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Concorso:

Zodiac, sotto il segno del bagno

Graduatoria:

Segnalato Acquario

Progettisti:

Frederic Barogi

Collaboratori:

Roberto Sacchini

Segno zodiacale:

Acquario

Consulenza astrologica:

Guido Morri

Aziende partner:

Rivestimenti: Ceramica SANT'AGOSTINO; Pavimentazione: ALIPARQUETS; Sanitari: BIGELLI MARMI Rubinetteria: HANSGROHE; Illuminazione: MODOLUCE; Vasca: TEUCO

Anno:

2004

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Movimenti silenziosi
Un piccolo racconto stile 'John Cheever' per descrivere un Acquario pieno di pesci, sintesi del progetto dell'architetto Frederic Barogi

Capita, a volte, che la tradizionale impostazione scelta per un progetto venga sovvertita dalla comparsa di una "eccezione" che, come vuole la tradizione, finisce per confermare la regola. A dispetto, infatti, di uno schema redazionale che vede fondere descrizione architettonica e analisi astrologica, l'architetto Frederic Barogi presenta il progetto del suo ambiente-bagno attraverso un racconto che si e' scelto di pubblicare, perche' comunica, altrettanto bene di una relazione, la natura del bagno come quella di chi lo ha ideato.

"Quell'uomo si chiedeva perche' le stanze delle case, anche se ben arredate e con delle belle finiture, fossero sempre dei luoghi chiusi che costringevano i pensieri entro i limiti dei loro muri. Non si rassegnava a questa idea: doveva pur esserci un modo perche' il suo intimo desiderio di trascendenza potesse essere soddisfatto anche in un appartamento al quarto piano di un anonimo condominio di una anonima periferia urbana. Non si trattava solo del bisogno di un contatto con la natura, non era necessario portare un bosco o un fiume in casa, per questo erano sufficienti degli oggetti simbolici che lo riconciliassero con quell'Eden perduto e magari mai esistito cosi' indispensabile al suo vivere. Ci voleva qualche cosa d'altro.

Decise, cosi', di ricostruirsi la stanza da bagno, il luogo piu' intimo, al contempo piu' spirituale e carnale della casa, dove sperimentare, attraverso il consumo di attivita' quotidiane, una nuova liturgia, una nuova ritualita'. Di fatto voleva un posto dove la cura del corpo, l'esaltazione della propria bellezza, il benessere, fossero gli strumenti per ritrovare un senso di appartenenza a qualche cosa di piu' alto. Inizio' e concepi' un ambiente fatto di pareti in vetro, abitate da pesci rossi capaci di farle vibrare in una sorta di muto divenire, e dove i pavimenti in legno, i marmi, i rivestimenti fossero dominati dal solo colore arancione, che diceva essere il piu' stimolante e il piu' riflessivo di tutti.

All'interno colloco' tutti gli elementi funzionali, caratterizzati da un rigoroso disegno, in maniera che ognuno fosse preciso, equilibrato, dove nessuno avesse il sopravvento sull'altro e dove tutti concorressero in egual misura alla messa in scena di una rappresentazione immobile. Man mano che procedeva nel lavoro si rendeva conto che scattavano in lui dei meccanismi automatici, prima non considerati, che gli risvegliavano sensazioni contraddittorie: cercava di ritrovare se' stesso ma tutto veniva fatto in funzione di due persone (due docce, due lavandini, una vasca per due...), alla forte staticita' delle forme e degli oggetti faceva da contrappunto il dinamismo dei pesci.

Gli stessi materiali usati si contraddicevano: la naturalezza del legno e della pietra, lo scorrere dell'acqua coesistevano con l'artificio del vetro, degli specchi, della ceramica e dell'acciaio. Non se ne preoccupo' perche' il tutto gli sembrava armonico, ben equilibrato. Quando ebbe finito non sapeva se era riuscito nell'ambizioso intento iniziale, ma era certo che quel bagno gli piaceva e che quando vi entrava era felice".

M. P.

Progettisti

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