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Intervento:

Ristrutturazione globale degli interni ed esterni dell'ex-cinema teatro Apollo

Luogo:

Bologna

Progettisti:

Andrea Trebbi

Commitente:

Venturi Group Costruzioni Srl

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2005-2008

Imprese esecutrici:

Cesi - Imola

Dati dimensionali dell'intervento:

2.100 mq

Foto:

Oscar Ferrari

 

Da cinema a unita' residenziali e commerciali
Andrea Trebbi trasforma l'ex cinema Apollo



Conclusosi nel giugno 2008, questo progetto dell'Architetto Trebbi ha attuato la ristrutturazione globale (interna ed esterna) dell'edificio gia' sede del Cinema-Teatro Apollo.
L'involucro e' stato rilevato per esser trasformato in 22 unita', comprensive di due livelli sotterranei di autoparcheggi.

Il recupero delle superfici di aumento per 'una-tantum' e' spalmato all'interno di omogenei assetti di ampliamento estranei alla sagoma planivolumetrica rilevata, esclusivamente individuati al 3░ e ultimo piano al fine di istituire una sorta di continuita' morfologica con il volume che emergeva verso sud coincidente con il palcoscenico dell'ex-cinema teatro.

La soluzione progettuale del nuovo organismo edilizio determina espressioni architettoniche assolutamente differenti rispetto alla situazione riscontrata all'origine: partizioni verticali ed orizzontali ventilate in lastre cieche di cotto imprunetino lo rivestono completamente e sono coadiuvate da componenti grigliate, pure in cotto, che schermano i retrostanti serramenti pertinenziali ai bagni, ai vani scala e a quei locali delle unita' immobiliari situate al piano terreno piu' esposti al rilievo visivo.

Il rigore compositivo che governa il disegno dei rivestimenti e l'organizzazione dei varchi connota fortemente l'opera.

Gli stessi serramenti per cristalli trasparenti, ovunque privi di partizioni mobili oscuranti esterne e sempre composti da un unico pannello apribile, sono eseguiti in alluminio preverniciato con lo stesso colore, il marrone scuro, che compone i rivestimenti della falda inclinata, le appendici , la lattoniera e, in generale, le rifiniture.

Questa nuova caratterizzazione materica e compositiva esclude l'opera dal circostante repertorio edilizio, consolidato da 40-50 anni di giacenza sul territorio e rappresentato dai consueti contenitori di appartamenti che connotano la prima periferia bolognese.

L'autonomia architettonica che essa tramanda consente di identificarla come riferimento urbano prevalente e come elemento di memoria di uno storicizzato episodio ludico e di svago frequentato e goduto da tanti.

 

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