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Intervento:

Ristrutturazione di abitazione unifamiliare

Luogo:

Inveruno (MI)

Progettisti:

Maria Antonia Zoia

Anno di redazione del progetto:

2005-2006

Anno di esecuzione:

2007-2008

Imprese esecutrici:

Edilbertani snc; Frimar Serramenti srl

Foto:

Davide Rudoni

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Spazio all'arte
Una giovane coppia, innamorata dell’arte contemporanea, dà l’input progettuale all’architetto


All’origine dei condomini moderni era la casa di ringhiera: grandi palazzoni dove, per ogni piano, si aveva un unico balcone e un ballatoio all’aperto con le scale su cui si affacciavano tutti gli ingressi degli appartamenti. Nell’intervento di ristrutturazione e ampliamento, commissionato da una giovane coppia amante dell’arte contemporanea, l’architetto Zoia si confronta proprio con una di queste abitazioni, tipiche nel territorio lombardo dello sviluppo economico. Di questo tipo d’abitazioni sono rimasti pochi esemplari; nel corso del tempo sono state spesso lasciate al loro destino di degrado.

Oggi, in un processo di recupero della memoria e della storia, sono sottoposte ad azioni di recupero e valorizzazione. La richiesta della committenza è quella di uno sviluppo progettuale capace di coniugare le necessità funzionali contemporanee con il rispetto di quegli elementi maggiormente legati alla memoria dell’architettura del territorio. Il fabbricato originario era composto di due unità abitative dislocate su due piani, inserito in una zona semicentrale dell’edificato urbano del comune d’Inveruno dove la maggior parte delle abitazioni è del tipo a cortina fronte strada (stessa tipologia dell’abitazione interessata dall’intervento).

Il restyling a cui è stata sottoposta la casa restituisce, alla fine dell’intervento, un’abitazione unifamiliare ampliata nella parte verso il giardino in modo da movimentare gli spazi con porticati e terrazzi. La superficie del piano terra, dedicata alla zona giorno, è di circa 200 metri quadri, mentre il piano primo si sviluppa su un’estensione di 180 metri quadri. La tipologia costruttiva ripropone per l’esterno alcuni elementi stilistici tipici della casa lombarda: porticato con colonne in sasso, ballatoio coperto con solaio in travi a vista e rizzata lombarda nei camminamenti; i serramenti in alluminio colore argento, dotati di lamelle frangisole tipo grisser, arricchiscono l’esterno segnalando il carattere sobrio e razionale dell’intervento.

Dall’ingresso, un portone Gardesa rivestito da un pannello recuperato da vecchi portali di cascinali, s’accede direttamente alla zona giorno. Un ampio living, salotto, sala da pranzo, la cucina schermata da una quinta a tutt’altezza: le linee guida del progetto si sono sviluppate nella ricerca di un’essenziale funzionalità. A questo sono votati anche gli infissi, porte del tipo invisibile rasomuro. Dalla scala a vista, protetta da un ballatoio in cristallo contrastante con le pedate in sasso, frutto di un recupero da una vecchia casa di primo Novecento, s’accede al soppalco da cui si sviluppa l’ingresso alla zona notte.

Tutte le pavimentazioni sono in parquet industriale essenza rovere; solo nei bagni si è impiegata la ceramica, in quello al piano terra una monocottura ardesia, per la stanza da bagno padronale al piano primo si è scelta una ceramica effetto pietra del cardoso con inserti di listelli vetrificati colorati.

La casa risulta già ampiamente illuminata naturalmente; la luce penetra dalle vetrate che si affacciano sul giardino, portando a una compenetrazione tra il verde degli spazi esterni e il look total white degli interni. Per l’illuminazione artificiale l’architetto si è affidato al design Guzzini e alle fantasiose realizzazioni Artemide. Punti luce sono realizzati con spot posti su binario e con faretti inseriti nelle parti di controsoffitto. Alcune lampade vintage completano e arricchiscono il progetto illuminotecnico.

Testo di Valentina Alessandrini


Progettisti

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Galleria immagini

Vista dall’alto del salone principale.01Veduta della scala.02Vista del grande spessore che caratterizza il pavimento della zona soppalcata.03Vista del grande spessore che caratterizza il pavimento della zona soppalcata.04Veduta dell’ambiente cucina.05Dettaglio della porta, in primo piano la scultura di Bruno Munari.06Vista verso la porta blindata d’ingresso Gardesa rivestita con un pannello recuperato da vecchi casolari.07

Disegni e rendering