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Intervento:

Concept di un'imbarcazione avveniristica e performante

Progettisti:

Francesco Vitagliano

Luogo:

Terlizzi

Anno di redazione del progetto:

2006

Dati dimensionali dell'intervento:

Lunghezza: 14,90 metri; larghezza: 4,30 metri.

Caratteristiche tecniche particolari:

Scafo planante in fibra di carbonio

 

Design sull'acqua
Un'imbarcazione in equilibrio tra ergonomia e stile

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Concepire un'imbarcazione significa ricercare e verificare sempre nuove combinazioni di equilibrio tra ergonomia e design, eleganza e funzionalità, ispirati continuamente dalla bussola della bellezza e del gusto.

Nell' 'FFF 43 Ferretti, First to be First' lunghezza 14.90 metri per una larghezza di 4.30 m - concept di un'imbarcazione performante caratterizzata da un disegno avveniristico, si trovano armonizzati due concetti chiave: l'open e la trasparenza.
Il primo trova una delle sue applicazioni più riuscite conciliando gli ampi spazi interni con la massima apertura verso il mare, mentre la trasparenza è intesa come pelle che permette di avvolgere un volume, barriera quasi evanescente posta tra l'uomo e l'ambiente esterno.
L'utilizzo del vetro - per le sue caratteristiche primarie e per le tecnologie di lavorazione in uso - ha reso possibile l'elaborazione di tale filosofia progettuale.
Il vetro è pensato come mezzo per rendere l'oggetto camaleontico, dinamico, sensibile ai luoghi attraversati, è stato disegnato con un'unica curvatura, voluta per trasmettere una sensazione di aerodinamicità e velocità, diventando parte integrante dello scafo, seguendone ed esaltandone le forme con i suoi riflessi.

La carena planante utilizzata per lo sviluppo del progetto ha la caratteristica forma che consente all'imbarcazione di raggiungere velocità relative elevate, scivolando o addirittura sfiorando la superficie dell'acqua. La tecnica d'infusione sottovuoto delle fibre di carbonio con resine epossidiche, permette, infatti, di ottenere scafi del 30% più leggeri in confronto a quelli realizzati con tecniche tradizionali, consentendo di raggiungere alte velocità di crociera con un basso dislocamento.

Sviluppando lo scafo e sulla base dei concetti finora esposti - il progetto è stato elaborato partendo dalla realizzazione di una grande vetrata, che offre - sul ponte principale - un'intera visuale del mare, e dalla creazione di una copertura in vetro che illumina la dinette sottocoperta e permette all'armatore di allontanarsi dallo stress e dalla confusione derivante dal mondo esterno, per avvicinarsi agli elementi naturali che lo circondano.

Lo scafo e i volumi generali, dunque, descrivono una prua molto alta, che suggerisce una sensazione di imponenza sul mare.
La zona poppiera è considerata un tema molto importante all'interno di una progettazione navale, sulla quale riescono a coinvolgersi sia il progettista che l'armatore. Le motivazioni possono essere di tipo tecnico, architettonico o semplicemente estetico. Di fatto, la poppa si presenta open air, completamente arredata per vivere comodamente una terrazza sul mare, digradante lentamente verso l'acqua, quasi a invitare gli ospiti al contatto diretto con la superficie marina.

Le poltrone esterne sono concepite con un design originale e modulare. Il prendisole e il divano hanno una funzione polivalente.
Le linee degli arredi interni sono essenziali.
Il wengé con inserti in alluminio è il materiale impiegato per gli arredi e per il rivestimento delle pareti, mentre il parquet in tek è stato utilizzato per i pavimenti.
Giunti all'interno dobbiamo necessariamente soffermarci sulla cabina armatoriale, sviluppata sull'intera larghezza della zona maestra dove lo stesso wengé e la presenza dello specchio enfatizzano la percezione della profondità, aumentandone il benessere.


Progettisti

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