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Intervento:

Intervento di recupero di un vecchio frantoio nel Centro Storico di Venafro

Luogo:

Venafro

Progettisti:

Ornella Celino

Anno di redazione del progetto:

2007

Anno di esecuzione:

2008

Costo:

Euro 220.000,00

Imprese esecutrici:

Antonio Buono di Venafro (IS)

Fornitori:

M.B. SpA per fornitura sedie, tavoli, sgabelli, divani; DOOR 2000 srl per fornitura infissi interni

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 190 circa

Foto:

Enrico Falcinelli

 

Al Vecchio Doc
Un vecchio edificio dell'ottocento trasfomato in risto-pub beer and wine


Nell’entroterra molisano, conosciuto come porta del Molise occidentale per la sua collocazione geografica incuneata tra Campania, Lazio e Abruzzo, Venafro è un piccolo centro di 12.000 abitanti di origine sannita sorto ai piedi del monte S. Croce, che ha visto una recente espansione verso la piana sottostante attraversata dal fiume Volturno. Tutta la zona, e particolarmente quella collinare, è storicamente vocata alla coltura dell’olivo, che ha naturalmente indotto la costruzione di numerosi frantoi, molti dei quali ancora oggi in funzione.

Il recupero di un vecchio frantoio situato all’interno del centro storico è diventata occasione per riandare a quella parte di memoria storica che ha costituito l’elemento centrale dell’economia locale, e allo stesso tempo è diventato punto di partenza per la rivitalizzazione del nucleo antico. Situato al piano terra di un edificio di quattro piani, l’impianto, risalente alla fine dell’Ottocento, è rimasto in funzione fino agli anni Cinquanta, quando è stato dismesso ed adibito a magazzino; danneggiato dal sisma del 1984, l’immobile è stato sottoposto ad un primo intervento di consolidamento e messa in sicurezza e nel 2007, attraverso il progetto dell’architetto Celino, la struttura è stata trasformata in risto-pub beer and wine.

L’organismo originario, costituito dalla successione di ambienti di diverse dimensioni su un totale di 190 metri quadrati, è esaltato attraverso un percorso ricco di prospettive, che si apre dalla zona bar verso la sala degustazione vini, fino alla sala ristorazione l’ambiente centrale – caratterizzata dalla maestosa macina in pietra e dal vecchio focolare. Filo conduttore dell’intervento è la memoria del luogo. Il percorso è scandito da elementi riconducibili alla funzione originaria: la vecchia macina, un tempo azionata dal lavoro animale, le anfore per la conservazione dell’olio, le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, gli antichi soffitti a volta, elementi ripresi e reinterpretati nell’assetto del nuovo locale.

L’intervento mette in evidenza la struttura costruttiva in materiale lapideo locale di colore chiaro con i soffitti a volta dagli intonaci recuperati e tinteggiati di bianco, sottolineati dall’illuminazione radente a tonalità calda. Materiali, forme, colori sono stati studiati nel rispetto e nella valorizzazione delle caratteristiche tipologiche e costruttive originarie e delle tecniche di lavorazione tradizionali. A segnare la continuità tra i vari ambienti l’uso di un’unica pavimentazione, in gres anticato, posata in parte a lisca di pesce, in parte a correre. L’arredo è caratterizzato da materiali primitivi come legno, pietra, vetro, ferro e rame; il tono volutamente semplice ed essenziale lascia parlare come protagonista la struttura del vecchio frantoio.

Testo di Raffaella Antoniacci

Progettisti

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