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Intervento:

Realizzazione del nuovo Museo della Ceramica

Luogo:

Montelupo Fiorentino (FI)

Progettisti:

Antonino Gandolfo

Strutture:

Nicola Mainardi

Impianti:

meccanici: Marco Balsotti
Impianti elettrici: Giuseppe Bugetti
Allestimenti: Gabriele Migliori
Antincendio: Daniela Telleschi

Direzione dei lavori:

Antonino Gandolfo

Commitente:

Comune di Montelupo Fiorentino

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2005-2007

Costo:

euro 4.188.000,00

Imprese esecutrici:

Consorzio Stabile Costruttori di Lecce attraverso le consorziate: Edilgeo srl, SACI srl, Stomeo Bruno,
Italcantieri SpA, Dell'Anna Gaetano impianti elettrici,
Icoel srl impianti meccanici, Ferralg serramenti esterni in ferro
Subappalti:
Ediltecna rimozione amianto, CGS Edile Soc. Coop. cartongessi, Scaviter srl opere stradali, Arra Mirash posa pavimentazioni
Imprese fornitrici:
Astra srl pavimenti porte interne ringhiere finiture arredi,
Cast Restauri e Costruzioni coperture in cotto, Euroteck canali, Edil Ernest intonaci, F.lli Ceccherini & C. srl pitture, Idroflorence srl
lattonerie in rame, Sava snc ascensore Otis, Atir srl teli barrisol, Gruppo Fallani vetrine espositive e bancone hall, Silentgliss tende

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie complessiva mq 2.000

Caratteristiche tecniche particolari:

Ristrutturazione e ampliamento di edificio esistente. Gestione domotica di tutte le componenti impiantistiche e tecnologiche

Foto:

Foto di Emanuele Romoli.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Architettura museale
Da un edificio degli anni Trenta nasce il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino

Una hall, come un corpo estruso da quello principale, definisce le nuove geometrie della struttura, pur richiamandone il ritmo regolare delle aperture.

Il nuovo Museo della Ceramica e' stato realizzato da un edificio preesistente risalente al 1928, nel quale avevano sede le scuole elementari e che venne successivamente sopraelevato negli anni'70. Grazie all'attuale intervento e' stata riorganizzata la piazza in funzione di una maggiore integrazione con l'evoluzione storica e architettonica dell'edificio stesso.

Viene riqualificato il suo ruolo centrale di percorrenza e di permanenza, legata alla funzione pubblica museale con cui e' messa in rapporto anche grazie all'eliminazione delle barriere architettoniche e alla creazione di uno spazio centrale attraversato da un percorso pedonale che termina dentro al museo. L'area calpestabile e' stata pavimentata in calcestruzzo architettonico a effetto lavato, nei colori della terra, con un motivo a quadroni regolari e geometrici formati da fasce di granito rosa bocciardato.

La piazza rialzata e' stata delimitata lateramente da aiuole con piantumazioni ornamentali di specie arbustiva locale, per separare la zona pedonale dalle zone parcheggio poste ai lati della piazza stessa, evidenziando la percorrenza verso l'ingresso al museo. I fronti dell'edificio conservano la forma delle finestre, le riquadrature e i marcapiani originari.

Le aperture preesistenti avevano la parte alta tamponata per la presenza del cassonetto degli avvolgibili. Prendendo spunto da questa percezione visiva delle facciate, e' nata l'idea di sostituire la parte piena dei cassonetti con pannelli di ceramica rappresentativi delle decorazioni tipiche di Montelupo, fatti eseguire dai maestri ceramisti locali, ottenendo cosi' una caratterizzazione del nuovo involucro esterno con ornamenti fissi che richiamano il contenuto museale.

Il percorso che si trasforma in piazza e' un invito scenografico alla hall realizzata come un corpo avanzato posto al centro dell'edificio per rafforzare e nello stesso tempo rompere la rigida simmetria della costruzione. La linea orizzontale della parete frontale della hall e' curva, morbida e flessa verso il centro storico per accogliere l'arrivo dei visitatori.

Questa quinta ha una composizione architettonica che ripete i ritmi delle aperture presenti sul fronte storico, elaborati in forme e finiture essenziali, completamente prive di modanature e decori, proponendosi in voluto contrasto con l'edificio ma nel rispetto comunque della sua interezza formale, visibile attraverso le pareti trasparenti.

Questo corpo in ampliamento e' coperto da un tetto a padiglione rivestito in rame a nastro montato in aggraffatura doppia. L'ultimo piano, costruito negli anni'70, e' stato modificato nelle sue proporzioni e sono state modificate tutte le aperture esterne per evidenziare una volonta' di armonia del tutto e di vera qualificazione della ristrutturazione. Gli interni sono stati realizzati per rispondere agli standard richiesti dall'attivita' museale.

Spazi puliti e rigide geometrie ordinano il percorso espositivo, dominato da cromatismi chiari per dare risalto ai pezzi esposti. Pavimenti in ceramica (gres porcellanato fine color crema naturale a tutta massa), pareti e soffitti con gradazioni di tono realizzati in cartongesso per assorbire i contenitori delle vetrine e l'illuminazione dei locali.

Quest'ultima e' ottenuta in maniera indiretta attraverso dei riquadri a soffitto realizzati in telo di pvc termoteso traslucido che lasciano passare la luce proveniente da una fonte nascosta. Le vetrine sono superfici curve di vetro che escono dalle pareti, illuminate dall'interno mediante un sistema di fibre ottiche con lenti orientate direttamente sui pezzi esposti.

L'ambiente un po' asettico contrasta con la grafica e con la bellezza delle ceramiche esposte, dando vita a un museo particolare ma allo stesso tempo classico. Anche gli standard tecnologici di sicurezza sono rispettati da ogni punto di vista. Il ricambio dell'aria e' regolarizzato da un impianto all'avanguardia.


Rita-Elisabetta Nardiello

Progettisti

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Disegni e rendering