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Intervento:

ristrutturazione del negozio Leam Limited

Luogo:

Roma - via Appia, 30

Progettisti:

2T_R architettura, Studio Catucci

Commitente:

Leam SpA

Grafica e video:

Ottodesign

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2003

Costo:

150.000

Imprese esecutrici:

Mima srl

Fornitori:

Ceramiche Appia Nuova

Dati dimensionali dell'intervento:

260 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Luci dal sottosuolo
In un ex garage dell'Appia Nuova, nasce Leam limited: visione metropolitana del negozio di tendenza

Con l'inaugurazione di un nuovo negozio sull'Appia Nuova a Roma, la Leam decide di definire una nuova concezione di punto vendita (Leam limited), in cui proporre capi particolari, collezioni di tendenza, pezzi unici e vestiti recuperati dalle collezioni degli anni passati. E' tangibile un'atmosfera velatamente underground negli articoli proposti, la stessa che avvolge subito chi entra nel negozio collocato in un ex garage sotterraneo. Le scelte progettuali degli interni, caratterizzate da ferro e muratura, vivono in stretta simbiosi con l'ambientazione quasi clandestina del luogo che trae la sua forza dalle imponenti strutture in cemento armato.

La relazione tra esterno e interno con le sue problematiche legate all'accessibilita' e alla visibilita' e' stata uno dei primi temi progettuali affrontato dai due gruppi di lavoro, 2 T_R architettura e Studio Catucci. La galleria d'ingresso al negozio era originariamente lo stretto passaggio, racchiuso tra due edifici, che portava al garage: unico contatto sulla strada. Qui si e' scelta l'esaltazione del contrasto provocata dalle ritmiche invasioni di luce che illuminano un ambiente dai toni cupi e scuri. Lungo le pareti laterali della galleria, attraverso una controfodera in ferro con tagli verticali a tutta altezza, sono state inserite le vetrine. Da queste entra all'interno delle nicchie una luce contenuta (si e' scelto di utilizzare cristalli temperati non di tipo "clear") che definisce il contrasto con le pareti in ferro e il controsoffitto in pietra lavica, ma non lo esaspera. Inoltre la sensazione di sotterraneo e' stemperata da due visioni "verdi".

In fondo alla galleria, in prossimita' dell'ingresso allo spazio espositivo vero e proprio, i progettisti hanno realizzato una piccola serra, dove, illuminato da luce naturale, vive un giardino di bambu' e pietre bianche di fiume. Mentre, all'interno del negozio, i lucernari, oltre a lasciar entrare un abbondante flusso di luminosita', aprono una finestra sulle palme che riempiono i cortili dei palazzi circostanti e sulle varie essenze piantate sul tetto dell'ex garage. Viene cosi' stretta una forte relazione con l'esterno, con la tranquillita' delle corti romane, ma anche con la parte meno nobile dei palazzi limitrofi.

Le strutture originarie dello spazio sono state restaurate e valorizzate cercando di non appesantire l'ambiente nascondendo ogni elemento tecnico. Gli impianti di trattamento dell'aria hanno trovato alloggiamento sulla terrazza superiore ed e' stato creato un controsoffitto continuo e di basso spessore per il passaggio degli impianti elettrici e per l'inserimento degli apparecchi illuminanti. Lungo le pareti laterali, tra i pilastri in cemento, i progettisti hanno studiato degli elementi in ferro per appendere i capi di abbigliamento con un sistema di esposizione modulare che permette di alternare le stampelle ai ganci. Il ferro risulta il materiale dominante e caratterizzante.

Unica eccezione le due pareti in fondo al locale, dietro alle quali si trovano i camerini di prova, funzionalmente lasciate bianche e utilizzate come schermi su cui proiettare video. Al centro del negozio, in corrispondenza del lucernario, e' collocata una struttura ad isola, un palco sopraelevato per ospitare le collezioni particolari. Questo elemento architettonico e' composto da un nucleo di muratura alto un metro e da piani in ferro a sbalzo. Tali piani, dalle sagome fluide e dalla forte matericita', hanno la funzione di espositori e su un lato si trasformano nell'accesso al piano rialzato della struttura stessa. Al centro dell'isola, elemento culminante della “mostra”, e' collocato un espositore mobile scorrevole appeso a due binari fissati al di sotto delle grandi travi in cemento.

Milo Valentini

Progettisti

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Disegni e rendering