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Intervento:

Ristrutturazione Casa Bauso-Mancuso

Luogo:

Centuripe (EN)

Progettisti:

Tonia Laudani

Collaboratori:

Epifanio Scravaglieri, Giuseppe Scravaglieri, Francesco Bauso, Mary Mancuso

Imprese esecutrici:

Saccullo; Sanfilippo; Chiechio; C.S.B. Arredi srl; Longo

Fornitori:

Arredi Gallina srl per divani e sedie; Strano SpA per illuminazione; Ceramiche & Dintorni per rivestimento bagno

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

L'insolita veste della dépendance
Un monolocale per il tempo libero.



L’intervento ha interessato la sistemazione di un monolocale situato in un complesso residenziale collocato all’estremità di un crinale, in un’area periferica del comune di Centuripe. L’alloggio gode di un affaccio privilegiato, la suggestiva vista panoramica dominata dall’imponente mole dell’Etna, visibile in tutta la sua interezza. Il progetto che una coppia di professionisti ha affidato nel 2006 agli architetti Laudani e Scravaglieri nasce dalla volontà di realizzare un ambiente attrezzato per il tempo libero. La passione per la musica, per il cinema, per la letteratura e per la cucina trova spazio in un luogo pensato per coltivare lo svago come un momento irrinunciabile della quotidianità.

Dal momento che i proprietari vivono in un altro appartamento situato nello stesso immobile, gran parte della sistemazione è stata dedicata alle attività ludiche senza però rinunciare all’autosufficienza dell’ambiente, garantita da una zona cottura, un servizio igienico e un divano letto. L’obiettivo, dunque, è stato quello di attrezzare una vera e propria dépendance, un luogo dove trovare rifugio per evadere dalle incombenze professionali e per rigenerarsi abbandonandosi all’ozio. I lavori hanno riguardato la sostituzione della pavimentazione, il rifacimento degli impianti e del bagno, la realizzazione del controsoffitto e della parete attrezzata.

L’idea progettuale ha ricercato uno spazio unitario – attraverso la calda tonalità del rovere sbiancato impiegato per arredi e pavimento – ma allo stesso tempo flessibile, in grado di rispondere a differenti modalità d’uso. L’ampio vano di 40 metri quadrati è marcato trasversalmente da un controsoffitto ribassato, della larghezza di 2,10 metri, che si piega a 90° per diventare controparete. Il preciso disegno geometrico a L della struttura è sottolineato da un sistema di luce diffusa indiretta che ne marca il bordo e segna il distacco dal vano che la contiene. All’articolazione plastica del controsoffitto corrisponde a terra la variazione cromatica del parquet, che lascia spazio al tratto scuro del wengè. La struttura in cartongesso accoglie la zona pranzo.

Un tavolo pieghevole ed estensibile, realizzato su misura in acciaio e wengè, è addossato alla controparete; una nicchia ricavata all’interno di quest’ultima raccoglie una porzione del piano, che diventa così elemento decorativo. Le diverse configurazioni del tavolo, raccolto sulla parete, esteso per quattro posti oppure allungato per dieci posti, ribadiscono la necessità di utilizzare l’ambiente secondo varie possibilità. Sul lato opposto la scena è occupata da una parete attrezzata a tutta altezza, profonda 75 centimetri, chiusa da un sistema modulare di ante in rovere sbiancato scandite da sottili fughe orizzontali più chiare. Le ante modulari svelano un ampio contenitore che può essere utilizzato con elevata flessibilità, conferendo all’ambiente una diversa configurazione spaziale secondo la porzione di mobile utilizzata.

Di fronte al divano trova spazio la ricca dotazione dedicata all’entertainment con un sofisticato impianto di home theater, mentre in corrispondenza della zona pranzo la struttura compatta della parete si articola con una nicchia a pianta trapezoidale interamente rivestita in acciaio, dov’è collocata l’attrezzatura della cucina lasciata a vista. Sotto il piano di lavoro della cucina gli ampi cassettoni sono rivestiti in wengè come il pavimento su cui appoggiano.

Una libreria in legno, anch’essa in rovere sbiancato e wengè, s’inserisce nell’angolo vicino alla portafinestra, con una forma cuneiforme. Accanto ad essa una poltrona in un vivace tessuto arancio che assieme alle note del verde e del marrone delle altre sedute costituiscono le uniche macchie di colore dell’ambiente. L’illuminazione è stata affidata esclusivamente alla luce diffusa e ai faretti incassati. L’unico corpo illuminante lasciato a vista è rappresentato da una lampada sferica in vetro opalino, collocata tra la libreria e la poltrona per illuminare ulteriormente l’angolo lettura.

Testo di Raffaella Antoniacci

Progettisti

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Galleria immagini

Veduta della sala da pranzo.01Vista del tavolo allungato.02Vista della zona cottura.03Vista della zona pranzo.04Vista generale della dependance.05

Disegni e rendering