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Intervento:

Progetto per una residenza familiare

Progettisti:

Pietro Angelo Travaglini

Luogo:

Venafro (Isernia)

Collaboratori:

Floriana Cimmino

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2005 – 2008

Costo:

Euro 800.000,00

Imprese esecutrici:

Gemar srl, Cimino Costruzioni snc

Fornitori:

Schuco DGA srl, Fantini, Trend srl, Cisa srl, PAL Atessa, Alpen, Moltoluce, Dario Arredamenti

 

Armonia secolare
Architettura organica


A Venafro, la porta del Molise, l’architetto Travaglino ha applicato la sua progettualità artistica nella realizzazione di una residenza unifamiliare capace di dialogare tanto con l’esterno quanto di prodursi in una mimesi dei bioritmi della giovane coppia che l’andrà ad abitare. L’ambiente è quello della macchia mediterranea, la filosofia progettuale quella dell’architettura organica del maestro Frank Lloyd Wright; nella Città dell’olio l’attenzione alle piantagioni secolari d’ulivo influenza le strutture e le architetture che vi si progettano.

Proprio questa è la matrice generatrice della composizione plano-volumetrica di tutta l’abitazione, concepita senza voler intaccare l’equilibrio del sito ma sviluppando comunque una tensione volta all’attuazione di un proficuo dibattito con il contesto sociale e urbano della zona. Elemento generatore della composizione è l’accostamento di quattro volumi, ognuno con una precisa funzione, derivanti dalla geometria pura che si articolano su un unico piano aventi assi non paralleli tra loro. Il volume centrale è la spina portante della composizione. Rivestito interamente in pietra locale, si caratterizza per avere il solaio di copertura inclinato ed è tagliato da un lucernario che invade l’ingresso di luce zenitale conferendo una notevole plasticità formale esterna e una mutevolezza percettiva interna.

Per il volume destinato alla zona notte, a destra del complesso strutturale, è stato utilizzato intonaco liscio con scanalature regolari orizzontali così da esaltarne la particolare configurazione spaziale: le due pareti maggiori, infatti, sono inclinate, spiombate verso l’interno di 30 centimetri così da creare uno stacco dal terreno che lo pone come elemento sospeso che alleggerisce la percezione massiva riequilibrando il rapporto chiaroscurale e di pieno/vuoto. Il corpo a sinistra del volume principale è stato pensato per ospitare la cucina, trattato in parte con intonaco liscio e in parte con rivestimento in pietra locale. L’accostamento di due materiali così diversi che si contaminano restituisce, volutamente, una lettura difficile, frammentata.

Infine il corpo posteriore, quasi a voler rappresentare un elemento di chiusura formale dell’intera composizione, si discosta dagli altri per la volumetria regolare, per la copertura a due falde con coppi in cotto e per la superficie esterna realizzata con intonaco liscio e tonachino minerale di finitura. Rispetto a un esterno caratterizzato da una molteplicità d’innesti tra volumi diversi, l'interno si presenta con un carattere di omogeneità ottenuto, nella zona giorno, grazie all’unico pavimento in gres porcellanato di formato rettangolare color sabbia, mentre per la zona notte e la zona interrata si è optato per una pavimentazione in listoni di parquet di rovere posato a correre. La scala d’accesso al piano interrato è stata realizzata in lastre di ardesia a spacco 30x60.

I pavimenti dei servizi igienici spaziano dalla monocottura del bagno ospiti e figli, al mosaico nel servizio zona giorno, all’accostamento di mosaico e marmo per il bagno padronale, con i rivestimenti limitati al minimo utilizzati solo per le parti strettamente necessarie e le parti non rivestite rifinite con stucchi lucidi idrorepellenti. I soffitti seguono l’andamento volumetrico della struttura e i controsoffitti sono stati utilizzati solo nei bagni per ridurne l’altezza eccessiva. L'illuminazione, minimale grazie alle vetrate che offrono ampio respiro all’abitazione, è stata studiata per essere impercettibile.

Ogni ambiente è caratterizzato da una tipologia di lampada, sia essa a soffitto o appliques, tutti corpi luminosi minimalisti a grande resa. Alcuni paralumi seguono la colorazione delle pareti altri invece sono neutri per renderli meno percettibili. Le pareti sono state trattate mediante pittura a calce o marmorino lucido, con colorazioni e cromatismi variabili in funzione degli spazi, valorizzando solamente alcune pareti per contribuire alla smaterializzazione della scatola e per valorizzare la fluidità percettiva-spaziale.

Progettisti

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