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Intervento:

Edificio a destinazione residenziale -terziario-produttivo

Marchi:

Milano

Progettisti:

Gaetano Lisciandra

Collaboratori:

Paola Zonco, Umberto Beneventano, G.Berni, F. DeLorenzis

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

in corso

Marchi:

Alcan

Dati dimensionali dell'intervento:

8.800 mq (area edificio) + 1.600 (area verde)

Luogo:

Milano

 

La metafora del movimento
La Torre di via Antonini, detta anche 'Torre dei Moro'


Puo' sembrare stravagante parlare di movimento in rapporto agli edifici: l'architettura ha spesso enfatizzato la stabilita' e l'equilibrio delle costruzioni.
Altri invece, nel corso della storia, hanno voluto rappresentare il movimento: Bernini e Borromini sono i primi ad aver smosso la fissita' del classicismo rinascimentale, mentre i futuristi italiani hanno inventato l'estetica della velocita'.
Questo progetto di Gaetano Lisciandra vuole proprio rappresentare l'idea di movimento.

Il movimento
Con delle vele dalla forma allungata che si restringono alle estremita', l'edificio ripercorre la metafora della nave, che si regge su tetti blu che richiamano il moto ondoso.
La torre, i cui 16 piani raggiungono 60 metri di altezza, e' circondata da due parti di una ellisse incompiuta che sembra girare su se stessa, come un'elica mossa dal vento.
All'interno si apre una piazzetta sopraelevata da cui si accede alle varie parti del complesso: centro di distribuzione e aggregazione di chi vi abita e lavora.
Sul davanti, un'ampia zona verde, arricchita da pergolati ed essenze ornamentali, funge da cortina rispetto all'intenso traffico di via Antonimi.

Gli altri principi della costruzione
Lontano da ambiguita', travestimenti, eccessi decorativi e strutturali, il progetto segue alcuni sani principi:

- Verosimiglianza: il complesso e', e vuole sembrare, un edificio. L'articolazione delle forme rivela con immediatezza le diverse funzioni: la piastra commerciale, i laboratori artigianali, la residenza;
- Leggerezza: e' stato eliminato tutto il superfluo e minimizzato l'attacco a terra per accentuare l'illusione della sospensione nell'aria;
- Integrazione: l'edificio si lega perfettamente all'ambiente circostante: l'orientamento e' quello del tessuto urbano della citta' fin dai tempi dei romani (nord-ovest/sud-est); le coperture del tetto riprendono quelle tradizionali a volta; le vetrate sono ampie ma non sostituiscono i muri; infine la piazza interna riprende la vecchia corte, luogo magico di incontro e socialita'.

Un aneddoto sul nome
Quando l'architetto studiava a Venezia, Frank Loyd Wright fu invitato per una conferenza.
Alla domanda di quale fosse la chiave della carriera di un architetto, Wright rispose: 'avere buoni clienti', intesi non come quelli che commissionano molti lavori o che lasciano fare, ma come quelli che amano la buona architettura e si confrontano con l'architetto per ottenere dei buoni edifici.
I Moro sono stati ottimi clienti e per questo, come ha detto lo stesso Lisciandra: 'si meritano di dare il loro nome alla torre, che e' loro quanto nostra'.

Progettisti

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Galleria immagini

Torre dei Moro, progetto di edificio residenziale e commerciale di Gaetano Lisciandra01Torre dei Moro, progetto di edificio residenziale e commerciale di Gaetano Lisciandra02Torre dei Moro, progetto di edificio residenziale e commerciale di Gaetano Lisciandra03Torre dei Moro, progetto di edificio residenziale e commerciale di Gaetano Lisciandra04