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Intervento:

Realizzazione di bagno all’interno di una vecchia dimora

Luogo:

Borgo Cerreto

Progettisti:

Roberto Franchitti

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2007

Imprese esecutrici:

Verrecchia Enrico + Ricci Nicandro&Cocuzza Emilio

Fornitori:

Catalano per sanitari; Bandini per rubinetterie; Artesia per maioliche; LTB per illuminazione

Foto:

Ilaria Pacitti

 

Atmosfere rocciose
Realizzazione di bagno all’interno di una vecchia dimora



L'opera di ristrutturazione di un'antica abitazione contadina pone un confronto immediato tra due differenti modi di vivere una casa e un contrasto fra passato e presente, in cui tempo, funzionalità e comodità sono riferimenti in costante evoluzione. Difficoltà e contraddizioni fra esigenze antiche e nuove si accentuano nell'ambiente bagno, che rispetto al passato – e specialmente un passato contadino – ha conquistato progressivamente un'importanza nuova e strategica diventando spazio abitativo preminente nell'odierna quotidianità.

La progettazione dell'architetto Roberto Franchitti per il bagno di una residenza, riflette appieno le esigenze di ricavare da un ex ambiente rurale uno spazio per i servizi igienici comodo e accurato, coerentemente inserito nel nuovo interno. Il progetto non contrappone due stili diversi di vita o di intendere un'abitazione; cerca anzi di trovare negli elementi preesistenti le peculiarità su cui lavorare e sviluppare il progetto: un lavorio che riprende dal passato lo spazio per un servizio sanitario moderno, con ogni funzionalità e comfort.

Luogo scelto è un locale adibito un tempo alla produzione del vino. Le apparenti incompatibilità strutturali esistenti hanno spinto il lavoro finale a creare un ambiente raccolto, personale e al tempo stesso commisto alla forza materica presente. Elementi essenziali e moderni per la piena fruibilità del bagno s'inseriscono, s'incastrano nella roccia e offrono forme e spunti imprevedibili, di ricercato pregio estetico.

Il fascino dell'antico diventa sensoriale, visivo, tattile. La doccia si adatta alla parete rocciosa da cui usufruire durezza, sicurezza, e un gioco di luci calde frammentate dalla superficie irregolare ricavata dal vecchio e spesso strato di intonaco; la geometria pura del piatto di ceramica segue le modalità di accostamento con materiali recuperati o nuovi: la seduta all'interno della doccia, in legno, sotto cui un faretto illumina con discrezione l'interno box, crea una suggestiva illusione di grotta termale; la parete è infine protetta da un multistrato di prodotto idrorepellente che gli conferisce un aspetto bagnato.

La privacy è sigillata dalla pietra ardesia a lato e dai vetri del box, sul cui sportello è saldata a uso maniglia un frammento secco di radice tratto da un albero di cerro. Vecchie travi recuperate durante il lavoro di ristrutturazione, sorrette da pezzi di ponteggio, sono divenute un piano di appoggio lungo due metri e mezzo per il lavabo a forma di ciotola. Il pavimento alterna la pietra bianca preesistente all'ardesia, in un gioco a scacchiera esteso in particolare su un'area triangolare sotto il lavabo e separato dal muro in pietra intonacata da un nastro di ciottoli di fiume.

L'intero ambiente si chiude e completa con una parete in policarbonato che, pur permettendo una maggiore luminosità e contiguità con la luce e l'ambiente esterno, permette la piena visibilità della soffitta a volta, distingue l'area bagno, la sua funzionalità e il carattere privato. Il bagno si adegua alle esigenze della nuova committenza con un carattere forte ma senza tralasciare il passato da cui è tratto, anzi rivalutandolo. Riuscendo infine a proporre un risultato progettuale ricco di espedienti.


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