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Intervento:

Recupero e valorizzazione delle Cave di Fantiano per manifestazioni culturali

Progettisti:

Donati D'Elia Associati

Luogo:

Grottaglie

Collaboratori:

Giovanni Blasi, Gerardo Bonomo, Roberto D'Elia, Angelo DI Bello, Alessandro Fischietti

Commitente:

Comune di Grottaglie

Anno di esecuzione:

2008

Costo:

1.000.000,00 euro

Imprese esecutrici:

Magazzile, Massafra

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie: 80.000 mq., volumetria: 1.400 mc.

Foto:

Donati D'Elia Associati

 

Spazi spettacolari
Il recupero delle Cave di Fantiano

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L'area dell'intervento, ubicata a circa 3 km dal centro urbano di Grottaglie, ha stanziato la popolazione fino al consolidamento dell'attuale nucleo storico. Tra gli anni cinquanta e settanta del novecento, nella zona si concentrò l'attivita' estrattiva per la produzione di conci di tufo e sabbia calcarenitica.
Oggi il paesaggio e' caratterizzato da un immenso parco naturalistico costituito da boschi di Pino d'Aleppo e macchia mediterranea, grotte che ospitavano gli antichi insediamenti, cave a cielo aperto, terrazze e isolati "monoliti" che disegnano incredibili architetture di calcarenite.

Negli ultimi tempi l'interesse dell'Ente locale e le opportunita' comunitarie, ne hanno riconosciuto il valore paesaggistico, che ha consentito l'istituzione del Parco Regionale Naturale della Terra delle Gravine. Si e' attivato così un modello di riqualificazione e valorizzazione, che ha coinvolto diversi ambiti con l'obiettivo di implementare il settore turistico e innalzare il livello di qualita' della vita dell'intera collettivita', secondo principi di eco-sostenibilita'.

I primi interventi hanno riguardato l'organizzazione di manifestazioni teatrali e concertistiche: da questi riscontri nasce il presente progetto che prevede la sede stabile del Teatro di Fantiano e la realizzazione del Parco Attrezzato delle Gravine e delle Cave per attività culturali, spettacolari e del tempo libero.

L'idea centrale del progetto è stata di fornire un'immagine simbolica e rappresentativa - sotto il profilo architettonico e ambientale - in grado di confrontarsi con l'intorno agrario.

L'intervento principale è la realizzazione del teatro all'aperto. Sull'area di sedime, ove era presente la depressione del terreno utilizzata come discarica abusiva, è stata ricavata la cavea per gli spettatori, coinvolgendo in parte i gradoni esistenti (oggetto della precedente attività estrattiva) e in continuità con questi sono state costruite ulteriori gradonate sempre in tufo (riutilizzando in massima parte quelli sparsi ancora presenti sul sito).

Le sedute per gli spettatori sono realizzate in blocchi di pietra calcarea del tipo locale, mentre i gradini di smistamento sono in mattoni di cotto tipici della produzione ceramica locale.
La cavea si adagia e integra allo stato dei luoghi, al di sotto di una parte di essa, come un'opera ipogea; sfruttando la depressione del terreno bonificato sono stati creati i servizi degli spettatori e le centrali tecnologiche.

Il palcoscenico e il blocco della sede teatrale (con camerini e servizi per gli artisti-addetti) sono ubicati a ridosso dell'attuale fronte di cava, che costituisce la quinta naturale per le rappresentazioni spettacolari.
Posteriormente al palcoscenico, è stato realizzato il blocco di camerini e servizi per gli artisti e addetti. Tale manufatto “pensato” come un monolite, è costruito con blocchi di tufo a vista (utilizzando i conci presenti in loco) e con le lamiere in acciaio cor-ten a memoria dei vecchi macchinari utilizzati per l'estrazione.

Progettisti

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