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Intervento:

Riqualificazione ed arredo urbano

Luogo:

Civitavecchia - Corso Centocelle

Progettisti:

Enza Evangelista

Collaboratori:

Teresa La Sala, Francesca D Alatri, Mirko Cerrone

Consulenti:

Franco Bernardini, Luigi De Paolis (contabilità), Gigliola Possenti (scavi archeologici), Ida Caruso (Soprintendenza Archeologica Etruria Meridionale), Agostino Bureca (Soprintendenza ai Monumenti del Lazio)

Commitente:

Comune di Civitavecchia

Progetto:

Impianti e strutture
Giovanni Evangelista

Anno di redazione del progetto:

2002 - 2003

Anno di esecuzione:

2003 - 2006

Imprese esecutrici:

Pastori srl, Civita Restauri srl (sistemazione archeologica reperti), Sistemi Elettrici SpA (impianti fontana), Re.Ma srl, EdilProjet, Sace Networking srl (impianti illuminazione pubblica)

Fornitori:

Ceramiche Appia Nuova

Dati dimensionali dell'intervento:

superficia 5.300 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Panorama urbano
Il recupero dell'arteria principale di Civitavecchia libera il centro dal traffico valorizzando i prospetti ottocenteschi

Rapporto, proporzione, equilibrio e bellezza. Sono solo alcuni dei nuclei progettuali attorno ai quali, nel corso del tempo e in particolare dal XVI secolo, i teorici architetti hanno costruito i prototipi della 'citta' ideale' - celeberrima quella di Urbino ma ugualmente perfette quelle di Baltimora e Berlino - calibrata e a misura d'uomo. Studi e ricerche fioriti in tutta Europa erano dedicati alla valorizzazione di piazze, vie di comunicazioni, ingressi ed edifici pubblici per dimostrare al mondo la bellezza ineguagliabile di quelle citta' e degli uomini che le abitavano. E, come tutti sappiamo, questi illustri personaggi hanno lasciato un patrimonio di incredibile valore. Ma di difficile gestione, perche' molte di quelle belle realta' italiane progettate per rispondere a regole di ordine ed equilibrio, sono strette da un violento abuso incondizionato.

In particolare il traffico, in costante aumento ed eccessivamente rumoroso in ogni ora del giorno, rappresenta una spina nel fianco delle amministrazioni locali, ad un tempo tese a migliorare le condizioni di vivibilita' e schierate per rispondere al crescente bisogno di accessibilita'. E fra i dossier di Legambiente che allarmano sul grado di inquinamento dei nostri centri e i provvedimenti delle grandi citta' che impongono il ticket d'ingresso (ultimo il caso di Milano), si insinuano i progetti di pubbliche amministrazioni avvedute che liberano i propri nuclei storici con una attenta e scrupolosa pianificazione che legittima e regola aree adibite a verde, servizi, terziario e abitazione cercando nelle reciproche relazioni e integrazioni i punti di forza di ogni intervento su macro scala.

E dopo il commento, il fatto. La piena riuscita in termini di qualita' e impatto ambientale di un progetto di riqualificazione e arredo urbano in uno dei centri urbani della provincia di Roma e' il caso che offre lo spunto di riflessione. L'intervento in analisi e' quello realizzato da Enza Evangelista lungo uno degli assi principiali della citta' di Civitavecchia. Corso Centocelle e' infatti l'arteria sulla quale si trovano sia reperti di epoca romana che notevoli edifici monumentali rappresentativi della citta' stessa, come il teatro comunale Traiano del 1844, il Palazzo del Comando oggi sede della Guardia di Finanza, la sede della Banca d'Italia ed altri prestigiosi palazzi con sedi di attivita' del terziario e banche. Proprio la presenza di queste strutture, in prevalenza del secolo XIX, ha dettato le linee guida del progetto, incentrato sulla valorizzazione ed enfatizzazione di prospetti e fronti di pregio lungo lo svolgimento del percorso pedonale.

Un approfondito lavoro di rilievo di tutti gli edifici prospicienti su entrambi i lati del corso, lo studio di riqualificazione ambientale, le analisi tecnologiche e di laboratorio dei materiali originali, intonaci a calce e pozzolana, tinte a base di calce e pigmenti naturali, sono i diversi livelli sui quali si e' basata la progettazione dell'intervento, particolarmente mirata al dialogo fra la manutenzione delle facciate storiche attraverso il piano del colore e il loro valore aggiunto nel contesto urbano, anch'esso recuperato tramite una puntuale progettazione dell'arredo.

Lo sviluppo del percorso ha tenuto conto dei flussi pedonali contingenti, ovvero quelli che individuano spontaneamente i luoghi della sosta andando a potenziare l'area con gli esercizi commerciali riuscendo anche a guadagnare, la' dove possibile e necessario, la modificazione della circolazione viaria - da doppio senso a senso unico direzione mare -, lasciando che le diverse esigenze pratiche del corso fino a largo Plebiscito mantenesse un unico senso di marcia (lato monte). In mezzo a queste due diverse e diversificate realta' della stessa area, quale punto d'incontro, si snoda il percorso pedonale centrale, nucleo del progetto caratterizzato da una differente pavimentazione (basalto e porfido) per rispondere alla sua natura di train d'union fra i diversi caratteri dell'intervento. E percorrendo la ritrovata arteria centrale della citta', e' possibile scoprire i dettagliati elementi progettati per l'arredo, in particolare le sedute, parallelepipedi realizzati in pietra locale 'dorata' e posizionati in corrispondenza delle facciate di maggiore bellezza, il sistema essenza-aiuola-panca progettato come corpo unico, e la fontana a incasso, lunga e stretta, che proprio innanzi al teatro segna il punto in cui e' piu' dolce vivere la citta'.

Francesca Pieroni

Progettisti

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