e' rappresentato dalla cappella religiosa di forma tronco-conica, che intercetta, fondendosi ad un livello superiore, la passeggiata in quota a forma fortemente simbolica di croce non regolare, ruotata e direzionata con l'asse maggiore verso la facciata dell'Abbazia di San Nicola.

La cappella sara' fondata ad un livello sottostante rispetto al complesso cimiteriale e in questo modo realizza una sorta di piazza/sagrato interna, sottoposta rispetto alle principale direttrici di transito, le quali l'attraverseranno superiormente, contribuendo ad un suggestivo alternarsi di percorsi, visuali e livelli.

Il sagrato sara' raggiungibile ed accessibile anche alle persone diversamente abili attraverso un doppio sistema di rampe.

Il camminamento in quota, raggiungibile attraverso una rampa, rappresenta il punto ideale dal quale osservare il paesaggio circostante e il mare, come una sorta di grande pontile di nave, il quale, per forma, materiali impiegati e colori, rappresenta idealmente la struttura di una nave, pronta a salpare per trasportare le anime in un altrove.

Si cerchera', attraverso gli spazi di verde pubblico, di conferire al complesso cimiteriale un aspetto meno greve di quello che, suo malgrado, nella memoria collettiva e' costretto a ricoprire, cercando invece di conferirgli nel suo complesso, attraverso le soluzioni tipologiche, funzionali ed architettoniche adottate, un'emozione che induca a ripensare tale luogo come un punto di sosta momentanea, per poi poter dire 'da qui si parte'.



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