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Intervento:

a: Punto vendita carburanti
b: progetto di ampliamento ristorante

Luogo:

Roma - via Boccea, 1050

Progettisti:

Cristiano Giunta, Marco Rucci

Collaboratori:

rendering e ambientazioni realistiche:
a: Marco Rucci
b: Andrea Parenti
elaborazioni cad:
Marco De Filippi

Commitente:

Petroli 2000 srl

Anno di redazione del progetto:

b: 2005 - 2006

Anno di esecuzione:

a: 2004
b: in fase di realizzazione

Imprese esecutrici:

a: Cicconi Costruzioni srl

Fornitori:

a: Ceramiche Appia Nuova (rivestimento in mattoni)

Dati dimensionali dell'intervento:

a: 3814 mc fuori terra
b: 375,96 mc

Caratteristiche tecniche particolari:

b: Struttura in cemento armato complessa con finitura esterna in cortina laterizia; struttura a guscio con vetro ricotto autopulente a doppia curvatura e telaio in tubolare di acciaio curvato.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Ristoro metropolitano
Forme organiche e materiali hi-tech per il nuovo ampliamento ristorante di una stazione carburante

On the road. Uno pensa che la stazione di servizio sia un po' come quelle che si vedono nei film americani, con le due pompe di benzina, il tipo che sonnecchia all'ombra, la sigaretta che pende dalle labbra e il cappello calato sugli occhi. E intorno, chilometri di niente e una strada che tocca l'orizzonte. Ma oggi, qui da noi, l'area di servizio e' spesso uno spazio completamente integrato nel tessuto urbano, con cui dialoga (o almeno, cosi' ci auspichiamo che sia) ed e' contenitore, oltre che di servizi per l'automobilista sempre piu' dedicati, di significati estetici e compositivi la cui esplicitazione non puo' essere lasciata al caso. Una stazione vale l'altra: non e' piu' cosi' e spesso viene scelta, nel proliferare di aree di servizio, proprio per la quantita' e qualita' di optional che offre.

Il progetto di Cristiano Giunta e Marco Rucci per l'area di servizio di proprieta' della Petroli 2000 srl situata lungo via Boccea tenta proprio questo: dare un'impronta, un'identita' a un luogo che per definizione e' solo di passaggio. Il rispetto delle normative in materia di installazione e distanze di sicurezza fra impianti eterogenei (benzine, g.p.l. e metano) e la necessita' di preservare i resti di epoca romano-imperiale riferibili a un ninfeo monumentale, ritrovati nella porzione sud-orientale del lotto, hanno suggerito le linee portanti del disegno planimetrico.

Esso si regola intorno all'asse individuato dai progettisti partendo dai baricentri delle "masse storiche". Da questo sono stati poi tracciati i perimetri delle diverse aree funzionali, proporzionandole sui rapporti dimensionali delle preesistenze archeologiche. Il fabbricato, a un piano fuori terra, ospita gli spazi dedicati a bar, auto-shop, gommista, elettrauto, meccanico, autosalone, market, oltre al parcheggio al piano interrato. Lo spazio aperto e' organizzato in distribuzione carburanti, lavaggio "fai da te" e turbolavaggio, zone di sosta.

La ricerca di un accordo col contesto emerge anche da alcuni echi formali: la reinterpretazione di materiali tradizionali come il mattone e la pietra, la scelta di geometrie di prospetto lineari, suscitate da una scansione modulare, e la iterazione di sintagmi architettonici. Sui prospetti si alternano pareti piene e grandi superfici trasparenti, che rivelano le funzioni distribuite all'interno del fabbricato. La parete emerge dall'estradosso di solaio e, bucata da piccole aperture quadrate, costituisce il supporto strutturale su cui sono ancorati i tiranti di una pensilina costituita da telai metallici, pannelli di metacrilato e rete keller. Sul lato corto il prospetto presenta due setti emergenti in contrapposizione evidente con i due tralicci dedicati alla comunicazione reclamistica che emergono dal prospetto principale.

L'ampliamento del ristorante e' costituito da un volume volutamente anomalo, una specie di siluro aggettante "appoggiato" su un fascio di snelli pilastri inclinati. Concepito per la possibilita' di realizzare quasi quattrocento metricubi di volumetria residua risponde alla contestuale esigenza di non ostacolare la circolazione dei mezzi intorno all'edificio. Il guscio, tutto realizzato in vetro ricotto a doppia curvatura consente una panoramica completa sulla campagna laziale circostante e lascia entrare larghi squarci di cielo, fra le tre vele frangisole in acciaio che ombreggiano l'interno.

Il ristorante diventa cosi' un belvedere, un luogo di sosta unico, che valorizza il contesto in cui e' localizzato e che invita, stavolta si', a una scelta consapevole e non casuale del posto dove fermarsi. Tecnologia e storia, vecchi e nuovi luoghi di riposo e di ristoro in una sintesi senza fratture ne' stridori. Cosi' un po' piu' da vicino la stazione di servizio ci evoca le stationes delle vie consolari romane.

Lucia Maracci

Progettisti

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Disegni e rendering