hai scelto:homeprogetti

Intervento:

Ampliamento

Luogo:

Udine

Progettisti:

Alessio Princic

Collaboratori:

Angela Zujan, Rebeka Bucinel, Pietro Mazzanti

Imprese esecutrici:

Studio Barro; Sergio Visintini; botanica Santa Marizza; Tecnofin; Lux-serr; Menotti piscine; Color’è; Claudio Trapanotto

Fornitori:

SPAV; Rotex; Beton; Ilx serr; Lualdiporte; Nones by Orsogril; Kleidos; Marchiol; Moroso; Mohdo; Jab; Botanica Santa Marizza; Gabbianelli; Casalgrande Padana; Vogue; Catalano; Duravit; Galassia; Flaminia; Zazzeri

Foto:

Gianni Antoniali, Alessandro Paderni

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Urban hotel
A Udine, dalle orme di vecchi edifici, una struttura ricettiva a completamento di un hotel.


Gli edifici raccolgono le nuove unità dell’albergo formando una composizione a L, in cui si accede tramite un corridoio retrostante perimetrale in cui i lucernari, ottenuti dalla copertura ad angolo, spezzano la monocromia severa della tinta scura e dell’acciaio nero e ferro micaceo scuro che lo riveste; il percorso svela attraverso una parete in vetro satinato una corte nascosta che include una suite in oro e nero. Tale struttura funge anche da illuminazione dei bagni e ventilazione al primo piano del principale edificio.

Le aperture in totale sono quattordici, corrispondenti alle stanze annesse, ognuna delle quali completa un mosaico all’interno del progetto, una realtà variegata che si svela a ogni singolo cliente della struttura alberghiera. Ogni unità si pone con un’identità propria arricchita da continue interpretazioni e adoperi dei materiali, i legni, i rivestimenti, l’illuminazione con lampade disegnate per l’occasione: la stanza d’albergo non si presenta più come luogo transitorio, d’insediamento frettoloso, ma propone il concetto quotidiano dell’abitare. Il primo corpo dell’albergo è a due piani, contiene quattro stanze a terra e altrettante al primo, mansardate, con scale e ingressi indipendenti.



Il secondo corpo, a un piano, si compone di sei stanze, una delle quali distinta da due atri non coperti che conferiscono una maggiore illuminazione naturale e una sorta di prolungamento d’arredo della camera, con la presenza di un giuggiolo e una parete corta di bambù. Le stanze si affacciano alla corte con piscina grazie ad ampie finestre scorrevoli. Una scelta diversificata di legni e colori per gli arredi interni differenziano le stanze, mentre i serramenti a sbalzo in rosso e marrone e i montanti in zincato giallo completano lo studio di luci e colori degli affacci. La struttura circonda gli alberi secolari, ne segue le naturali inclinazioni. Il linguaggio architettonico declina la sua geometria: il progetto pone la natura come punto di vista essenziale della nuova costruzione e ne accentua il preesistente insediamento, le abitudini di vita e di lavoro fra i vecchi edifici.

Si accentua conseguentemente la presenza della corte interna con piscina, uno specchio d’acqua a raccoglimento del verde tutelato – un inaspettato orto di erbe e piante aromatiche, bambù e siepi che arricchisce il giardino di in un secondo contesto architettonico – che elabora i colori esistenti, altra peculiarità a definire gli spazi circoscritti dal muro di confine addossato all’albergo. La natura partecipa nel ricreare un luogo di accoglienza ricreando un tempo rarefatto, nella composizione minimale del giardino e nei riflessi colorati che si fondono con il nero dei sassi della piscina e il rosso ghiaioso del giardino stesso; l’intonaco rosso dei volumi e una sottile cornice bianca distinguono l’affaccio dell’edificio a due piani e il mutare apparente della sua tonalità calda alle evoluzioni della luce naturale.

Testo di Pietro Fratta


Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

01020304050607