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Intervento:

Nuova illuminazione urbana

Luogo:

Roma, via Veneto

Progettisti:

Studio Lizzini

Progetto:

Carlo Maurizio Socrate Lizzini, Giuseppe Lizzini (art designer). Stefano Cacace (designer)

Collaboratori:

Andrea Agates (grafico)

Consulenti:

Castaldi Illuminazioni.

Commitente:

Comune di Roma - XII Dipartimento LLPP

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Acea SpA

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Dolce Vita Style
Il progetto vincitore e le prime applicazioni dell'apparecchio illuminante che accende via Veneto

Sono sbocciati i fiori a Via Veneto. La nuova illuminazione pensata da Carlo Lizzini insieme a Giuseppe Lizzini e Stefano Cacace per Via Veneto si chiama proprio cosi', come questo luogo mitico dei grandi alberghi della capitale, delle estati della Dolce Vita, delle passeggiate degli americani. Non poteva essere da catalogo, qui, l'arredo urbano: non una cosa a caso, uguale a tanti altri pezzi di citta', ma un progetto dedicato, il segno di un blasone, un pezzo unico d'alta moda da non condividere con nessun'altra primadonna alla serata di gala della notte romana che si accende.

Il progetto propone segni essenziali, la ripetizione di linee curve a filo d'erba, stilizzate e contratte nella severita' di elementi scatolari in acciaio verniciato, ma di una dolcezza che ricorda fluidi movimenti liberty. L'intero sistema di illuminazione e' pensato nei particolari per rispondere ai necessari limiti del contesto: mentre la sede stradale presenta una larghezza costante, il marciapiede e' in molti punti occupato da chioschi, edicole, verande che ne riducono la sezione originaria, larga circa dieci metri, fino anche a tre metri e mezzo. I segni allora si ripetono, si smembrano e si ricompongono seguendo il perimetro frastagliato dei molti ingombri e rispondendo alle diverse esigenze di illuminazione.

Nella configurazione tipica, l'apparecchio illuminante completo e' composto da due parti di diversa altezza. Un proiettore asimmetrico, con lampada ad alogenuri metallici e vetro di protezione microprismato a granitura diffondente, e' alloggiato nella parte piu' alta ed e' destinato ad illuminare la sola sede stradale. La parte piu' bassa, invece, illumina in maniera piu' diffusa ed uniforme il marciapiede, grazie a un sistema a luce indiretta, regolabile in funzione delle esigenze per mezzo di un proiettore montato su binario. Da questa configurazione base ne discendono alcune altre, variamente utilizzabili a seconda delle condizioni di contesto e delle necessita' di illuminazione. Sono previsti il solo modulo di illuminazione stradale, il solo modulo di illuminazione pedonale, anche nella versione da accostare ai muri esterni degli edifici, o la configurazione ad applique.

I lampioni sono composti di elementi scatolari modulari di dimensione 50x30x150 di lamiera dello spessore di 4 mm, fissati tra loro con incastro maschio e femmina e imbullonati, componibili in modo da ottenere diverse altezze. L'attacco a terra e' realizzato con elementi curvati, fissati alla fondazione in calcestruzzo armato mediante bullonatura su tirafondi. Il progetto prevede anche un proiettore incassato a terra, alla base del lampione, che ha il doppio scopo di dare rilievo al manufatto e far brillare, contemporaneamente, le chiome degli alberi che arredano la passeggiata, realizzando cosi' un vero e proprio percorso luminoso.

La modularita' degli elementi e la scelta di fare pezzi componibili (e quindi scomponibili) a seconda delle esigenze di illuminazione e delle differenti condizioni di arredo temporaneo della strada e dei marciapiedi e' uno dei punti di forza, insieme al design grafico e semplificato, dell'oggetto urbano "Via Veneto". Questa ricerca verso la versatilita' porta, comunque, a un progetto che, se pure attribuito, e addirittura intitolato, proprio a questo luogo comune dell'immaginario del costume e della mondanita', si presta a diventare cifra della riqualificazione del centro citta'. Il bel progetto di arredo rilancia il tema della adattabilita', della scomponibilita' e della adeguatezza al sito e risponde con efficace razionalita' alle problematiche di illuminotecnica, di distanze, di inquinamento luminoso, fino alla fruibilita' degli spazi pubblici. L'arredo urbano diventa qui lo snodo, o il punto di arrivo, di un percorso di ripensamento della citta' come luogo del progetto e scenario di una ritrovata qualita'.

Lucia Maracci

Progettisti

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