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Intervento:

Nuova sede uffici Parmalat SpA

Luogo:

Collecchio (PR)

Commitente:

Parmalat SpA

Progetto:

E. Faroldi, M.P. Vettori, P. Chierici Studio di Architettura, Emilio Faroldi e Maria Pilar Vettori

Direzione dei lavori:

S. Grillo - Austin Italia, Luca Bergamo - Servizi Generali Parmalat SpA; Dettagli architettonici: Giuseppe Banzola; Progettazione strutturale: S. Fontanesi; Progettazione impiantistica: G.C. Cerveglieri, P. Frigerio - Studio Energy

Anno di redazione del progetto:

Inizio lavori: 2001
Interruzione lavori: 2003

Nuovo inizio lavori: 2007

Anno di esecuzione:

2008

Costo:

11.000.000,00 euro (solo edificio Parmalat)

Imprese esecutrici:

Cooperativa Edile Artigiana Lavori edili, Zambonini Posa infissi e facciate a doppia pelle, Infissi Schuko
Imprese fornitrici: Monotile pavimento sopraelevato,
Internals cartongessi controsoffitti tinteggi, Gruppo Fantoni fornitura pareti mobili e topakustik (agenzia Fer Trading con Chiara Pasti), posatori ditta Luca Di Somma, 3F Filippi illuminazione generale, Fintolo illuminazione d'accento ed esterni, Fantoni impianti elettrici e speciali, FCC-Permasteelisa group fornitura e sistema climatizzazione Radiante, ITI Impianti meccanici e climatici, Jonhson Control Sistema di supervisione, IBM Italia Realizzazione CED, Kone e Farma ascensori

Dati dimensionali dell'intervento:

superficie utile mq 6917, superficie
complessiva ca mq 8500, volume mc 26500, 7 piani

Foto:

Adriano Ferrara

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Lo spazio della rinascita
Il progetto della sede Parmalat traduce una nuova gestione dell'azienda


Se e' vero che l'ideazione e la costruzione di un edificio rappresentano spesso la storia del committente e le necessita' di un progettista, nella nuova sede Parmalat a Collecchio, paiono amplificarsi tutti questi assiomi. Le recenti vicende finanziarie della grande azienda italiana del latte sono notissime, perche' non solo hanno colpito la comunita' parmense, ma penalizzato a livello internazionale l'immagine di quella imprenditoria italiana frutto di idee, originalita' e coraggio.

Peccato. L'edificio viene iniziato nell'anno 2001 sotto la direzione Tanzi ed in un momento di massima enfasi; la stessa pretesa nella tipologia dell'immobile: un volume fuori scala, in cemento armato gettato in opera, con ampie aperture in facciata. Due anni dopo, l'interruzione dei lavori, il crack, l'abbandono e la "solitudine" dell'edificio. Proprio quella solitudine che immancabilmente investe un qualsiasi progetto, allorquando una volta realizzato, si superano tutte le ragioni, le contingenze ed i modelli che lo hanno legato ad una richiesta privata o pubblica che sia, in rapporto ad un luogo e ad una societa'.

Negli anni successivi si sono verificati diversi tentativi di riutilizzo sfociati pero' nel vuoto: forse era insito che la stessa Parmalat terminasse quel dialogo appena iniziato, ricominciando proprio dal rinnovo gestionale interno all'azienda. La nuova dirigenza guidata da Enrico Bondi impone rigore e chiarezza su tutti i fronti: non piu' sprechi ma ottimizzazione delle risorse; non piu' eccentricita' ma condivisione. Nel 2007 riprendono i lavori nell'edificio designato come la sede centrale e la direzione lavori viene affidata alle forze interne dell'azienda: l'ingegnere Luca Bergamo segue nel dettaglio la riqualificazione che e' anche sinonimo di rinascita, puntando alla discrezione dell'immagine, all'alta tecnologia e alla responsabilita' della societa' in materia ambientale.

Mantenuta la massa strutturale si sono alleggeriti i contorni attraverso l'utilizzo di serramenti a taglio termico con vetri basso emissivi, pero' a doppia pelle e completi di schermature esterne motorizzate atte a ridurre la dispersione energetica nel periodo invernale ed estivo. Le superfici vetrate contrastano con i tamponamenti murari in mattoni a vista anche nei due volumi nuovi integrati. In copertura e' stato aggiunto un sopralzo con struttura metallica curva contenente gli uffici tecnici, attorno al quale si sviluppa il giardino pensile-isolante e tutti i pannelli fotovoltaici che via via verranno integrati.

Le nuove tecnologie di autogestione dell'immobile sono riportate anche all'interno, dove l'impianto di climatizzazione e' univocamente radiante a soffitto coadiuvato da una sofisticata ventilazione dell'aria, cosiddetta a "dislocamento" con immissione a pavimento ed estrazione nella parte superiore delle pareti divisorie a mezzo di griglie-zoccolo. Il radiante consente un elevato comfort per gli utenti ed un basso impiego di energia elettrica ausiliaria oltre alla totale assenza di rumore provocata in genere dal movimento aria. Per la produzione di fluido caldo si utilizzano caldaie a condensazione mentre per il fluido freddo e' previsto uno scambiatore di calore alimentato da acqua di falda, riutilizzata in un secondo tempo per gli usi non potabili come le cassette dei sanitari e l'irrigazione del verde esterno.

Un sofisticato impianto bus controlla tutto il sistema compresa l'illuminazione artificiale a lampade fluorescenti compatte studiate appositamente dalla 3F Filippi, e dotate di reattori elettronici ed ottiche ad alta efficienza. Gli enormi spazi aperti di ogni piano sono stati suddivisi attraverso le pareti mobili Fantoni, in parte vetrate e molte a contenitore, installate su pavimento sopraelevato in graniglia Monotile.

In alcune zone importanti, come la "piazza" che precede gli uffici della dirigenza, la sala consigliare e lo stesso ufficio dell'AD e' stato installato, a rivestimento murario, il Topakustik di produzione Patt dello stesso Gruppo Fantoni, fondamentale per abbattere un riverbero inevitabilmente causato dalla totale prevalenza di superfici riflettenti. Attenzione particolare e' stata posta alla cromia generale di tutti i materiali utilizzati, cosi' da rendere confortevoli gli uffici anche a livello visivo. Poiche' i piani tipo sono ben quattro e tutti identici, ogni livello lo si e' caratterizzato con una tinta differente: giallo cromo, blu cobalto, verde acido, rosso lacca, ovvero i colori del logo, gli stessi che sanciscono la segnaletica interna e aiutano il visitatore a non smarrirsi.

Chiara Pasti

Progettisti

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