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Intervento:

Nuova costruzione di un edificio industriale

Luogo:

Gualdicciolo (RSM)

Progettisti:

Valter Bonfè

Collaboratori:

Gilberto Avella; Gabriele Casali; Cristiano Guerra; Renato Guerra; Luca Giordani; Fabio Marasso; Fabio Masini

Commitente:

DENVER sa (RSM)

Anno di redazione del progetto:

2003-2007

Anno di esecuzione:

2004-2007

Imprese esecutrici:

CAS (RSM); ICB (RSM); FLABE; MORRI; Gambalonga; TCF (RSM); GIPSO; STYLE DECOR; DITEC; BUSCARINI; TONINI; ELETTRIKA; LA TENDASOLE

Fornitori:

CASALGRANDE PADANA; OMIS

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Incastri
Due corpi di fabbrica, adagiati su una collina, per la nuova sede della Denver s.a.


La struttura esterna presenta, attraverso forme e materiali, il carattere produttivo dell’azienda, con colonne in pietra e una facciata continua in vetro serigrafato. L’intero complesso presenta una suddivisione verticale degli spazi per le attività produttive, amministrative, direzionali ed espositive, dedicando per ogni area di pertinenza tipologie, colori e forme diverse. Gres porcellanato per pavimenti e rivestimenti caratterizza l’ambiente interno destinato a uffici e sala riunioni.

L’espansione che negli ultimi anni ha visto crescere il core business della Denver dalla produzione di macchine per il trattamento della pietra a strumentazioni per la lavorazione del vetro, ha posto la dirigenza davanti alla necessità di investire in una nuova struttura. Nella zona artigianale di Gualdicciolo, nel fondovalle della Repubblica di San Marino, il lotto individuato per l’edificazione della nuova sede aziendale si è presentato all’architetto Bonfè nella sua problematicità di terreno collinare in forte pendenza e caratterizzato dalla presenza di un piccolo corso d’acqua.

La soluzione elaborata ha portato alla realizzazione di due corpi di fabbrica, separati da una strada di servizio interna e sfalsati di un livello per assecondare, per quanto possibile, la conformazione del terreno. L’intero complesso, una struttura prefabbricata in cap, è organizzato secondo una suddivisione verticale degli spazi: un corpo ospita la produzione, l’altro le attività amministrative e direzionali, con uno spazio mostre ricavato per permettere agli ospiti un contatto diretto con l’attività aziendale. Il corpo della produzione ospita al livello terra il magazzino dei componenti e l’officina di assemblaggio, mentre al livello superiore si trova il magazzino delle macchine finite. Il grosso volume bianco della parte produttiva è stato trattato come un contenitore funzionale, seriale, ripetitivo, tanto nei tamponamenti quanto nelle aperture.

La scatola degli uffici è suddivisa in quattro livelli: la reception e gli spogliatoi del personale al piano terra, la foresteria per i clienti salendo al primo piano; al secondo piano si trovano la sala addestramento, il ricevimento clienti e la sala mostra; all’ultimo piano infine le sale riunioni, il ricevimento fornitori e gli uffici. Ogni spazio è caratterizzato da una tipologia, un colore e una forma diversa di gres porcellanato utilizzato per pavimentazione e rivestimenti. Sul piano strutturale il corpo degli uffici, che deriva la sua inclinazione da un confine esistente, è stato collocato per apparire come un elemento incastrato a sé stante. La struttura è rivestita da una facciata continua in vetro serigrafato che, insieme alle colonne in pietra, sono elementi non solo funzionali ma anche simbolici per il progetto, capaci di restituire al visitatore una dimostrazione concreta dell’attività dell’azienda.

Il volume bianco della parte produttiva e la scatola degli uffici sono collegati all’esterno dal nastro nero del ballatoio; mentre dal punto di vista funzionale costituisce un percorso di emergenza, dal punto di vista compositivo è quell’elemento dinamico di rottura orizzontale che, lanciandosi verso la collina, stacca il corpo degli uffici da quello della produzione e ricava lo scenografico spazio a tripla altezza dell’ingresso e dei collegamenti verticali. Un’attenzione particolare è stata infine riservata allo studio del tunnel che collega le due parti dell’azienda: utilizzato per la movimentazione della merce, ospita al livello terra l’area di scarico e il deposito dei componenti e al primo livello l’area di carico delle macchine finite.

Nella progettazione la sua collocazione è stata studiata in modo da eliminare quasi totalmente le aree di deposito esterne a vista, di consentire le operazioni di carico e scarico al riparo degli agenti atmosferici e essere funzionale anche per un possibile futuro ampliamento. Infine il piano bordeaux della copertura, che costituisce l’ultimo elemento della composizione, è il corpo di unione degli elementi sottostanti, con un frangisole come elemento di chiusura dell’intera struttura.

Valentina Alessandrini

Progettisti

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Galleria immagini

Vista dall’alto dell’area reception.01Sala riunioni.02Veduta della scala.03Vista notturna dell’edificio esterno.04Veduta dell’ingresso esterno.05Esterno diurno.06Area reception.07Hall.08Vista dalla scala verso la zona soppalco.09Il lungo corridoio che percorre la zona soppalco.10Vista della hall di ingresso.11Vista della hall d'ingresso al piano soppalco.12

Disegni e rendering