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Fornitori:

Betax Progetti, Larry Smith Italia, Commerciale-Center

Intervento:

Nuova sede comunale di Bologna

Luogo:

Bologna

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2008

Commitente:

Comune di Bologna

Impresa appaltatrice:

Societa' di Progetto Duc Bologna SpA

Collaboratori:

Open Project Design Team, Elizabeth Francis, Pcmr, Romano Piolanti, Massimo Majowiecki, Vincenzo Lombardi, Bruno Versari, Lorenzo Grillo, Gabriele Anatrini

Dati dimensionali dell'intervento:

Area mq 17.000; superficie utile mq 33.000

Foto:

Daniele Domenicali

Rendering:

Ritratto: Adolfo Fiori

Progettisti:

Mario Cucinella

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

La casa dei cittadini
La nuova sede civica del comune di Bologna


La Regione Emilia Romagna da anni promuove la riqualificazione delle proprie citta' attraverso il risanamento delle aree degradate e il riuso delle aree dismesse; gli strumenti utilizzati sono i PRU (Programmi di Riqualificazione Urbana) e i Contratti di quartiere. Parti di citta' che hanno perso la loro originaria funzione o sono entrate in un processo di degrado edilizio, ambientale e sociale tramite i PRU vengono riqualificate; gli attori principali sono i Comuni, promotori dei programmi che coinvolgono operatori pubblici e privati.

Il Comune di Bologna nel 2003 indice un concorso per la progettazione di un nuovo Municipio capace di contenere al proprio interno gli oltre 1300 addetti attualmente dislocati in diverse sedi sparse sull'intero territorio comunale. Il bando prevedeva la realizzazione, oltre che di spazi da destinare a uffici e servizi comunali, di spazi commerciali e di servizio al quartiere Bolognina, contribuendo di fatto alla riqualificazione su scala urbana di una parte significativa della citta', quella dell'ex mercato ortofrutticolo.

L'area, un lotto rettangolare di 33.000 metri quadrati, a causa della presenza della linea ferroviaria viveva una condizione di emarginazione dal centro cittadino. Il concorso e' stato vinto dallo studio bolognese Mario Cucinella Architects che ha proposto un complesso di tre edifici tra loro differenti. Il concept del progetto nasce dall'idea della "rottura" di una massa unica, dalla quale scaturiscono tre distinti blocchi aventi diversa altezza (8, 10 e 12 piani) destinati ad attivita' differenti, disposti lungo il bordo ovest del lotto e uniti da una tettoia ombreggiante ripiegabile, un atrio d'ingresso sviluppato su quattro piani e un nuovo spazio pubblico digradante in maniera da permettere l'apertura di una piazza verso il lato della Bolognina.

Elemento caratterizzante e trait d'union dell'intero progetto e' la vela, un'ampia tettoia che si ripiega come un gigantesco origami appoggiato sugli edifici e sovrastante un terrazzo panoramico. La vela, un'enorme superficie metallica traforata agganciata a tubi in alluminio sorretti da una struttura composta da travi in acciaio, ha la specifica funzione di sottrarre carico termico alle facciate mentre con le sue geometrie asimmetriche e i suoi spigoli acuti che si liberano in cielo come alla ricerca di uno spazio di liberta' e leggerezza, ci riporta alla mente la stupenda voliera dello zoo di Londra di Cedric Price.

L'alternanza tra spazi aperti e spazi chiusi crea direzioni nuove, possibili generatrici di assi urbani e percorsi prevalentemente pedonali. Vista da sud, la successione degli edifici presenta il parcheggio multipiano, il blocco commerciale (minimarket, profumeria, agenzia viaggi, parrucchieria, banca, ristorante, farmacia, ufficio postale e asilo nido convenzionato con il Comune) e infine le due torri, riservate principalmente agli uffici del Comune.

La piazza, collocata ad un livello più basso rispetto a quello stradale, serve da accesso ai diversi comparti. Lo studio dell'orientamento solare ha determinato l'individuazione di specifiche soluzioni di tamponamento per le singole facciate degli edifici. Quelle ad est e ovest, le più esposte all'irraggiamento solare, sono realizzate con un sistema di scaglie in vetro serigrafato, leggermente inclinate per ridurre il surriscaldamento nei mesi estivi.

Tutti i blocchi usufruiscono dell'effetto schermante della copertura frangisole che svolge la duplice funzione di ombreggiare e restituire coesione al complesso. Ancora una volta Bologna sorprende col suo dinamismo urbano, capace di sperimentare soluzioni formali lontane dall'arida logica dell'immagine. Il complesso rappresenta un esempio di architettura capace di dare forma, con sensibilita', coerenza e razionalita', all'ambiente circostante, giustificando le scelte progettuali con presupposti culturali e funzionali. Less aesthetics, more ethics: questo e' fare architettura a Bologna, oggi.

Alessandro Beato

Progettisti

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